I veleni di Piazzola

La scuola è stata costruita su una discarica di rifiuti tossici. Al Rolando da Piazzola una giornata di “Citizen Science” per capire cosa fare.

 

La scuola è bellissima, piena di luce, un giardino intorno. Il luogo dove è stata costruita, dello studio Mario Bellini Architects, è ricco di storia: dalla fine del’Ottocento, la famiglia Camerini, lì aveva posto la sua fabbrica di colle e concimi; dal 1930 al 1963, la Montedison vi aveva insediato uno stabilimento di fertilizzanti che dava lavoro a decine di operai. Negli anni ’70, lo sviluppo demografico, aveva indotto il Comune di Piazzola a cambiare la destinazione d’uso del terreno, e renderlo edificabile per uso scolastico e abitativo.

 

Sembrava una bella idea: recupero di uno spazio in disuso, nuove opportunità per il territorio. Non andò tutto liscio, però. Quando i tecnici cominciarono a scavare per porre le fondamenta della nuova scuola si resero conto che il terreno era fortemente inquinato. Ma non si persero d’animo. Le difficoltà vennero vissute come una sfida e si usarono materiali da costruzioni più resistenti all’azione corrosiva dei liquami. Alla fine, la scuola venne consegnata il 17 giugno 1987 con costi sestuplicati e 530 gg di ritardo.


Oggi le cose sono profondamente cambiat
e. Una nuova consapevolezza ci induce alla ricerca e all’azione. Nel 2020, a seguito di alcune indagini della Provincia di Padova effettuate per procedere all’agognato ampliamento dell’Istituto, è stato rilevato l’inquinamento del suolo causato degli scarti dell’attività produttiva precedente.

Sono stati evidenziati nei terreni adiacenti la scuola, superamenti dei parametri per antimonio, arsenico, cadmio, cobalto, mercurio, piombo, rame, zinco, idrocarburi policiclici. I rischi di contatto con queste sostanze non sono stati ritenuti accettabili e per questo è stato chiuso il giardino dell’edificio. Le informazioni sono a disposizione sul sito dell’Istituto. La comunità scolastica in primis e poi quella cittadina, hanno preso una posizione attiva.

Cosa si può fare, dunque, se ogni giorno, per 5 anni, devi andare in una scuola che è stata costruita su una discarica di rifiuti tossici? O se ci insegni da una vita?
Si organizzano convegni di approfondimento con esperti del settore e giornate di Citizen Science come quella del 24 marzo scorso: una giornata partecipata, aperta a centinaia di alunni, ai genitori e ai rappresentanti delle istituzioni locali, voluta dal Dirigente del Rolando Da Piazzola Gian Paolo Bustreo e progettata dalla professoressa Sara Campanella e dal prof. Franco Sarto, con la partecipazione dell’epidemiologo Annibale Biggeri, curatore di uno studio sulla mortalità per patologie tumorali a Piazzola.

«Rispetto allo standard provinciale si registra, nell’arco temporale dal 2003 al 2018, un eccesso di mortalità per le patologie tumorali (523 decessi per cause neoplastiche rispetto a 498 attesi sulla base dei tassi della provincia) – rileva il prof. Annibale Biggeri, In particolare si registrano eccessi per il tumore del polmone e per i tumori del sistema linfoematopoietico, (in modo importante negli uomini). Alla luce di questi risultati e della potenziale esposizione a sostanze “sarebbe opportuno approfondire con ulteriori indagini epidemiologiche i potenziali eccessi registrati e completare la caratterizzazione ambientale». I risultati dellindagine sono stati pubblicati sulla rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia.

L’interessantissimo studio dei professori Gian Carlo Bustreo e Sara Campanella “Il caso ambientale dell’Istituto Rolando da Piazzola” presentato il 1 ottobre 2021 al convegno Storia ambientale in Italia: Stato dell’arte e prospettive future, organizzato dall’Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA).

Redazione Ecopolis