PADOVA 2030? A 30 ALL’ORA

Bologna come prima grande Città30 ha scatenato un caso mediatico e politico arrivato anche a Padova, dove di un progetto di trasformazione simile ce ne sarebbe un gran bisogno

Sull’onda del caso bolognese, divenuto politico per via dell’intervento scomposto del Ministro Salvini, è arrivato anche a Padova il tema “Città30”, con le dichiarazioni del Sindaco Giordani e dell’Assessore Mobilità Andrea Ragona, a confermare l’impegno dell’Amministrazione nel perseguire l’implementazione del limite di 30 km/h delle vie di quartiere, in coerenza con quanto scritto nel Pums, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Dai numeri forniti dall’Amministrazione comunale oggi sono 177 le vie con il limite di velocità di 30 chilometri all’ora, per un totale di 55 chilometri complessivi e nel futuro aumenteranno. In risposta, alcuni consiglieri dell’opposizione, in linea con le posizioni assunte dai loro partiti a livello nazionale, hanno definito “follie ideologiche” questi provvedimenti volti a promuovere la mobilità dolce e la sicurezza stradale, contribuendo inoltre ad alimentare quel gran polverone di disinformazione e fake news che aleggia intorno a questo tema.

In merito vogliamo far notare che l’incidentalità stradale è una piaga che di ideologico non ha nulla: sono numeri di persone morte e ferite, perlopiù a causa della velocità elevata e della distrazione alla guida, che possono essere fortemente ridotti con la sistematica riduzione della velocità e una diversa organizzazione dello spazio stradale. La sicurezza reale, non quella percepita e quando più fa comodo, dovrebbe essere un tema che impegni la politica in maniera trasversale, ad ogni livello e di ogni colore politico.

Come riportato dalla nostra Associazione a livello nazionale, sulle strade italiane si registra un morto ogni tre ore e un ferito ogni 2,5 minuti e il 50% delle vittime sono pedoni e ciclisti, una vera e propria emergenza da codice rosso su cui bisogna al più presto intervenire anche Padova non è immune a questo problema, sono infatti 7 morti e feriti ogni 1.000 abitanti ogni anno, il doppio di quanto proposto dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale come obiettivo al 2030 segno che l’impegno non solo deve proseguire ma deve essere migliorato. Molte delle strade 30 km/h in città sono infatti poco efficaci: la segnaletica orizzontale e verticale non può bastare in ogni situazione, servono degli interventi strutturali di moderazione della velocità veicolare. Dossi e strettoie che, dove possibile, rallentino le auto e armonizzino il traffico nei quartieri, composto anche da biciclette, monopattini e pedoni, utenti deboli della strada che purtroppo hanno la peggio in caso di collisione con un’automobile.

Il modello delle Città 30 è una rivoluzione importante che mette al centro la riduzione della velocità e che deve essere accompagnata da campagne di informazione e sensibilizzazione. Legambiente ha preparato un focus che smonta molte delle “bufale” e false credenze, spesso create ad hoc, come ad esempio il rischio che il limite di velocità di 30 all’ora faccia aumentare di molto i tempi di percorrenza in ambito urbano e addirittura peggiori l’inquinamento atmosferico.
La realtà è ben diversa: la velocità media di spostamento in ambito urbano è già oggi molto bassa e
non supera mai i 30 km/h di media in un tragitto. I motori benzina e diesel consumano di più e inquinano molto di più sotto sforzo, quindi in fase di accelerazione e decelerazione, oppure a velocità elevate (resistenza dell’aria). Molto dipende dai comportamenti di guida: “bruciare” i semafori per poi finire in un ingorgo di traffico, fa guadagnare solo qualche secondo. Ecco perché una velocità massima inferiore, specie nelle vie frequentate da pedoni e ciclisti, favorisce un flusso di traffico più uniforme, sicuro e un po’ meno inquinamento.

Si discute molto della Padova al 2030, anno cruciale per la transizione ecologica, verso la quale ci dobbiamo muovere convintamente e, questa volta si, a gran velocità. Nel caso della mobilità urbana però i 30 chilometri all’ora rappresentano la velocità giusta.

Francesco Tosato, Presidente Legambiente Padova