L’esito della vicenda lascia l’amaro in bocca ma contiamo sull’impegno dell’Amministrazione a rinaturalizzare aree nel quadrante est
Lascia l’amaro in bocca la chiusura della pluriennale vicenda dell’ipotesi di realizzare un hub logistico Alì a Granze di Camin, avvenuta con l’accordo tra l’azienda, il comitato cittadini di Granze Camin e le famiglie residenti, raggiunto nella settimana in cui era atteso il giudizio del Consiglio di Stato. L’azienda si è impegnata ad acquistare le abitazioni confinanti all’area dove è previsto l’ampliamento,
Questo il commento di Legambiente Padova: Come due anni fa, quando il Consiglio comunale approvò la Variante per consentire al gruppo Alì di costruire l’hub logistico su 15 ettari di terreno agricolo a Granze di Camin, ancora oggi rimangono l’amarezza e una certezza: che tanto di più e meglio si poteva fare. «In un’epoca in cui la crisi climatica dovrebbe imporci ragionamenti e scelte orientate alla tutela ambientale, che è anche tutela delle persone, vengono ancora privilegiati gli interessi privati di una società della grande distribuzione, causa peraltro non ultima della crisi del commercio di prossimità e delle difficoltà dei produttori agricoli. Dispiace perché a perdere è il nostro territorio» ha dichiarato Francesco Tosato, Presidente di Legambiente Padova.
Da questa lunga e complessa vicenda Legambiente vuole però ripartire con una nota di speranza e una proposta: «Le istanze di sostenibilità ambientale nella nostra città rimangono comunque una priorità per molte persone e a queste si deve il ringraziamento per essersi battuti e avere proposto una modalità di sviluppo urbanistico ed economico differente che ci auguriamo diventi il faro delle prossime politiche locali. Per cominciare chiediamo che il Comune si impegni ora a realizzare opere di rinaturalizzazione del suolo da attuare prioritariamente nel quadrante est della città, dove ricadono gli impatti dell’hub logistico di Alì» conclude Tosato.
Redazione Ecopolis
