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selvazzano_pat_incontroLa sera di martedì 10 maggio si è tenuto a Tencarola il primo dei quattro incontri organizzati dal circolo locale di Legambiente sul PAT di Selvazzano.

Ha iniziato con i fuochi d’artificio l’architetto Luisa Calimani denunciando una “visione neoliberista della gestione del territorio” in atto da tempo.

“Le amministrazioni di sinistra hanno smarrito la loro visione alternativa”, ha affermato. Non c’è più un progetto chiaro, nulla di veramente nuovo, che possa arginare gli interessi economici di parte.
Soprattutto non risulta esserci l’attenzione verso l’edilizia sociale con il recupero degli alloggi sfitti. Infatti, a Selvazzano non è stato effettuato alcun censimento a riguardo.

Calimani, poi, ha inviato un allarme forse ancora troppo sottovalutato. Con le mutazioni climatiche c’è l’esigenza, ormai divenuta fondamentale, di trovare delle soluzioni al mai ridotto consumo e impermeabilizzazione del suolo. Perché ci vuole un nuovo e diverso progetto urbano se vogliamo sopravvivere.

Infine ci ha invitato ad avere una cura particolare del territorio, sia dal punto di vista storico che del recupero architettonico. È importante per uno sviluppo del turismo locale e della vivibilità in generale, mantenere vive le tradizioni dei borghi esistenti.

Una curiosa suggestione, poi, è stata lanciata all’uditorio, per una delle criticità urbanistiche di Selvazzano più sentita: l’area dell’ex Seminario. Perché, si chiede Calimani, non creare proprio lì un efficace polmone verde, un grande parco cittadino sulla falsariga di Central Park di New York?

Un intervento dettato dal cuore e dal sentimento, quello di Luisa Calimani, che ha poi lasciato la parola a Lorenzo Cabrelle.

Da qui ui l’esposizione ha assunto connotati più tecnici. L’ing. Cabrelle ha voluto chiarire gli aspetti, gli strumenti e le sigle alle quali si deve far fronte con la Legge Regionale 11/2004.

Ha condotto una lezione su cosa siano il VAS = Valutazione Ambientale Strategica, il PI = Piano degli Interventi, il PUA = Piani Urbanistici Attuativi, la SAU = Superficie Agricola Utilizzata, nonché il PAT, tema principe della serata.

Per ultimo il Presidente di circolo Cestaro ha illustrato le osservazioni e le criticità rilevate in precedenza da Legambiente Selvazzano, inviate a suo tempo all’Amministrazione e non recepite.

Ha mostrato che i valori del calcolo demografico sono opinabili e non giustificano l’aumento di cementificazione previsto. Ha quantificato a 2300 persone, l’insediabilità presso alloggi già esistenti e sfitti. Ha denunciato l’incremento di cemento previsto su via Don Bosco, e i disagi futuri che saranno causati dall’incremento delle aree commerciali a grande distribuzione e di quelle industriali. Ha evidenziato gli aspetti problematici del completamento del GRAP (anche se non è di stretta competenza dell’amministrazione locale, bensì appartenente ad un più ampio progetto di viabilità intercomunale)

Diverse sono state le domande, le osservazioni e le considerazioni del pubblico.

Si è evidenziata la scarsa sensibilità alla salute e alle esigenze del cittadino da parte dell’amministrazione. È necessario un cambio di mentalità e di approccio a tali aspetti, attraverso una partecipazione più convinta ed attiva della cittadinanza. C’è stato l’invito a far sorgere dei comitati cittadini con lo scopo di arrivare a presentare adeguate petizioni all’amministrazione.

C’è chi ha detto che Selvazzano non fa comunità, ma è solo un’aggregazione di singole realtà territoriali, ognuna con le proprie esigenze. Un territorio cresciuto negli anni in maniera estremamente disordinata che ha fatto cassa solo attraverso gli oneri di urbanizzazione e l’accoglimento di interessi specifici e di parte.

Ha chiuso l’architetto Calimani con un pensiero sull’enciclica “Laudato si” di Papa Francesco: un’enciclica straordinaria, attuale e moderna. Un pensiero religioso a favore dell’ambiente, che poteva nascere solo da una grande personalità mondiale.

sintesi dell’incontro a cura di Flavio Boscatto, circolo Selvazzano e redazione ecopolis

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