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Il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri, ha inviato a metà novembre al Ministro Grilli quasi 8.000 firme, raccolte in pochi giorni, a sostegno della petizione (esenzione dall’imposta di bollo su dossier titoli con meno di euro 1.000, vedi qui). Il Ministero si è impegnato a rispondere(*).

Una mobilitazione straordinaria, che ci fa ben sperare per il futuro della finanza cooperativa, che anche in questo caso ha dimostrato una grande capacità di attivarsi e mobilitarsi.

La “Legge di Stabilità” allo studio del Governo ha cancellato l’esenzione dall’imposta per gli investimenti fino a 1.000 euro, imponendo anche su di essi un bollo da 34,20 euro. La misura mette in difficoltà le tante esperienze di azionariato diffuso e popolare e di finanza cooperativa come quella di Banca Etica.

Banca Etica – nata nel 1999 con il primo sportello aperto a Padova ma grazie ad una mobilitazione di persone e nel III settore in tutta Italia – ha dimostrato di poter resistere alla crisi innescata dalla finanza speculativa, aumentando costantemente e in modo rilevante i finanziamenti erogati a favore di cooperative sociali, imprese dedite alla promozione della cultura e della tutela dell’ambiente (vedi con i miei soldi chi finanziamo). Un ruolo anticiclico e di supporto al mantenimento dei servizi erogati dal privato sociale a favore delle persone più fragili, che proprio durante la crisi vedono una contrazione della spesa pubblica loro destinata.
Tutte queste attività sono possibili grazie al capitale e ai risparmi conferiti da oltre 38mila soci, la gran parte dei quali partecipa al capitale della Banca con quote al di sotto dei 1.000 euro. I piccoli soci  – che hanno scelto di investire alla ricerca di un ritorno che prima che economico è di valore – non meritano di essere penalizzati.

Ora confidiamo che il Governo ascolti la voce di questi 8mila piccoli risparmiatori che hanno firmato la petizione in poche ore. Siamo certi che le fonti di copertura economica per mantenere l’esenzione dal bollo per i piccoli investimenti si potranno trovare con lievi ritocchi alle aliquote sugli investimenti di grande entità. Il ruolo importante della finanza cooperativa non potrà essere disconosciuto.
Senza finanza cooperativa crolla l’iniziativa per far andare avanti le idee delle persone e i servizi di associazioni non profit, laddove non arriva lo Stato.

(*)AGGIORNAMENTO al 26.11: Il Governo si è impegnato a rivedere il bollo sui piccoli investimenti.
La partecipazione alla mobilitazione per chiedere al Governo di reintrodurre l’esenzione è stata straordinaria.
Gli emendamenti alla “Legge di Stabilità” a firma degli onorevoli Froner, Rubinato e Quartiani che raccoglievano la richiesta sono stati respinti dal Governo in Aula, ma l’Esecutivo ha approvato giovedì 22 novembre un ordine del giorno proposto dagli stessi onorevoli che lo impegna a “valutare la possibilità, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, di ripristinare, per i piccolissimi azionisti, una soglia di esenzione dall’imposta di bollo sui dossier titoli il cui valore medio di giacenza annua non supera euro 1.000”.

Questa importante novità ci permette di proseguire l’azione di mobilitazione in vista della prossima discussione della Legge di Stabilità in Senato e della richiesta di un incontro con il ministro dell’Economia, prof. Vittorio Grilli.

La petizione è ancora aperta e ogni firma in più darà più forza alla richiesta! Potete firmare qui.

Maurizio Spinello, coordinatore GIT Padova

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