Emergenza PM10: 2015 peggiora, 72 superamenti

144287_71788_resize_597_334Le poveri sottili l’8 dicembre scorso sono arrivate a totalizzare 72 superamenti del limite giornaliero (50 μg/m3), da non superarsi per legge più di 35 giorni in un anno. Nel 2015, quando mancano ancora tre settimane al termine dell’anno, hanno già superato il numero totale degli sforamenti riscontrati nell’intero 2014, che furono 58, e quelli del 2013, che furono 69.

Dati che smentiscono chi voleva farci credere che il problema delle polveri sottili fosse ormai risolto.

Sono di pochi giorni fa le ultime stime fornite dall’Agenzia Europea dell’ambiente (Qualità dell’aria in Europa – relazione 2015) sulle morti premature in Italia dovute a polveri sottili, ozono e biossido di azoto: circa 84 mila ogni anno: di queste 59.500 sono addebitate alle micropolveri (PM10 e PM2.5). Questo significa, a Padova città, decine di morti premature all’anno, e centinaia in tutta la provincia, con un corollario di malattie respiratorie, cardiovascolari e tumori.

Vanno poi sommati ai giorni di superamento delle polveri sottili, quelli dell’ozono: 53 superamenti del limite per la protezione della salute umana (120μg/m3) da non superarsi più di 25 giorni all’anno. Anche per l’ozono, per altro il 2015, si conferma peggiore dei due anni precedenti che registrarono 31 superamenti in tutto il 2014 e 41 nel 2013.

125 giorni di aria inquinata oltre il limite di legge dall’inizio del 2015: un giorno su 3 abbiamo respirato di aria avvelenata.

Non sarebbe il caso che l’Amministrazione ripensasse le politiche sul traffico automobilistico, primaria fonte dell’inquinamento atmosferico urbano? Perché l’Amministrazione Bitonci continua a smantellare piste ciclabili, corsie preferenziali di autobus, pezzi di aree pedonali, lasciando ancor più la briglia sciolta al traffico automobilistico?

Al contrario serve potenziare il trasporto pubblico, come propone la petizione (che si può firmare on line qui) con cui chiediamo che i 6 milioni di euro che derivano dalle multe degli autovelox vadano a potenziare il trasporto pubblico.

Lucio Passi, Portavoce Legambiente Padova

7 thoughts on “Emergenza PM10: 2015 peggiora, 72 superamenti

  1. Condivido pienamente. Bitonci ha pure creato, naturalmente a sua insaputa, una bellissima pista ciclabile in una delle vie più belle di Padova – Corso V. Emanuele II – addirittura garantendo ai ciclisti il riparo dalle intemperie: il bellissmo e ampio portico che corrre quasi senza soluzione di continuità sul lato sinistro del corso dal Prato a Piazzale Santa Croce. Ciclisti pieni d’energia spingono sui pedali che è un piacere vederli sfrecciando imperterriti e schivando con abili scarti pedoni e residenti che escono dalle loro abitazioni ignari del pericolo. Nessun vigile è mai stato visto reprimere la scelta di questo percorso vietatissimo. Troppo impegnati a fare cassa con i parcheggi. Traffico privato libero e in costante aumento produce soldi per l’amministrazione dell’astuto Bitonci.
    Mi chiedo se per caso legambiente non abbia mai provato a contattare Altavilla e la Betto del cinque stelle per coinvolgerli nella questione traffico/viabilità/ambiente verso cui dovrebbero essere particolarmente sensibili, stando al programma 5s. Oppure altri consiglieri dell’opposizione. E’ avvenuto un contatto? Avete già discusso circa qualche iniziativa comune? E’ possibile essere informati su questo?

  2. Condivido pienamente le osservazioni, e osservo che sarebbe utile, o meglio necessaria maggiore informazione sui media ai cittadini per mettere in evidenza sia la situazione attuale, sia per sollecitare la loro partecipazione e suggerire possibili rimedi.

  3. Ritengo troppo semplicistiche e scontate le osservazioni.
    Prima di tutto i numeri delle presunte morti dovute alle polveri sottili, secondo le stime delle varie organizzazioni sovranazionali, mi sembrano puri esercizi di statistica, messi lì per impressionare la gente. Per poi magari scoprire dopo un po’ di tempo (come spesso capita nel caso della scienza medica) che quello che si pensava essere vero era invece una bufala. In altre parole: andiamoci piano a credere che tutto quello che ci raccontano sia oro colato.
    Seconda cosa che mi fa riflettere: è indiscutibile che il parco degli autoveicoli col passare degli anni si rinnova, e quindi circolano sempre meno vetture inquinanti e che producono polveri sottili. Per cui il numero degli sforamenti dei vari PM dovuti alla circolazione automobilistica si sarebbe anche quest’anno dovuto ridurre e non aumentare, stante il fatto che il traffico è rimasto praticamente invariato. Quindi il motivo di questo aumento è probabilmente da ricercare da qualche altra parte.
    Terza cosa che mi sembra ragionevole proporre all’amministrazione pubblica in alternativa al solito mantra dei mezzi pubblici: invece di rallentare con ogni sistema la circolazione, come è l’attuale tendenza, renderla più scorrevole permetterebbe di diminuire considerevolmente l’inquinamento. Basta pensare al fatto che se percorro in auto un Kilometro in coda a passo d’uomo, il motore produce molti più inquinanti e per un tempo assai maggiore che se percorressi lo stesso Kilometro a 50 all’ora. Quindi eliminiamo i colli di bottiglia inutili della circolazione, magari dovuti ad una cattiva progettazione, perderemo tutti meno tempo e inquineremo pure di meno.

  4. è curioso capire come Maurizio pensa di rimuovere i colli di bottiglia … ad es. quello di piazza dell’Insurrezione, via Matteotti dove confluiscono migliaia di auto in questi gironi con l’illusione di trovare parcheggio in piazza. Ha forse in mente abbattere qualche grattacelo di quel bruttissimo rione? Idee per via Vicenza la mattina? Intende afaltare il tronco maestro per evitare gli ingorghi in entrata su via Goito?
    Il mantra del trasporto pubblico – cioè spostare quote consistenti di automobilisti solitari su mezzi colettivi – è quanto di più opportuno rispetto alla congestione che – tra le altre cose – ci rubano tempo di vita. E si può ottenere con le politiche locali: è imbarazzante che un area metropolitana da 400.000 abitanti come quella padovana abbia un solo metrotram per giunta tutto rinchiuso nell’ambito soffocante dei confini comunali.

  5. Cara Gianna, ovviamente non tutti i colli di bottiglia si possono rimuovere, lo davo per scontato… certamente comunque si possono attuare un bel po’ di azioni che rimedino a errori di progettazione fatti a suo tempo.
    A corollario delle tue osservazioni sul trasporto pubblico e sulla necessità di potenziarlo, tanto per uscire dai luoghi comuni, prenderei anche in considerazione la volontà delle persone di utilizzarlo, prima di indicarlo quale panacea di tutti i problemi.
    Per inciso: non mi sento affatto imbarazzato perchè Padova ha un solo metrotram, in quanto considero questo mezzo di trasporto anacronistico.

  6. Il tram sarebbe anacronistico, o in generale i mezzi pubblici? Com’è possibile che altre città europee, anche più grandi e frequentate della nostra come ad esempio le capitali, riescano invece a promuovere in maniera efficace i mezzi pubblici e il loro utilizzo, il car sharing o la bicicletta?
    Il problema è che noi siamo in clamoroso ritardo, e che per attuare cambiamenti del genere servono politiche urbanistiche ampie, di larghe vedute, condivise e quindi, soprattutto, *continuative*. Quello di eliminare i ‘colli di bottiglia’ può essere utile, ma è un trattamento puramente sintomatico e, sul lungo periodo, inefficace.
    Certo, anche la popolazione deve essere educata… e deve trovare conveniente utilizzare un mezzo pubblico piuttosto che servirsi del proprio mezzo privato: conveniente dal punto di vista economico, conveniente dal punto di vista delle tempistiche, etc. Ma tutto passa prima di tutto attraverso il discorso infrastrutturale. Perfettamente inutile educare i cittadini ad usare la bicicletta, se poi le piste ciclabili sono poche, striminzite e piene di ostacoli (auto parcheggiate, cassonetti dell’immondizia, etc.).
    Vivo fuori Padova ormai da 5 anni, ma soprattutto da quest’anno sono rimasta basita per la mole sconvolgente di traffico nel quale mi ritrovo quando torno in città, a partire dalla circonvallazione (ma non solo). Vivendo fuori, devo proprio dire che la mia sensazione è che il traffico sia aumentato e sia peggiore rispetto a una volta, cosa che forse chi vive sempre a Padova non percepisce così come la percepisco io.
    Ovvio che questo ha conseguenze importanti su un sacco di altri fattori, e uno dei più gravi è proprio quello della qualità dell’aria (anche se probabilmente nel periodo invernale sono ancora più incisive le caldaie…).

  7. Secondo me il tram o la metropolitana leggera in sè non sono anacronistici, lo diventano quando si vogliono inserire in un contesto inadatto, in cui già esistevano e sono stati tolti, come il centro cittadino, dove a mio avviso esistono mezzi di trasporto alternativi più adatti.
    Esplicano invece tutta la loro utilità in un contesto allargato e metropolitano, quindi ben vengano.
    Per quanto riguarda l’eliminazione dei colli di bottiglia, che sono interventi di razionalizzazione della circolazione, non vedo proprio come possano essere inefficaci, nel breve o nel lungo periodo.
    Infine, la percezione di un aumento del traffico dipende fortemente dai percorsi che uno effettua. Ad esempio, è indiscutibile che nel corso degli anni si è assistito ad uno spostamento progressivo dei flussi veicolari, che dalle zone centrali sono stati indirizzati verso zone più esterne. Quindi per taluni il traffico è diminuito, per altri è aumentato.

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