PRESIDIARE L’AMBIENTE È LA MISSION DEI CARABINIERI FORESTALI

La missione dei Carabinieri Forestali è un un viaggio nel cuore della tutela ambientale del nostro territorio, un presidio tra Colli Euganei e grandi fiumi

 

Difendere l’ambiente significa difendere la vita. È questa la missione dei Carabinieri Forestali, una componente specializzata dell’Arma che opera capillarmente sul territorio italiano per garantire la tutela del paesaggio, della fauna e della flora, contrastando gli illeciti ambientali e promuovendo la cultura della legalità ecologica.  Abbiamo avuto l’opportunità di parlarne direttamente con il Capitano Giorgia Ciccone, comandante del Nucleo investigativo di Polizia ambientale agroalimentare e forestale di Padova, che ci ha raccontato  le attività svolte dai Carabinieri Forestali, offrendo uno sguardo prezioso sul loro impegno quotidiano.

Ma quali sono le attività principali dei Carabinieri Forestali: «Tutt’altro che semplici controllori, i Carabinieri Forestali sono veri e propri custodi dell’ambiente, impegnati in una missione che intreccia prevenzione, sorveglianza e divulgazione. La nostra attività parte dalla difesa del paesaggio e del territorio, vigilando su boschi, fiumi e montagne e contrastando ogni forma di degrado o abuso. Non si tratta solo di reprimere gli illeciti, ma di prevenire i rischi che minacciano la bellezza e la sicurezza dei nostri ecosistemi. Un fronte delicatissimo è quello della fauna selvatica: i Forestali combattono il bracconaggio e garantiscono il rispetto delle regole venatorie, proteggendo specie preziose e spesso minacciate. Allo stesso tempo, sorvegliamo i boschi e raccogliamo i dati necessari per l’Inventario Forestale Italiano, una sorta di “carta d’identità” delle nostre foreste. Quando d’estate c’è il pericolo degli incendi, pattugliamo le aree più vulnerabili, interveniamo in caso di emergenza e indaghiamo sulle cause dei roghi per colpire  chi mette in pericolo il patrimonio naturale. Ci occupiamo anche del contrasto agli inquinamenti: dal suolo alle acque, dall’aria al rumore. E poi ci occupiamo della montagna con il servizio Meteomont grazie al quale viene fornito il bollettino valanghe, e durante la stagione sciistica siamo sulle piste, vigili e pronti a intervenire. Infine, ma non meno importante, l’impegno per il rispetto della natura e la legalità ambientale nelle scuole e non solo. È un lavoro silenzioso ma potentissimo, perché forma le coscienze e semina il futuro di un Paese più consapevole, trasmettendo alle nuove generazioni i valori costituzionali del rispetto e della legalità ambientale».

Per quanto riguarda la nostra provincia il Capitano Giorgia Ciccone ci ha spiegato che i Carabinieri Forestali sono una presenza costante e discreta, ma fondamentale. Quattro Nuclei operano quotidianamente per garantire il rispetto e la protezione del territorio. Il cuore pulsante di questa attività è il Parco Regionale dei Colli Euganei: qui i Forestali non si limitano a sorvegliare fauna e flora spontanea ma controllano la regolarità dei nuovi vigneti, la raccolta di funghi e tartufi, vigilano sugli interventi edilizi e verificano che ogni trasformazione del suolo rispetti i vincoli paesaggistici e idrogeologici. Lungo i corsi d’acqua principali, come il Brenta e il Bacchiglione, ma non solo, i Forestali  monitorano gli argini, contrastano interventi edilizi o idraulici non autorizzati e prevengono il dissesto idrogeologico. Per quanto riguarda il contrasto all’inquinamento, si muovono spesso in collaborazione con ARPAV, Ulss e polizie locali.

La tutela dell’ambiente non è solo responsabilità delle istituzioni e fondamentale resta il contributo dei cittadini e la crescente consapevolezza collettiva è già un presidio di legalità e un sostegno concreto all’attività di vigilanza. Ogni gesto responsabile e ogni voce contro gli abusi ambientali rafforzano il lavoro dei Forestali, rendendolo ancora più prezioso.

Per le emergenze resta il numero 112, ma la vera difesa del patrimonio naturale nasce dall’alleanza tra cittadini e istituzioni e dalla conseguente fiducia e collaborazione.

Davide Bettin