SMART, un’occasione sostenibile

Il nuovo sistema tranviario se integrato da una serie di interventi strutturali e normativi può rappresentare la svolta verso una mobilità realmente sostenibile.

 

Con la presentazione al Ministero dei Trasporti dello studio di fattibilità tecnico-economica del progetto SIR 2, Padova compie un ulteriore passo nella direzione di una mobilità più sostenibile, moderna e integrata, al quale bisognerà però affiancare numerosi altri interventi, considerando le tempistiche di realizzazione e la sempre maggiore domanda di mobilità sostenibile.

Secondo l’Amministrazione Comunale il progetto della nuova linea del Tram cambierà completamente volto alla mobilità urbana e metropolitana. Il motivo è presto chiarito: non si tratta infatti “solo” di una nuova linea, bensì di un sistema interconnesso di 8 linee che oltrepasserà i confini comunali, a est (Vigonza) e a ovest (Rubano) e raggiungerà anche il futuro polo ospedaliero di San Lazzaro. SMART, ovvero Sistema Metropolitano a Rete Tranviaria, questo il nome con cui è stato battezzato, che ovviamente include il SIR 1, l’unica linea ad oggi esistente, e il nascente SIR 3, che collegherà la Stazione Ferroviaria e Voltabarozzo.

Per una città come Padova, malata cronica di smog, avere un sistema di trasporto pubblico efficace è fondamentale per rendere concreta e desiderabile l’alternativa all’auto privata, ancora oggi il mezzo dominante per gli spostamenti. Le nuove linee del Tram sono quindi un’ottima notizia, anche per l’indubbia efficienza che garantisce il mezzo, ma non sufficiente per una decisa e definitiva svolta ecosostenibile sul fronte mobilità. Non possiamo infatti tralasciare la questione delle tempistiche: la seconda linea non sarà pronta prima di 2 anni, mentre per la terza dovremmo attendere forse il 2026, se non oltre. Inoltre, le linee tranviarie per quanto numerose e interconnesse, come già detto, da sole non saranno sufficienti per soddisfare le esigenze di mobilità di una città come la nostra.

Nell’attesa del completamento dell’innovativo sistema SMART e nell’ottica di una mobilità green e intermodale, l’Amministrazione Comunale dovrà pertanto lavorare anche su altri fronti, in alcuni dei quali ha già predisposto un percorso chiaro e condivisibile, mentre su altri persiste ancora una certa resistenza al cambiamento.

La rete ciclabile va potenziata e migliorata. Lo abbiamo già detto e scritto più volte: segnali incoraggianti ci sono stati, leggasi bike lanes e interventi “emergenziali”, ora  però occorre portare avanti interventi più incisivi, come avviare l’ambizioso progetto della Bicipolitana, incluso nel PUMS, cominciando con l’utilizzare subito quel milione di euro arrivato da Roma. Con l’annunciato, e positivo, arrivo di molti nuovi mezzi ciclabili e monopattini elettrici in sharing, serviranno infrastrutture adeguate per garantire all’utenza la possibilità di muoversi in sicurezza.

Il trasporto pubblico locale, anche in virtù della riduzione della capacità richiesta dalle normative anticovid, deve essere potenziato ed efficientato. Servono più mezzi, e meno inquinanti, per migliorare il servizio urbano e suburbano. Il ruolo di Busitalia in questo, forte di un nuovo contratto di gestione, sarà determinante.

Tra qualche mese dovrebbe poi entrare in funziona la nuova ZTL: l’area sarà la stessa, ma verranno introdotte due fasce, una più centrale, off limits, e una più esterna accessibile già in serata; oltre ad esserci telecamere che controlleranno i varchi anche in uscita. L’Amministrazione dovrà porre a particolare attenzione alla decisione sull’orario della fascia esterna, per non vanificare il senso della ZTL stessa, oltre a garantire un effettivo rispetto dei limiti. Per il centro storico, inoltre, chiediamo da tempo una maggiore libertà e tutela per i ciclisti: è auspicabile regolarizzare il doppio senso di marcia nelle vie principali, che già in parte esiste perché inevitabile e tollerato, ma in assenza di norme risulta insicuro.

Infine l’annoso problema dei parcheggi: in prospettiva di una nuova mobilità, per disincentivare l’ingresso in città con l’auto, causa di smog e traffico, è indispensabile spostare i parcheggi fuori dalle mura servendoli adeguatamente con i mezzi pubblici e infrastrutture ciclabili e dotandoli della possibilità di usufruire dei servizi di mobilità condivisa.  La relativa estensione della nostra città non crea certo particolari disagi di spostamento, sono sufficienti pochi minuti in bus o in bicicletta per raggiungere il centro storico da un parcheggio scambiatore, che risulterà senz’altro più appetibile se ben collegato da ogni forma di mobilità sostenibile e non un’area troppo isolata come oggi.

Francesco Tosato, vicepresidente Legambiente Padova

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