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Padova piazzale BoschettiCorreva il 31 luglio 2013 quando il Consiglio Comunale di Padova approvava la mozione sospensiva (illustrata da Elena Ostanel) di 120 giorni riguardante la localizzazione dell’auditorium e il destino di piazzale Boschetti.

Negli stessi giorni il Sindaco reggente Ivo Rossi annunciava una clamorosa marcia indietro rispetto al suo predecessore Zanonato: trasferire l’auditorium all’ex tesoreria in Piazza Eremitani, e trasformazione parziale di Piazzale Boschetti in area verde, richieste da sempre caldeggiate da Legambiente, Amissi del Piovego e da una pattuglia trasversale di consiglieri ed assessori.

E’ pur vero che l’auditorium è stato depennato dal programma delle opere pubbliche approvato dalla Giunta il 15 settembre, ma al di là delle dichiarazioni del Sindaco reggente non rileviamo ancora atti amministrativi che corroborino il trasferimento dell’auditorium e la trasformazione a verde di piazzale Boschetti.

Manca circa un mese alla scadere dei 120 giorni della mozione sospensiva: sollecitiamo consiglieri ed amministratori a trasformare le dichiarazioni di Rossi in delibere vincolanti. Non vorremmo che la cosa andasse per le lunghe e che poi, passate le elezioni tutto “passasse in cavalleria”. D’altra parte, Chiara Frugoni già i primi di agosto avvisava che il parco proposto da Rossi a Piazzale boschetti altro non è che una breve linea verde larga circa 60 metri.

Ulteriori interrogativi sono posti da Sergio Lironi, presidente onorario di Legambiente, che ci ricorda che Ivo Rossi, a quanto si comprende, ritorna alla Variante di PRG voluta da Zanonato in accordo con Casarin per consentire la permuta alla pari con le volumetrie del PP1. Si tratterebbe di 35.000 mc (contro i 43.000 dell’Auditorium, che richiese una successiva Variante) inseriti tra le due palazzine esistenti in Piazzale Boschetti.

L’idea di “aggiungere” qualcosa alle volumetrie delle palazzine vincolate dalla Soprintendenza non è di per sé negativa (soprattutto se il progetto fosse finalizzato alla valorizzazione del verde antistante da realizzare), ma vanno chiariti diversi punti: il progetto e l’edificazione saranno del Comune o si procederà semplicemente alla vendita ai privati della cubatura? Se i 35.000 mc fossero aggiuntivi sarebbero eccessivi: vanno valutate le effettive volumetrie ed eventualmente ridotto l’impatto.

E poi: quali funzioni si intendono inserire nelle palazzine e nella nuova volumetria? la qualità del progetto architettonico è essenziale: chi la valuterà? Infine: se si pensa di vendere ai privati, a spese di chi saranno la bonifica dell’area, la sistemazione del verde attrezzato e la passerella sul Piovego?

Lucio Passi, portavoce di Legambiente Padova

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