Il fagiolo della Stanga scarta pedoni e ciclisti

stanga_espelle_bici480 passi. Sono quelli in più che i pedoni devono fare per attraversare la rotatoria a fagiolo della Stanga.

La causa? È stata progettata unicamente a favore di una categoria forte, le auto. Mentre sono penalizzati i pedoni ed i ciclisti.

Da cosa lo si nota? Dal fatto che tutti e sei gli attraversamenti ciclo-pedonali (tranne uno) delle vie che a raggera confluiscono sul fagiolo, sono stati vistosamente arretrati, allontanati di parecchie decine di metri del perimetro della rotatoria e da dove sorgevano in precedenza.

Con effetti nefasti. In primo luogo per la sicurezza. Infatti le auto, dopo aver transitato in rotatoria a velocità sostenute (lo consente l’ampiezza del fagiolo), imboccano una delle vie di uscita in ulteriore accelerazione; e a 40-50 metri trovano gli attraversamenti, proprio mentre stanno inserendo la terza (o quarta) marcia (attraversamenti pedonali che ad oggi, 8 mesi dopo l’inaugurazione del cantiere, non sono né rialzati nè adeguatamente illuminati).

La seconda conseguenza è che i molti metri in più che i pedoni si trovano a dover percorrere, sono una forma di dissuasione: sia a muoversi a piedi, ma anche a rispettare la segnaletica. Il caso più eclatante è quello di via Fistomba (foto) e via Ariosto (foto): lì i pedoni devono arretrare di oltre 60 metri, che moltiplicato per 4 marciapiedi, fanno 200 metri in più per chi, arrivando a piedi da via Venezia, deve proseguire in via Turazza. Tanto che durante il recente sopraluogo, abbiamo visto numerosi pedoni, spericolati ed irrispettosi, accorciare il percorso, mettendosi in pericolo.

Tutto ciò perché si è deciso che il fagiolo dovesse avere tre e non due corsie di marcia interna. Chi ha preso questa decisone visto che il progetto originario sul quale erano stati fatti calcoli e simulazioni, e che andava verificato sul campo, ne prevedeva due? Sembra quasi il tratto di penna di un Comandante dei vigili forestiero che cassa gli studi dell’equipe tecnica che da anni progetta e realizza rotatorie a Padova, nelle quali pedoni e ciclisti abitualmente non sono dimenticati.

Alla Stanga invece, per stressare al massimo la fluidità ricercata con le 3 corsie, si è optato per allontanare quanto più possibile ciò che viene percepito come fattore di disturbo: il pedone (un lento anziano oppure chi conduce un passeggino). Aumentandone i rischi, dovuti alla percezione che ha l’automobilista che in strada ci sia solo la sua auto.

Questa scelta comporta evidenti scomodità anche per i ciclisti. Se le distanze accresciute non sono un problema, lo diventano nel momento in cui queste devono essere coperte in regime di promiscuità con i pedoni. Tutti e 12 marciapiedi (tranne due) che corrono lungo le radiali del fagiolo infatti prevedono la compresenza. Purtroppo i più si presentano molto stretti (in particolare quelli di entrambi i lati di via Fistomba e Ariosto), con affaccio di portoni e negozi.

Un altro dato la dice lunga sulla mancata attenzione rivolta alla sicurezza dei ciclisti: ad eccezione del lato sud di via Turazza, in nessuna delle radiali del fagiolo sono presenti piste ciclabili che consentano di arrivare o allontanarsi in sicurezza da questo girone dantesco. Progetto e cantiere si sono limitati ad affrontare il piazzale, mentre lo sguardo doveva abbracciare almeno un raggio di 500-600 metri, per migliorare complessivamente la ciclabilità. E’ chiedere troppo?

Invece le intenzioni su come “governare” l’avvicinamento lungo via Grassi sono quantomeno ambigue (un marciapiedi non troppo largo che poteva essere ingrandito lato Cittadella oggi è invaso dai cassonetti che lo restringono pericolosamente – foto); in via Venezia verso la Fiera permane una pseudo pista che passa letteralmente dentro la piazzola di attesa dell’autobus (foto); stesso dicasi in via Fistomba: sul lato ovest le biciclette possono scegliere fra cecchinare qualcuno che aspetta l’autobus o passare sul marciapiedi, mentre sul lato opposto aver mantenuto 8 park auto significa che le bici passano solo in strada (foto).

Ma di tutte è via Turazza che grida vendetta: sul lato sud è rimasta la pista ciclabile (speriamo che scrivendone a qualcuno non venga in mente di cancellarla). Sul alto nord non c’è che uno strettissimo marciapiedi da utilizzare in modo promiscuo. Mentre in strada si sono realizzate 3 corsie auto (foto). Fate attenzione: se si arriva al fagiolo da via Grassi, Ariosto o Venezia (lato fiera), le auto hanno a disposizione due corsie …. Mentre se si arriva da via Turazza si può scegliere fra tre. Forse perché c’è un carico maggiore di traffico, superiore alle arterie appena citate? C’è da dubitarne. Più semplicemente in quel tratto c’era dello spazio a disposizione. E si è deciso di occuparlo con la terza corsia (quasi che fossimo in una autostrada).

Ecco, questa scelta dice tutto su quanto ciclisti e pedoni siano tenuti in considerazione.

Andrea Nicolello-Rossi, Legambiente Padova

Ps: oggi giorno la segnaletica di cantiere è non molto chiara su come ci si deve comportare. Transenne che sbarrano un percorso laterale davanti alla “Cittadella” (foto) e paletti “dimenticati” sul marciapiedi di via Ariosto (foto), sono l’emblema che in questi 8 mesi le attenzioni si sono rivolte altrove. Speriamo in un miglioramento.

6 thoughts on “Il fagiolo della Stanga scarta pedoni e ciclisti

  1. … rialzamenti e illuminazione a parte, che mi sembrano entrambi doverosi, mi spiace, ma la rotatoria a fagiolo da un punto di vista viabilistico funziona: peccato che il centro-sinistra sembra che conoscesse l’esistenza di questo progetto, ma ha deciso di tenerlo nel cassetto per favorire l’ipotesi alternativa di un faraonico tunnel. Tunnel che ovviamente sarebbe stato ancora più funzionale della rotatoria a fagiolo, ma all’esorbitante costo di diverse decine di milioni di euro e di svariati anni per la sua realizzazione.

  2. Sfido a guidare in quella rotonda senza violare almeno una regola del codice della strada. Se il fagiolo funziona è solo perché il traffico è stato deviato per altre strade (ovviamente i residenti della zona “ringraziano”) e tutto sommato i padovani non sono cosi malvagi alla guida ma, a otto mesi di distanza, non ho ancora visto una persona che riesca a usarla senza invadere le corsie adiacenti o senza mancare una precedenza.

  3. certo che il fagiolo dal punto di vista viabilistico funziona, perchè è stata impostata ESCLUSIVAMENTE pensando ad un unico fruitore: il guidatore di auto. Peccato che in strada ci siano anche pedoni e ciclisti.
    Il progetto precedente, che fu accantonato dai decisori politici, teneva in debita considerazione anche queste due altre categorie di utenti, portatori di eguali diritti.
    Andava vagliato sul campo. Oggi invece – per scelta di visione politica – si è scelto di dimenticarsi che in strada ci sono anche utenti deboli.

  4. Sinceramente, si è voluto costruirla a tutti i costi, ma è troppo piccola, alla fine era meglio e più sicuro per tutti il semaforo, sopratutto in ora di punta. Nella rotonda piccola, direzione Ospedale, non si vede bene e si è sempre a rischio anche in auto. Figuriamoci in bici o a piedi

  5. … a me è capitato di guidare in quella rotonda qualche volta e mi pare anche senza violare il codice della strada.

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