Prandina, che fare?

Un parco che viene pensato parcheggio, un auditorium “ballerino”, un’aria sempre più irrespirabile. Ma noi alla Prandina vogliamo il parco multifunzionale.

 

Resta sempre un argomento forte il futuro dell’ex caserma Prandina. Il sindaco a fine anno ha dichiarato «Per la Prandina sogno un nuovo auditorium, un grande spazio culturale per la città. Poi ci sarebbe spazio anche per un parco e per un parcheggio sotterraneo». I commercianti plaudono, l’opposizione cavalca la notizia e chi vuole ragionare concretamente di mobilità sostenibile si preoccupa.

“L’aria di Padova è consecutivamente fuorilegge da quando Arpav monitora Ozono e Pm10, 22 anni per quest’ultimo. L’inquinamento cronico di cui soffre la città richiede risposte efficaci a partire dall’offerta di alternative al traffico automobilistico che congestiona la città.
E’ dunque molto importante il dibattito che si è riaperto proprio in questi giorni sul futuro dell’ex caserma Prandina (area via Orsini, Corso Milano), con la proposta del Sindaco di realizzare un auditorium, un parco e un parcheggio sotterraneo – ha dichiarato Sandro Ginestri Presidente di Legambiente Padova – Se l’idea dell’auditorium ci lascia perplessi perché temiamo che un’opera così importante rischi di soffocare il parco multifunzionale previsto dal percorso partecipato di Agenda 21 e dal Piano degli Interventi, quello che più ci preoccupa al momento è il tema del parcheggio sotterraneo.

Se si trattasse di un grande parcheggio da 500 posti auto come quello progettato dall’associazione AmoPadova che rivendica la paternità della proposta del Sindaco, si tratterebbe di un salto indietro di almeno 10 anni nel dibattito sulla mobilità sostenibile in città. Nel frattempo, grazie ai fondi del PNRR, sono state finanziate le nuove linee del tram e diverse tratte della bicipolitana, proprio per offrire soluzioni diverse ai parcheggi dentro al centro storico, che non risolvono il problema del traffico e anzi lo aumentano. Secondo Legambiente – conclude Ginestri – alla Prandina è meglio fare un parco per tutte le stagioni, dove dare spazio ad attività culturali e non solo, ma soprattutto dove la terra venga usata per far crescere le radici degli alberi e non per ospitare grandi parcheggi sotterranei”.
Da 5 anni si discute della riqualificazione di questa area, ma non si avanza mai davvero e come nel gioco dell’oca si finisce nella casella “torna al via”.

Redazione Ecopolis