Nella tappa padovana della campagna “Città2030” di Legambiente, focus sulla qualità dell’aria, mobilità e spazio urbano, tra criticità e potenzialità
Anche a Padova è arrivata la campagna itinerante di Legambiente “Città2030, come cambia la mobilità” che ha l’obiettivo di promuovere una mobilità più sostenibile e favorire la creazione di centri urbani più vivibili. In questa occasione è stata presentata la scheda città Padova2030, il focus sui principali indicatori urbani relativi alla mobilità e alla qualità dell’aria, affiancati da strumenti e proposte per trasformare Padova in una città più sostenibile entro il 2030.
Dall’analisi dei dati emerge un quadro con diverse criticità ma anche significative potenzialità. I dati sulla qualità dell’aria, diffusi dal rapporto “Mal’Aria di città”, evidenziano livelli di inquinanti tra i più alti in Italia con ben 61 giornate di sforamento di valore giornaliero del PM10, a fronte del 35 consentite dalla normativa italiana, un dato peraltro stabile da diversi anni. Per sforamento si intende il superamento del valore massimo giornaliero consentito di 50 microgrammi per metro cubo (μg/mc). Considerando invece le medie annuali, con un valore di 31 μg/mc, Padova non presenta ad oggi una situazione emergenziale, stando agli attuali dettami di legge, non avendo superato nel 2024 il limite dei 40μg/mc come media annuale.
Il problema emerge della qualità dell’aria emerge con evidenza considerando l’attuale situazione in riferimento alla nuova direttiva sulla qualità dell’aria recentemente approvata a livello comunitario, che ha rivisto i limiti di riferimento per il PM10, avvicinandoli molto a quelli suggeriti dall’OMS. Dal 2030 infatti il limite stabilito come media annuale da non superare scenderà dagli attuali 40 μg/mc a 20 (rimane 15 μg/mc il valore suggerito dall’OMS). Questo significa che nel giro di soli cinque anni Padova dovrà ridurre le concentrazioni attuali di PM10 del 35% e dell’NO2 del 22%. Un lavoro impegnativo se si considerano tutti i fronti sui quali intervenire, a partire dalla mobilità e dai trasporti.
Traffico, incidentalità e trasporto pubblico. Un’altro tema molto attuale in città è la gestione del traffico, soprattutto in questi mesi in cui sono aperti numerosi cantieri. Una delle cause principali del congestionamento della mobilità urbana è rappresentato dall’alto tasso cittadino di motorizzazione, ben 62 auto ogni 100 abitanti, che anno dopo anno non accenna a calare. Anche il numero dei sinistri gravi (morti e feriti/1000 abitanti) è ancora troppo alto e costante: ben 6,7 ogni 1000 abitanti, da dimezzare così come previsto dal Piano Nazionale Sicurezza Stradale, rispetto ai dati rilevati nel 2019. All’alto tasso di motorizzazione corrisponde una domanda verso il trasporto pubblico piuttosto contenuta per le caratteristiche della città, che si attesta sui 108 viaggi/abitante/anno, anche se in costante crescita dal periodo post pandemico e che si prevede aumenterà considerevolmente una volta completato il progetto del sistema Smart. Le nuove linee tranviarie, SIR2 e SIR3 costituiranno una vera e propria rivoluzione che consentirà di ridurre considerevolmente il traffico veicolare (-30%), i tempi di spostamento (-25%) e dell’incidentalità (-35%), nonché delle emissioni inquinanti. É in corso di rinnovamento la flotta del tpl, sempre più elettrificata anche se ancora troppo poco per una città come Padova, dove solo poco più del 15% dei bus è interamente elettrico.
Ciclabilità e trasformazione urbana. Secondo Legambiente la vocazione alla ciclabilità di Padova è evidente: “Considerando che la bici copre il 22% dello split modale urbano, addirittura superiore a quello relativo al TPL e con oltre 200 km di piste e corsie ciclabili, l’infrastruttura esistente è tra le più ampie in Italia in rapporto alla popolazione e la dimensione della città. La qualità però deve essere migliorata evitando in particolare, dove possibile, la commistione con i pedoni che genera insicurezza per entrambe le categorie. Da migliorare anche il numero di mezzi in sharing a disposizione dei residenti e degli studenti universitari: solo 2,7 ogni 1000 abitanti. Da sottolineare che è recentemente stato pubblicato il bando per il nuovo servizio di bike sharing e monopattini elettrici che prevederà un unico gestore, ricorsi permettendo, anche se il numero di mezzi previsto non è superiore agli attuali.
In occasione dell’elaborazione della scheda, scrivemmo “è auspicabile una decisa estensione delle strade a velocità calmierata per ridurre la gravità degli incidenti stradali e trasformare così Padova in una “CITTÀ 30”: più sicura, salubre, vivibile e a misura di persona”.
Proprio questa settimana il consiglio comunale avrebbe dovuto approvare il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, adottato in Giunta ormai 5 anni fa, e con esso l’istituzione di nuove vie a 30km/h, in sostanza tutte quelle con plessi scolastici, per aumentare la sicurezza, ma la discussione è stata rinviata.
Da tempo siamo impegnati proprio su questo fronte: agevolare l’istituzione di nuove strade scolastiche e accompagnare e promuovere la trasformazione di Padova in una Città30. In merito alla Città30, ovviamente la revisione dei limiti massimi di velocità è solo il primo passo: è indispensabile mettere a punto un sistema di segnaletica efficace e un progressivo ridisegno dell’assetto fisico della strade nell’ottica della moderazione del traffico e della velocità, privilegiando la mobilità attiva e il trasporto pubblico al traffico veicolare privato. Serviranno inoltre i necessari controlli, digitali ma anche fisici, nonché un’adeguata campagna di comunicazione per promuovere una piena comprensione e accettazione sociale.
Francesco Tosato, Presidente Legambiente Padova