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Il governatore Luca Zaia ha promesso la gestione veneta delle ferrovie regionali, affermando che il Veneto possiede risorse e progetti. Critico anche nei confronti degli enormi investimenti ferroviari al Sud Italia, in particolare il nuovo collegamento Napoli – Bari. In Veneto già opera la Sistemi Territoriali, controllata dalla Regione Veneto, e si vuole arrivare, entro pochi mesi, alla costituzione di una società regionale mista con la partecipazione di Sistemi Territoriali e Trenitalia come socio di minoranza per la gestione del traffico ferroviario veneto, sul modello di altre grandi regioni del Nord Italia. Ma il governatore, nell’affermare tutto ciò, trascura che questa società ha un ruolo marginale nel panorama veneto per carenza di patrimonio e di capacità operativa, a causa delle scelte fatte negli anni di privilegiare il trasporto privato su gomma.

Per fare un buon servizio ferroviario servono risorse finanziarie, lavoratori, treni. Il Veneto è maglia nera per spesa pro capite al finanziamento del sistema ferroviario, e da questo deriva la scarsità del materiale rotabile e la carenza di ferrovieri. Bisogna approvare e finanziare un piano straordinario di interventi finalizzati al potenziamento del servizio. Questa richiesta si chiama SFMR. I cittadini veneti ne attendono il completamento da otto anni a causa della mancanza di risorse. Completare il SFMR è diventato dunque prioritario;  poi bisogna dare maggiore qualità a bordo e a terra; è necessario investire  più risorse correnti nel servizio e dare maggiore frequenza e regolarità all’intero sistema. Tutto ciò non deve fermarsi alla propaganda, ma deve diventare azione politica.

E’ bene smetterla di accusare il Governo di nutrire maggiori attenzioni per le regioni del sud: il Veneto ha ricevuto per le  infrastrutture  CIPE risorse più che congrue rispetto a quelle disponibili rispetto alle altre Regioni italiane, riceve regolarmente da anni una notevole provvista di risorse destinate al MOSE e, da ultimo, dei 90 miliardi di euro spesi per l’alta velocità (AC/AV) si deve considerare che si tratta quasi interamente di spesa riguardante il centro nord .

Che fare operativamente? Si dovrebbe accelerare la realizzazione della Treviglio (BG) – Padova e l’ammodernamento della rete ferroviaria esistente sulla Venezia – Trieste. Si dovrebbero finanziare opere complete in cui il cronoprogramma sia compatibile con le esigenze della competizione globale.

Ricordiamo che comunque la realizzazione di infrastrutture al sud è condizione indispensabile per lo sviluppo e l’interesse generale nazionale. Le opere dovrebbero costare meno sia al sud come al nord, e i criteri  guida devono essere la rapidità nelle decisioni, i tempi certi per il completamento e soprattutto la fine della commistione politica/affari.

Ilario Simonaggio – segretario regionale FILT CGIL

Aggiungiamo di seguito l’ultima ora ricevuta in redazione, che aggiorna quanto scritto prima:

La Giunta Regionale, con delibera 2119 del 23 ottobre 2012 (BUR 13.11.12), prevede lo scorporo societario di Sistemi Territoriali Spa tra società di gestione di trasporto ferroviario e agenzia regionale di gestione della rete infrastrutturale (progetto da realizzarsi a cura di Sistemi territoriali di concerto con la Divisione Mobilità della Regione entro il 15.12.12). Fermo restando che la decisione di operare lo scorporo non è imposta dalla Autorità per la regolazione dei trasporti (che ha rinviato tale obbligo), non si comprende questa “strana fretta” di scorporare le reti.

Le organizzazioni sindacali italiane dei ferrovieri ritengono che la separazione contabile, come prevista dalle norme, sia più che sufficiente. Siamo convinti che in Europa il modello da preferire sia quello tedesco che ha previsto un unico gruppo pubblico integrato, in condizione di reggere la concorrenza, di sviluppare la ricerca e le applicazioni ferroviarie, di assumere ingenti impegni finanziari per investimenti in materiale rotabile e infrastrutture.

La Regione Veneto non mette la stessa fretta sugli adempimenti legislativi (abbondantemente scaduti) che è chiamata ad ottemperare (es. definizione dei bacini ottimali omogenei). Se la ragione condivisibile è che è preferibile attendere la stabilizzazione del quadro normativo, questa condizione dovrebbe valere pure per la separazione ferroviaria. Infine, e non ultimo, ci convince una scelta netta a favore del potenziamento del Trasporto pubblico locale che passa attraverso più risorse, più servizi ai pendolari utenti attraverso più conducenti di treni e bus e una maggiore e più moderna flotta rotabile al posto di usare risorse per agenzie che studiano gare e contratti di servizio.

One Response to “Ferrovie venete: servono investimenti, non propaganda”

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