A 40 anni dalla fondazione, Legambiente Padova traccia le priorità dell’anno in corso
Da oltre quarant’anni, Legambiente Padova rappresenta un punto di riferimento per chi ha a cuore il futuro e la salute della nostra città. Nata nel 1985, l’associazione non si è mai limitata a denunciare i problemi — come l’inquinamento record o l’eccessiva cementificazione — ma ha sempre scelto di agire come un “cantiere di idee concrete”, proponendo progetti alternativi per trasformare Padova in un luogo più vivibile.
L’importanza di questa realtà risiede soprattutto nella sua capacità di mettere le persone al centro: attraverso il volontariato attivo, Legambiente unisce cittadini di ogni età per proteggere il suolo, promuovere una mobilità più sostenibile e sicura, sensibilizzare e informare sull’importanza di respirare un’aria più pulita; valorizzare i tesori artistici meno noti. Grazie a una presenza costante e a strumenti di informazione storica come questo spazio (Ecopolis), l’associazione continua a dimostrare che la transizione ecologica non è un concetto astratto, ma un percorso partecipato che si costruisce giorno dopo giorno, difendendo il bene comune e la qualità della vita delle persone.
«Per la nostra città il 2026 rappresenta un anno importante – dichiara Francesco Tosato, Presidente di Legambiente Padova – per proseguire il percorso di transizione ecologica che, non senza contraddizioni e rallentamenti, è in corso di attuazione in vari settore chiave e come Legambiente vogliamo accompagnare, in particolare su quei temi che caratterizzano la nostra azione associativa: dalla mobilità sostenibile allo stop al consumo di suolo, spaziando per progetti di rigenerazione urbana che stanno a poco a poco restituendo spazi alla collettività”. Di seguito le principali direttrici lungo le quali Legambiente Padova si muoverà nei prossimi mesi e sulle quali verranno costruite le basi dell’azione associativa dei prossimi anni.
Mobilità Sostenibile. Sul fronte della mobilità sostenibile 2026 è l’anno chiave per il completamento del sistema Tranviario (SMART). Questo grande investimento sul trasporto pubblico deve tradursi in una forte trasformazione delle nostre strade all’insegna di una mobilità più sostenibile e meno inquinante. Per questo il sistema Smart dovrà essere affiancato anche da piccoli interventi nei quartieri per ridisegnare lo spazio urbano e le abitudini quotidiane, come sta avvenendo ad esempio con le nuove strade scolastiche pedonalizzate negli orari di entrata o uscita degli alunni, che ci aiutano a non rassegnarci ad un’idea di città in balia delle auto e a costruire spazi più vivibili e sicuri. Rimasta forse in sordina negli ultimi anni, il potenziamento e miglioramento della rete ciclabile rimane centrale per lo sviluppo della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale.
Urbanistica sostenibile e stop al consumo di suolo A seguito dell’approvazione del Piano degli Interventi, che nel 2022 ha segnato una rotta positiva cancellando quasi 3 milioni di mq di aree edificabile, la nota vicenda dell’approvazione del Hub logistico di Alì a Granze di Camin va chiaramente nella direzione sbagliata, con 15 ettari di terreno agricolo che rischiano di essere cancellati. Questa vicenda si lega in parte con il progetto, senz’altro positivo, di riqualificazione dell’ex Caserma Romagnoli da trasformare ora a parco urbano, sempre che per la sua realizzazione non vengano utilizzati i soldi di Alì destinati alle compensazioni, che crediamo dovrebbero essere spesi per opere di rinaturalizzazione del suolo da realizzarsi prioritariamente nel quadrante est della città e nella Zona Industriale, dove ricadono gli impatti dell’hub logistico. Nel contempo è in corso la riqualificazione di un’altra ex caserma, la Prandina, il cui progetto di fattibilità tecnico-economica è risultato poco più dettagliato del Masterplan, con poche indicazioni sulle prospettive di utilizzo degli edifici riqualificati e che invece risulterebbero di grande importanza per realizzare un Parco con una proposta innovativa e attrattiva per la cittadinanza.
Il “Sistema del Verde”. Il 2026 vede l’attuazione di progetti chiave legati al Piano del Verde, con l’obiettivo di creare una rete ecologica organica. Al Basso Isonzo, dopo l’approvazione della variante per il Masterplan, Legambiente chiede un percorso partecipato che coinvolga associazioni e cittadini. Le priorità per quest’area includono il disinquinamento delle acque, il limite dei 30 km/h nelle strade interne, la creazione di parcheggi scambiatori ai margini e lo sviluppo di una “Urban Farm”. Il 2026 sarà inoltre l’anno del nuovo Parco Iris, triplicato nella sua dimensione, e dato in gestione come nel caso degli altri parchi urbani. Proveremo a dare un nostro contributo perché diventi sempre più uno spazio ricco di iniziative sia ambientali che sociali.
Redazione Ecopolis
