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Che cosa accade di sostanziale all’umanità dietro alla crisi che tocca le economie e nella trasformazione delle tecnologie energetiche e di comunicazione? In uno scenario di profonda incertezza sociale c’è il rischio di sottostimare la presente decisiva rivoluzione reale che segna la fine della crescitadella specie umana sulla terra.In realtà la inversione demografica è l’evento più importante della nostra vicenda: dopo aver raggiunto il picco delll’espansione, del dominio e dello sfruttamento demenziale dell’intero mondo e degli altri viventi, l’essere leader dell’evoluzione decide di non procreare, portando il tasso delle nascite al livello di quello (naturale) delle morti, o addirittura più basso. Nei prossimi 15 anni gli esseri umani nati ogni anno scenderanno all’1,5 percento (110 milioni) paragonati all’1,4 del numero di morti a regime (109 milioni): la crescita sarà finita.

Dizionario dell’estinzione offre una spiegazione sul fenomeno quantificando i termini e i tempi dell’inversione e spiegando le cause e le strategie di governo, insieme con gli strumenti di pianificazione e di evoluzione culturale della società del rifiuto o dell’esitazione alla procreazione. In estrema sintesi: anche il minimo livello di scolarizzazione delle bambine introduce grandi cambi nel loro status sociale , nella loro accettata aspirazione a un miglioramento di ruolo e di condizione pratica; la difficoltà di un posto di lavoro adeguato si somma agli ostacoli che impediscono i due figli della conservazione della umanità. E comunque il ruolo dominante del genere femminile causa ovunque un profondo cambio culturale, ormai naturale, una sorta di nuovo passo dell’evoluzione.

Ma nello stesso tempo la tecnologia (la scienza) offrono teoricamente, per via dei cresciuti rendimenti, la facile riduzione dei bisogni individuali e dei consumi, quelli orrendi di suolo e di spazio e di carrying capacity, anche per la civiltà dello spreco.

La condizione di penuria o carestia o più semplicemente di povertà ha segnato le vicende umane nel tempo, determinando insieme alle condizioni fisiche del mondo la vicenda della popolazione.

Entrati (per la prima volta forse dal medioevo) in queste condizioni di stato stazionario, di non crescita, che ci sono assicurate dalla diminuzione, noi (noi uomini, noi economia, noi specie biologiche) possiamo sperimentare le condizioni per la pianificazione reale, sia economica e fisica che culturale: la prima nel quadro d’uno sviluppo senza crescita, la seconda nel quadro antropologico di bellezza, piacere, felicità.

Giulano Cannata – Dizionario dell’estinzione – Il mistero delle nascite. Edizioni NdAPagine 312, 18 euro

Lucio Passi

One Response to “Diario dell’estinzione – il mistero delle nascite”

  1. giuliano cannata ha detto:

    caro Lucio Grazie. Facciamo una presentazione ijn Veneto?

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