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rocca.monsIn seguito alla prescrizione della sentenza del processo per la realizzazione dell’ascensore nella Rocca di Monselice, l’associazione Italia Nostra ha diffuso un comunicato stampa per fare il punto della situazione e rispondere a chi l’accusa di aver fatto perdere i Finanziamenti Europei e del danno all’ Amministrazione.

Bisogna innanzitutto puntualizzare che prescrizione non significa assoluzione: quanti hanno a cuore il riconoscimento della propria innocenza e/o estraneità hanno il diritto di continuare a sottoporsi al giudizio. Già da anni si discute sulla questione (vedi articolo QUI), nata dalla proposta di realizzazione di un ascensore che avrebbe dovuto collegare il parcheggio con la sommità della Rocca.

Solo successivamente si scoprì che il progetto era molto più faraonico: la realizzazione era infatti prevista sulla sommità della Rocca del “Museo delle Fortificazioni” ricostruendo di sana pianta una serie di volumi sull’impianto dell’area archeologica medievale. I Finanziamenti Europei sarebbero dunque serviti per la realizzazione di queste strutture, piuttosto che alla più urgente messa in sicurezza dalle frane che minacciano il versante di San Tommaso e i sentieri sottostanti, come hanno sentenziato i tecnici del genio civile che ne hanno richiesto la chiusura.

La Rocca di Monselice, di cui la stessa Amministrazione nel 2008 ha iniziato la pratica per la sua iscrizione nell’elenco dei Beni Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, è considerata un unicum.

La sua bellezza e complessità si può però cogliere solo percorrendo l’antico sentiero in un contesto paesaggistico di estremo equilibrio, costellato da emergenze architettoniche di grande interesse fino a raggiungere quella eccezionale macchina scenografica che è villa Duodo: tutto questo verrebbe eliminato dalla realizzazione dell’ascensore, che favorirebbe un turismo mordi e fuggi, riducendo la visita alla sola sommità della Rocca con la sequenza: parcheggio, salita nel ventre della montagna, un’occhiata al paesaggio e al Museo, discesa, parcheggio e via.

Il 21 maggio 2009, su istanza, di Italia Nostra, il Comitato Tecnico-Scientifico per i Beni architettonici e Paesaggistici del Ministero ha espresso parere negativo in merito alla proposta della nuova scala di accesso alla torre del Mastio federiciano e per il progetto generale suggerendo l’elaborazione di una nuova più appropriata proposta progettuale e auspicando anche una maggiore attenzione nei confronti dell’attuale percorso di ascesa. Al netto del burocratese un parere del tutto negativo totalmente in linea con le posizioni espresse da Italia Nostra.

Se davvero l’Amministrazione comunale ha interesse a promuovere la fruizione corretta di questo suo prezioso Bene Culturale per renderlo accessibile a tutti è sufficiente realizzare, con poche migliaia di Euro, un elevatore prima della scalinata del Belvedere e mettere a disposizione del pubblico piccole vetture elettriche oltre a provvedere alla sicurezza dei sentieri e al restauro dei reperti storici.

Maria Letizia Panajotti – Presidente di Italia Nostra Padova

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