Ambiente e non solo: maltrattamenti sugli animali, il bilancio 2025 dei Carabinieri Forestali in Veneto e il “safari umano” praticato a Sarajevo da cecchini italiani
Di seguito il Rapporto sulla Legalità della CGIL Veneto (febbraio 2026), sezione ambiente, con “un occhio di riguardo” su Padova:
Fattorie Menesello di Lozzo Atestino (PD), una denuncia di maltrattamenti sugli animali. A Lozzo Atestino ha trovato sede una delle più grandi aziende di produzione avicola e di uova in Europa. Oltre 1 milione di galline ovaiole costrette in 7 capannoni di 11mila metri quadrati. Un video prodotto dall’associazione animalista Food for profit, trasmesso da Report domenica 1 febbraio 2026, ha fatto vedere immagini agghiaccianti di animali costretti a vivere tra feci e liquami, carcasse di galline morte e quindi abbandonate nei capannoni e nelle gabbie, strutture fatiscenti e uova destinate al consumo umano sporche di feci e sangue. Il titolare dell’azienda agricola Simone Menesello, presidente degli avicoltori di Confagricoltura, ha scelto di non commentare il video e ha fatto sapere che della vicenda se ne sta occupando l’ufficio legale dell’azienda. Dopo la trasmissione, l’ULSS Euganea ha inviato il servizio veterinario per un controllo. Il Comune di Lozzo Atestino ha dichiarato di aver formalizzato una richiesta urgente di sopralluogo ispettivo di ULSS, Arpav e NAS dei Carabinieri di Padova, lamentando che servono controlli costanti per questa che è un’attività industriale.
Traffico di cuccioli dalla Slovenia, denuncia a Venezia. I poliziotti della Stradale di Venezia hanno bloccato lungo la A4 un mezzo con una ventina di cuccioli (16 barboncini e 4 volpini) di pochi giorni di vita provenienti dalla Slovenia e trasportati in condizioni incompatibili con loro benessere. I 2 autisti sono stati denunciati alla Procura di Venezia dalla associazione animalista LNDC (Animal Protection) per le pessime condizioni igienico sanitarie.
Gas refrigerante di contrabbando sequestrato a Venezia. La Guardia di Finanza di Venezia, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, ha sequestrato al porto commerciale di Venezia un carico di 1.400 bombole (24mila chilogrammi) arrivate via nave dalla Grecia. La merce era destinata a rifornire officine e installatori in Italia e Spagna. La merce illegale riforniva il mercato nero a un prezzo minore, bypassando regolamenti ambientali. Il gas refrigerante per ambienti e auto sequestrato ha un valore commerciale di 465mila euro.
Trasporto di carne bovina irregolare a Padova. La Polizia locale di Padova in zona Arcella ha sequestrato 1.500 chili di carne bovina destinata al consumo alimentare, trasportata in modo irregolare in un camion. La fuoriuscita di liquido rosso dal mezzo ha permesso di fermare l’autista dipendente di una società lombarda per un controllo. Nel mezzo era accatastata la carne in condizioni igienico sanitarie precarie (solo una parte del carico era congelato peraltro non a regola d’arte). La carne è stata sequestrata e l’autista sanzionato per violazioni in materia di tracciabilità degli alimenti, sicurezza alimentare, trasporto irregolare di merce soggetta a regime di temperatura controllata.
Rapporto attività 2025 dei Carabinieri forestali in Veneto. I Carabinieri forestali (47 nuclei attivi) hanno presentato i dati dell’attività svolta nel 2025 in Veneto. In sintesi: 46.159 controlli; 660 reati accertati; 2.080 illeciti amministrativi, sanzioni per oltre 1 ML di euro. Nello specifico: per la tutela del territorio 34.365 controlli con 239 reati, 1.242 illeciti amministrativi e sanzioni per 447mila euro; nel settore dei vincoli paesaggistici e ambientali 31 episodi di illeciti con 175 controlli preventivi, 27 reati di incendi boschivi e 38 illeciti amministrativi con sanzioni per 3.504 euro; nel settore inquinamenti e illeciti nel ciclo dei rifiuti 3.858 controlli con 244 reati accertati e 417 illeciti amministrativi con multe per 390mila euro.
Safari umano a Sarajevo durante la guerra dei Balcani, il primo indagato è friulano. Giuseppe Vegnaduzzo, camionista in pensione di San Vito al Tagliamento (PN) e simpatizzante di estrema destra, si era vantato di aver ucciso civili inermi di Sarajevo tirando al bersaglio. L’ex camionista, oggi 80enne, è il primo indagato dell’inchiesta aperta a Milano sugli italiani che tra il 1992 e 1995 si sarebbero “divertiti” a fare i cecchini sparando su donne, anziani e bambini. L’uomo è accusato dal PM Alessandro Gobbis della Procura meneghina di omicidio volontario continuato e aggravato da motivi abietti. Il soggetto, noto alle cronache, si dichiara fascista, veste con la camicia nera e ha sempre avuto una passione per le armi: i Carabinieri dei ROS durante una perquisizione nell’abitazione a febbraio gli hanno sequestrato 2 pistole, 4 fucili, una carabina e diversi cimeli del ventennio fascista. La segnalazione alla Procura di Milano è giunta da una donna dopo un servizio della TV locale. Il soggetto è stato invitato a comparire in Procura a Milano per essere interrogato il 9 febbraio 2026 sui frequenti viaggi in Bosnia. I responsabili della ditta del paese per cui lavorava Vegnaduzzo fanno sapere “che non hanno autorizzato nessuna trasferta in Bosnia nel periodo della guerra dei Balcani in quanto non avevano alcun lavoro o commessa; solo nel 1996 a guerra conclusa hanno ripreso l’attività internazionale in queste terre”.
Per raccogliere elementi utili all’inchiesta si attende l’apertura degli archivi dell’AISI (ex SISMI) con le procedure internazionali (sollecitate pure dalle autorità bosniache) e del Tribunale Penale internazionale (organismo del Consiglio di Sicurezza ONU che si occupa anche delle vicende giudiziarie ancora legate alla guerra nella ex Jugoslavia). La Procura sta lavorando su almeno un altro soggetto partecipante ai cd “safari umani”. Da Sarajevo sono giunti a Milano gli atti dell’ex sindaca denunciante e la testimonianza di un prigioniero serbo, catturato dai bosniaci, su italiani, tra cui alcuni veneti, che arrivavano da Milano, Torino e Trieste.
In Tribunale a Milano l’ex camionista e presunto cecchino a Sarajevo, ha negato tutto. Il soggetto si è dichiarato estraneo ai fatti contestati e ha negato di essere stato a Sarajevo e di conoscere l’uomo e la donna – che lavorava con lui nell’azienda di trasporti – che hanno fatto il suo nome agli inquirenti. Il PM Alessandro Gobbis ha chiuso il verbale in meno di 2 ore e il legale ha minacciato azioni per chiunque addebiti responsabilità al proprio assistito.
Tratto dal Rapporto mensile sulla legalità in Veneto redatto da Ilario Simonaggio, responsabile Osservatorio Legalità CGIL Veneto. Per chi volesse leggere la versione completa, il Rapporto sulla legalità è pubblicato sul portale della CGIL Veneto, nell’Osservatorio sulla Legalità del Consiglio Regionale Veneto nonché sul sito dei quotidiani NEM nello spazio riservato agli abbonati. Fonte del Rapporto sono i media locali e le ordinanze di custodia nei casi di associazioni criminali.
Redazione Ecopolis
