IL NUOVO ASSALTO AI COLLI EUGANEI

Nuovi interventi edilizi minacciano il Parco Colli. Domenica 8 febbraio a Torreglia manifestazione per dire no allo scempio

 

 

«C’è un nuovo assalto ai Colli Euganei, fatto di cemento, consumo di suolo e minacce al paesaggio. Per questo è necessaria una mobilitazione straordinaria da parte di tutti: l’appuntamento è per domenica 8 febbraio a Torreglia, 9.30 davanti al Municipio». Questo l’appello della associazioni ambientaliste dopo vari tavoli di lavoro che hanno visto coinvolti oltre un centinaio di cittadini. Negli ultimi mesi infatti, nel territorio dei Colli Euganei sono stati avviati o annunciati diversi progetti edilizi di rilevante impatto che destano forte preoccupazione tra cittadini e associazioni ambientaliste. Si tratta di interventi che comportano consumo di suolo, perdita di aree verdi, aumento delle superfici impermeabili e gravi conseguenze sul paesaggio e sul rischio idrogeologico, all’interno di un’area riconosciuta come Parco Regionale e recentemente insignita del titolo di Riserva della Biosfera MAB–UNESCO. Di seguito i progetti.

Nel Comune di Torreglia, la ditta Luxardo S.p.A. ha presentato istanza per la realizzazione di un magazzino semi-automatizzato in ampliamento al proprio stabilimento. Il progetto prevede una struttura di 3.202 metri quadrati di superficie coperta e un’altezza complessiva di circa 10 metri, con la perdita di oltre 12.000 metri quadrati di area verde attualmente coltivata a marasche, elemento identitario del paesaggio agricolo locale e simbolo storico del marchio Luxardo. L’area è classificata come parco, è sottoposta a vincolo paesaggistico dal 1976 ed è situata in prossimità di Villa dei Vescovi, bene tutelato dal FAI. L’intervento richiede una variante allo strumento urbanistico vigente, nonostante la presenza di una zona industriale a soli 2,5 chilometri, già idonea a ospitare attività produttive. «Riconosciamo la storia della ditta e il suo ruolo nel territorio. Non vogliamo essere di ostacolo all’impresa e non si tratta di scegliere tra paesaggio, ambiente e magazzino semiautomatizzato» spiega la consigliera comunale di opposizione Rosi Centrella «Esiste già un’area destinata alle attività produttive dove questo intervento può essere realizzato, senza bisogno di varianti al Piano degli interventi. Le aree disponibili in zona industriale sono sufficienti e quindi l’articolo 8 del Dpr 160 del 2010, che si applica solo in assenza di aree produttive, non ha ragion d’essere. Qui non si tratta di una contrapposizione tra sviluppo e tutela, ma di salvare il futuro di una zona di particolare pregio, vincolata dal Ministero dei Beni Culturali dal 1976. Dal punto di vista idraulico e idrogeologico l’area inoltre presenta già criticità: via Mirabello si allaga in caso di piogge intense. Il Consorzio ha espresso un parere favorevole con prescrizioni, ma ha anche chiarito di non essere tenuto a garantire la soluzione idraulica in caso di danni a terzi, trasferendo la responsabilità su progettista e Comune. Per questo non basta una perizia di parte: servono valutazioni tecniche indipendenti sulla reale efficacia delle soluzioni proposte. Infine c’è il tema del traffico: le relazioni tecniche indicano un aumento dei mezzi pesanti su una strada già oggi molto utilizzata. La decisione finale è complessa, ma deve essere orientata da ciò che è bene per il paesaggio, per la comunità e per il territorio».

Monselice – Un’altra progettualità contro cui gli ambientalisti hanno puntato il dito riguarda larea ex Rubini di Monselice, tutelata da un vincolo paesaggistico del 1958. «In un cono visivo di inestimabile valore verso il Colle della Rocca, che il Piano Ambientale del Parco identifica tra le “Aree prevalentemente vegetate”, si sta autorizzando la costruzione di un grande supermercato» sottolinea Francesco Miazzi, portavoce del Comitato Lasciateci Respirare. Il progetto prevede l’abbattimento dei capannoni presenti, dell’abitazione e degli alberi per realizzare un edificio di circa 1.900 metri quadrati, con oltre 100 posti auto, sul sedime della storica cinta muraria, comportando la cementificazione di circa 6.000 metri quadrati oggi in gran parte a verde e già destinati a verde pubblico dal Piano degli Interventi. Una scelta che da mesi preoccupa i cittadini per l’impatto sul traffico in un’area già congestionata e per le ricadute sul quartiere del Carmine, che perderebbe uno storico presidio commerciale.

Battaglia Terme – Sembra sia in arrivo un altro punto della grande distribuzione anche in un’area tra Battaglia Terme e Galzignano Terme caratterizzata da un notevole cono paesaggistico. «Nel territorio della Civrana, alle pendici del Monte Croce, già devastato dalle cave e simbolo della lotta contro la distruzione dei Colli, sembra sia prevista la realizzazione di un grande supermercato» chiarisce Luca Varotto, rappresentante de “La Vespa”. Nell’area della rotonda tra via Petrarca e viale delle Terme potrebbe infatti sorgere un edificio che, secondo il Coordinamento: «Comporterebbe un aumento del rischio idrogeologico, il peggioramento della qualità dell’aria e un deturpamento irreversibile del paesaggio».

Questo l’appello per la manifestazione di domenica 8 febbraio alle 9.30 davanti al municipio di Torreglia: «Questi progetti, nel loro insieme, delineano un quadro preoccupante: mentre si celebra il valore ambientale e culturale dei Colli Euganei, si avviano interventi che vanno in direzione opposta rispetto alla tutela del paesaggio, della biodiversità e della sicurezza del territorio»spiega Miazzi «Il consumo di suolo in aree vincolate e la localizzazione di grandi strutture commerciali e industriali in contesti agricoli e naturali appaiono scelte incoerenti e difficilmente giustificabili, soprattutto in presenza di aree già urbanizzate».

Per queste ragioni, cittadini e associazioni ambientaliste hanno deciso di promuovere una mobilitazione pubblica, invitando la popolazione a partecipare alla manifestazione e passeggiata di protesta che si terrà domenica 8 febbraio 2026, con ritrovo alle ore 9.30 davanti al Municipio di Torreglia.  L’iniziativa si svolgerà in forma pacifica e aperta a tutti, con l’obiettivo di informare, sensibilizzare e chiedere un ripensamento delle scelte che stanno mettendo a rischio il futuro dei Colli Euganei. «Cittadini e associazioni chiedono trasparenza, rispetto delle norme di tutela e una reale valutazione delle alternative possibili, invitando le istituzioni competenti e i soggetti proponenti a fermarsi e a riconsiderare interventi che rischiano di compromettere in modo permanente uno dei paesaggi più preziosi del Veneto» conclude Miazzi «La difesa dei Colli Euganei non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità collettiva verso il territorio, la sicurezza ambientale e le generazioni future».

 

Giada Zandonà