Cellulari e tumori: storico ricorso al Tar

apple2È una causa senza precedenti quella lanciata il 19 marzo scorso dall’associazione APPLE (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog) di Padova e dal sig. Marcolini, che chiedono al Tar del Lazio di ordinare al Ministero della Salute e al Governo l’effettuazione immediata di una campagna sull’utilizzo dei telefonini e sulle modalità per annullare o ridurre l’esposizione all’elettrosmog.

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Decreto sviluppo, pericolo elettrosmog

E’ alla firma del Presidente Napolitano il decreto-sviluppo o decreto per la “crescita”, approvato dal Parlamento la scorsa settimana e contenente interventi per la diffusione delle tecnologie digitali che di fatto porteranno ad un aumento della esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Le Associazioni che, come la nostra, si occupano di questo tema si sono attivate nelle scorse settimane con una petizione on-line e con delle lettere ai singoli deputati e senatori affinché si convincessero a non approvare il famigerato articolo del decreto che, da come era stato redatto in prima battuta, avrebbe liberalizzato l’installazione di ripetitori per la telefonia mobile obbligando i proprietari ad accettare sui propri immobili le antenne, di fatto minando lo stesso concetto di proprietà privata.

Il Parlamento ha poi glissato su questa norma, introducendo invece la liberalizzazione per scavi e condutture elettriche aeree e sotterranee necessarie per sviluppare la banda larga e ultra larga, riducendo i tempi dei permessi e indicando che “l’operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della propria rete in fibra ottica può, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettroniche. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione”. L’insulto alla proprietà privata sembra scongiurato ma in realtà ci impongono solo un modo più morbido per abituarci alla cosa, perciò dobbiamo aspettarci che in futuro la norma sulla liberalizzazioni delle antenne verrà riproposta e passerà, perché così vuole “big phone” nonostante le nostre proteste.

Ancora più grave è il fatto che è stata introdotta una modifica ai criteri di misurazione del campo elettrico e magnetico che aumenta sostanzialmente i limiti di esposizione (modifica che non era stata approvata lo scorso anno grazie alla caduta del governo Berlusconi). Il valore di attenzione – 6 V/m- (stabilito dalla tabella 2 all’allegato B del D.P.C.M. 8 luglio 2003), per i luoghi ove la permanenza umana e’ superiore a 4 ore giornaliere, sarà ancora applicato alle parti abitative compresi balconi terrazzi e cortili ma “esclusi i tetti anche in presenza di lucernai ed i lastrici solari con funzione prevalente di copertura, indipendentemente dalla presenza o meno di balaustre o protezioni anti-caduta e di pavimentazione rifinita, di proprietà comune dei condomini”. In sostanza in queste zona (ad es. nelle terrazze condominiali) saranno considerati i valori della tabella 1 dell’ Allegato B del citato vecchio decreto, ossia 20,40,60 V/m a seconda delle frequenze. I valori in queste zone dovranno essere rilevati e mediati su un arco di 6 minuti. Nel caso di edifici abitativi con permanenza superiore alle 4 ore i valori saranno invece la media nell’arco delle 24 ore, di fatto aumentando di molto l’esposizione della popolazione.

Questo facilitera’ lo sharing o co-siting: i gestori ne hanno bisogno perche’ la diminuzione delle tariffe sta comportando guadagni minori e concentrare molti impianti su di un unico traliccio costituisce un forte risparmio che pero’ fino ad ora comportava il pericolo dello sforamento dei limiti. Da oggi non sarà più così e questo gli semplificherà la realizzazione dei siti per la telefonia di banda larga mobile (LTE). Secondo il ministero i gestori potrebbero condividere circa 20 mila siti su 30 mila necessari per questa nuova rete mobile. Nulla importa se i cittadini dovranno subire più radiazioni. Così mentre il Consiglio d’Europa richiama i governi a fissare per l’esposizione a lungo termine alle microonde soglie preventive che non superino, in accordo con il principio di precauzione, gli 0,6 volt/metro e a ridurre, nel medio termine tale, valore a 0,2 V/M, il nostro governo spensieratamente aumenta una considerata soglia già molto alta dal mondo scientifico internazionale (non corrotto).

Le nostre preoccupazioni invece aumentano. La Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito le radiofrequenze come possibili cancerogeni e da più parti sono stati prodotti studi scientifici ben condotti sull’aumento di patologie legate all’esposizione a radiofrequenze in vicinanza a concentrazioni urbane di antenne per la telefonia mobile e di sistemi wi-fi, poco potenti questi ultimi, ma funzionanti a frequenze biologicamente attive. Le segnalazioni di disturbi legati alla elettrosensibilità sono in continuo aumento anche all’interno degli uffici sia pubblici che privati, senza contare poi i danni dovuti alla esposizione da telefoni mobili.

Certo non si torna indietro e il cellulare trilla nelle tasche di tutti grazie alle antenne che gli fanno da copertura, ma, forse non sarebbe meglio cominciare a far circolare di più l’informazione?

info@applelettrosmog.it

Laura Masiero pres. A.P.P.L.E. (Associazione Per la Prevenzione e Lotta all’Elettrosmog)