LA LEGALITÀ NON È UN DATO DI FATTO

Sempre ampio e articolato il Rapporto sulla legalità che ci mostra l’altro volto del Veneto e non solo

 

 

Di seguito uno stralcio del Rapporto sulla Legalità della CGIL Veneto di dicembre, sezione ambiente, con un occhio di riguardo su Padova:

Traffico di oli esausti, sequestrati 3 milioni di euro a Stanghella. L’operazione “Petrolio dotato” dei NOE dei Carabinieri ha portato al sequestro preventivo di 3 milioni di euro, eseguito tra Lazio e Campania. L’operazione ha coinvolto anche il Veneto, e in particolare Stanghella (PD) dove è stata sequestrata la ditta Ecouno Service, che secondo gli inquirenti è legata al sodalizio mafioso del clan Moccia di Afragola (Na). L’operazione ha portato alla luce un articolato sistema di traffico illecito di oli vegetali esausti, destinati alla produzione di biodiesel. Il provvedimento è stato disposto dal GIP del Tribunale di Bologna ed eseguito dai NOE di Bologna, su mandato della DDA del capoluogo felsineo. Il sequestro ha interessato beni mobili e immobili riconducibili a 6 persone indagate, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti, favoreggiamento personale, falsità ideologica e abuso d’ufficio. Per la Procura, il valore dei beni sequestrati corrisponde al profitto illecito maturato attraverso le condotte contestate. Le attività sotto indagine sono avvenute tra il 2021 e il 2022 in diverse regioni italiane tra cui Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, e Campania. I reati sarebbero avvenuti sfruttando società formalmente autorizzate alla raccolta degli oli vegetali esausti. Attraverso queste strutture, il rifiuto veniva trattato e rivenduto, generando ingenti guadagni grazie all’elevato valore del prodotto, particolarmente richiesto nella filiera del biodiesel. Per la Ecouno la prefettura di Padova aveva fatto scattare l’interdittiva antimafia ad aprile 2025. La società di Stanghella, attiva dal 2018 e dedita alla raccolta dell’olio esausto e del successivo trattamento, aveva un’autorizzazione per un massimo di 10 tonnellate al giorno in quanto non disponeva né di risorse né macchinari per essere una raffineria su vasta scala, mentre nel 2022 aveva riciclato oltre 300 tonnellate di prodotto diretto in Austria in pochi giorni. Le attività economiche del sodalizio, secondo gli inquirenti, si estendevano alla Grecia e Spagna, con rapporti commerciali in altri paesi europei e del Mediterraneo.

Controlli dei NAS dei Carabinieri a Padova, il rapporto attività 2025. I NAS dei Carabinieri di Padova nel 2025 hanno effettuato: 1.501 ispezioni; 289 infrazioni amministrative con sanzioni per 205mila euro; 199 sequestri amministrativi di alimenti per 10 milioni di euro; 26 sospensioni di attività; 94 diffide amministrative; 101 denunce di frodi in commercio o altre violazioni sulla sicurezza alimentare o sul lavoro; 100 quintali di cibo avariato distrutti per 9 ML di euro. Numeri “crudi” ma che ben mostrano l’altra faccia del food.

L’attività 2025 dei NAS di Padova nel settore sanitario. Il rapporto di contrasto alla illegalità nel settore sanitario racconta di farmaci scaduti, anziani trascurati, cliniche e studi privati con illeciti di vario tipo. In sintesi: 890 controlli nelle strutture sanitarie del padovano; denunciate 48 persone; erogate 107 sanzioni penali; sequestrate 4 strutture tra cui la situazione più grave l’ospizio di Carpanedo di Albignasego o studi dentistici e centri di fisioterapia e riabilitazione con l’esercizio abusivo della professione sanitaria. Il controllo nelle case di Riposo ha portato a 2 tipologie di contestazioni: ospiti trascurati (presenza di uno scarso numero di operatori) e somministrazione di farmaci scaduti. Nel settore farmaceutico, 182 ispezioni con denuncia all’AG di 10 persone; 3 casi di errata gestione dei farmaci stupefacenti (truffa allo Stato con la sottrazione del codice a barre); sanzioni amministrative per 82mila euro con 58 persone segnalate. Nel settore alimentare 1.900 controlli, sequestro di oltre 100 quintali di alimenti per un valore di 9 ML di euro.

Traffico di rifiuti dalla Campania al Veneto, in 17 a processo a Padova. Il 14 gennaio 2026 si è aperto a Padova il processo a 17 amministratori di aziende di trattamento e smaltimento rifiuti del Veneto. Le indagini dell’inchiesta “Plastic Connection”, coordinate dalla DDA Procura di Venezia ed eseguite dai Carabinieri di Belluno, in collaborazione con i colleghi del nucleo investigativo di polizia ambientale, partono dal 2017. Sono oltre 20mila tonnellate di rifiuti che dal casertano e dal nord di Napoli sono arrivate in Veneto con bolla e formulario che, secondo l’accusa, cambia una volta a destinazione. Dei 17 imputati 5 sono veneti con coinvolgimento della SAP di Fonzaso, della Emirates Metals di Cartigliano, della Eco Ricicli Veritas di Malcontenta, della SIR di Piazzola sul Brenta, della Resines di Cavaso sul Tomba. Nell’udienza sono state affrontate le questioni preliminari procedurali.

Associazione a delinquere, indagine della Guardia di Finanza di Padova per dei contratti truffa. La ditta, con sede legale a Santa Maria di Sala (VE) e sede operativa a Limena (PD), svolgeva un lavoro porta a porta per la vendita di pentole, ferri da stiro, materassi, poltrone reclinabili, dispositivi elettromedicali di magnetoterapia. Secondo gli inquirenti, gli agenti di vendita si presentavano a casa di donne anziane sole che venivano convinte a firmare un finto attestato. Pare invece che si trattasse di un contratto vincolante che le obbligava all’acquisto di articoli per la casa. Le vittime venivano poi costrette a spendere una cifra media tra i 5 e 7mila euro – che in alcuni casi sono lievitati a 22mila euro – e, nel caso di indisponibilità della cifra, venivano invitate a sottoscrivere contratti di finanziamento da saldare entro il 2030. Alle più riottose faceva visita anche un finto avvocato che minacciava conseguenze legali. In questo modo sono stati truffate oltre 1.200 vittime in 54 province del centro-nord d’Italia. In Veneto le vittime accertate della truffa sono 161: 24 a Padova, 25 a Verona e Venezia, 45 a Vicenza, 36 a Treviso, 6 a Rovigo. La merce acquistata era di scarso valore e con prezzo ricaricato sino all’800%. La Guardia di Finanza di Padova è arrivata ad identificare i truffatori seguendo le incongruenze fra stili di vita (auto e viaggi di lusso) e i redditi dichiarati. La Procura di Padova ha disposto ordinanze per 10 indagati (5 misure cautelari) e il sequestro di 2,5 ML di euro.

Tratto dal Rapporto mensile sulla legalità in Veneto redatto da Ilario Simonaggio, responsabile Osservatorio Legalità CGIL Veneto. Per chi volesse leggere la versione completa, il Rapporto sulla legalità è pubblicato sul portale della CGIL Veneto, nell’Osservatorio sulla Legalità del Consiglio Regionale Veneto nonché sul sito dei quotidiani NEM nello spazio riservato agli abbonati. Fonte del Rapporto sono i media locali e le ordinanze di custodia nei casi di associazioni criminali.

Redazione Ecopolis