Beni culturali e nuove tecnologie, tra sprechi e speranze

pompeivivaBeni culturali e turismo, due settori che fanno parte del patrimonio consolidato della nostra economia, ma che vengono cronicamente trascurati e che risentono dell’incuria generale anche più di altri settori. Un deperimento visibile è il destino a cui vanno incontro i monumenti e beni culturali Leggi di più

Senza corruzione riparte il futuro

braccialetto_mockupUn messaggio forte, in campagna elettorale, che non sia solo una promessa o un modo per attirare l’attenzione? “Senza corruzione riparte il futuro”: una campagna promossa da Libera, e se siamo abituati ad associare questo nome alla lotta contro le mafie, pensare che qualsiasi forma di corruzione abbia qualcosa a che fare con questa oscura realtà della nostra Italia, fa effetto. Leggi di più

A teatro l’effetto serra spiegato ai bambini

spazio_al_teatro_gallery_12_20120926_1428572095Un pupazzo di neve che si sta sciogliendo, proprio al Polo, e due giovani esquimesi che cercano di salvarlo. Ogni loro sforzo, però, rimane vano, fino a quando il Vecchio dei Ghiacci chiarirà loro che cosa stia in realtà succedendo… Suona familiare? E’ la storia dell’effetto serra, spiegata ai bambini dagli Alcuni di Treviso.

Ahi, ahi ahi, si sciolgono i ghiacciai” è il titolo dello spettacolo che aprirà la rassegna “Una fetta di Teatro” al Teatro (già cinema) Rex, che come un’altra storica sala padovana, il cinema Esperia, prova a rinnovarsi coinvolgendo famiglie e scuole in una rassegna ambiziosa. “La scelta di appoggiarsi al Gruppo Alcuni consente alle Sale della comunità di iniziare questa esperienza di rilancio con una proposta di alta qualità, attenta ai risvolti didattici dell’azione scenica e all’educazione legata all’intrattenimento” spiega Marco Sanavio, Leggi di più

Tra i “Vandali” di Gian Antonio Stella

Ammetto la mia debolezza: impazzisco per le citazioni letterarie. Certo, mi piacerebbe sempre andarle a controllare, avendone il tempo, ma la capacità di affabulazione di Gian Antonio Stella è tale che sospendo volentieri il giudizio, e mi lascio coinvolgere dal succedersi di immagini e battute che è la sua presentazione. Se c’è una cosa che sarà apprezzata, chiedendo qualche commento all’uscita dalla sala, è proprio questa sua immediatezza comunicativa, che ha convinto anche chi era arrivato senza molte aspettative. Il pubblico è vario e forma una platea calda, che risponde bene al relatore.

La presentazione di “Vandali” è un atto d’accusa, un tentativo di lavare i panni sporchi in piazza, come si dovrebbe fare in democrazia, almeno secondo l’opinione di Curzio Malaparte. «Tenetevi i trombettieri» dice Stella, e tornando a Malaparte: «inni e ipocriti elogi sono la peggior forma di patriottismo». Una dichiarazione di intenti molto pesante, proposta come conclusione di una carrellata di scempi architettonico-paesaggistici fin troppo lunga, fatta di operazioni mal condotte ma anche di colpevole trascuratezza: la Reggia di Carditello e le case di Ischia, ma anche il progetto di Motorcity o le 28 aree industriali di Crocetta del Montello. Leggi di più

Approfondire la Romea Commerciale

Se ne parla da anni (cercate Nuova Romea con Google, troverete forum che discuto l’argomento già dal 2005), se ne promettono meraviglie, ma le critiche sono continue: sorgono comitati, si chiede la messa in sicurezza della Romea (quella vecchia), si avanzano dubbi sull’impatto ambientale in un territorio così caratteristico come quello del Delta del Po. La Orte-Mestre continua a far parlare di sé: è davvero necessaria un’altra autostrada che attraversi l’Italia da Nord a Sud? Leggi di più

Mantova, un Festivaletteratura sostenibile

Mantova, per chi non la conoscesse, è una cittadina appoggiata sul Mincio, in territorio già lombardo ma con carattere ancora fortemente emiliano. Mantova, ogni anno dal 1997, è l’impareggiabile cornice di un Festival che, nonostante il proliferare di format simili in tutta Italia, rimane sostanzialmente unico: il Festivaletteratura. Quest’anno dal 5 al 9 settembre, il Festival è un’occasione di incontrare autori, di scoprire luoghi suggestivi, di far parte di una vasta comunità di lettori e curiosi che apprezzano una tra le proposte culturali più aggiornate e ambiziose in Italia. Moltissimi (e giovanissimi) sono i volontari che animano la città in questi giorni. Tra le altre cose, quest’anno a Mantova si è parlato di crisi e le piazze erano piene di persone che stavano ad ascoltare, anche sotto il sole battente, economisti ed esperti, per ragionare insieme. Ma veniamo alla grande domanda: il Festivaletteratura è un festival per ambientalisti? L’organizzazione fa di tutto per farcelo credere: aprendo il sito è possibile trovare una selezione di eventi che fanno specifico riferimento all’ambiente, al mondo di Slowfood, alla scoperta di Mantova nella sua componente naturale (clicca qui 1, 2 e 3) . C’è anche la collaborazione con il Fai e i suoi Luoghi del Cuore (vedi qui).Scelti i nostri eventi (eco e non) ci si può chiedere come arrivare fino a Mantova: ecco che per la prima volta il Festival si collega direttamente al carpooling, ed è possibile trovare un’auto o un passeggero per condividere un viaggio. Funziona: provato. Una volta a Mantova ci si muoverà preferibilmente in bici o, con i bus, usando il biglietto a prezzo speciale della convenzione con Apam. E’ poi possibile che si mangi (se siamo volontari o se abbiamo meno di 30 anni) alla mensa di via Frattini, ed ecco – e non per la prima volta – lo slogan Sprecozero, che significa molto materBi, molto vetro (quello dei vuoti a rendere e delle bottiglie riutilizzabili), filiera corta. Programmaticamente. Talmente tanto che se osservate con attenzione la piantina della città, dove sono indicati luoghi degli eventi, ristoranti ed hotel, vedrete anche un simbolo con delle gocce… sono le fontane pubbliche di Mantova. Ecologica, gratis e fresca, l’acqua di Mantova è oltretutto davvero buona.

Anche se nella pratica non tutto e non sempre funziona perfettamente, è un impegno esplicito e palese, questo. Un Festival per ambientalisti? Promosso.

 Annalisa Scarpa – Redazione di Ecopolis

Lo stradario di Padova

Sarà che io di Gis (Geographic Information System) non ne so niente, sarà che smanettare col computer in fondo mi diverte parecchio, ma sono letteralmente impazzita per la cartografia online del Comune di Padova, un ottimo strumento di lavoro e di scoperta della nostra città, a disposizione di tutti. La trovate a quest’indirizzo.

Il funzionamento del sistema non è complesso: si tratta di una cartina interattiva che può essere esplorata a partire da un indirizzo e poi personalizzata attraverso i layers, filtri che mostrano i servizi di pubblica utilità (farmacie, scuole, uffici…), il verde pubblico e le acque, i trasporti, perfino gli interventi di disinfestazione. E’ possibile creare percorsi e cartine personalizzate, a partire dalla base topografica che riporta i fabbricati uno per uno (con tanto di civici), disegnando e misurando, eventualmente passando anche alle fotografie (scattate nel 2007). Il sistema offre anche la possibilità di salvare il link del lavoro fatto o stampare.

Se siete degli inguaribili curiosi, dopo esservi divertiti con tutti i layers, passate allo Stradario, (lo trovate qui) con l’elenco di tutte le vie di Padova. C’è anche un file dedicato alle sole vie di nuova istituzione, dal 2006 al 2012, con tanto di notizie sui personaggi scelti. Per esempio, sapevate che che la passerella sul Bacchiglione tra via Vittorio Veneto e via Isonzo è stata dedicata, nel 2011, ad un istruttore sportivo, Benito Daga?

Ancora curiosi? Passate al Gis della Provincia (cliccare qui), dove le carte tematiche vanno dalla caccia e pesca al censimento degli alberi monumentali.

Annalisa Scarpa

ConAltriMezzi

C’è, a Padova, dentro e attorno alla Facoltà (ex, a dire il vero, ormai) di Lettere, un gruppo di giovani che ha deciso di non arrendersi ai luoghi comuni sulla formazione umanistica, e che prova a scardinare, sul web e sempre più anche offline, il corto circuito di un’Università che dialoga solo con se stessa. ConAltriMezzi è il nome scelto da questa redazione-collettivo, attiva dal 2010, ad oggi responsabile di www.conaltrimezzi.com, un blog “collettore eterogeneo e trasversale di cultura, attualità, letteratura, politica, arte, narrativa e poesia”; una rivista – online e non – al suo settimo numero, di ambientazione padovana e in uscita proprio questi giorni; una raccolta di racconti “under 30”, Writenotdie, uscita alla fine del 2011; una rete di iniziative, contatti, proposte rivolte al pubblico del web e non solo.Sul sito trovate articoli, recensioni, saggi, interviste, racconti e poesie, ma soprattutto provocazioni, tentativi di leggere (e scrivere) la realtà con arguzia e intelligenza.

Ecco, quindi, qualche buona ragione per entusiasmarsi di fronte a questa scommessa:

  1. perché è un’iniziativa giovane, e di giovani rassegnati ce ne sono fin troppi in giro. Non dentro ConAltriMezzi;
  2. perché gli studenti e i padovani potrebbero cominciare a parlarsi, prima o poi, e magari anche di argomenti di reciproco interesse, come cultura, politica e letteratura;
  3. perché la letteratura serva a qualcosa: non solo a riempire di firme libretti universitari che in capo a pochi anni scompariranno nel buco nero della burocrazia;
  4. perché è possibile far le cose sul serio senza prendersi troppo seriamente, e perché scrivere bene è una questione di stile, di cura, di attenzione a contenuti di interesse;
  5. perché se cominciate a leggere il sito non potrete non affezionarvi alla “creativa idiozia” di questi giovani dalla penna facile ma non banale… ed eventualmente entrare a farne parte.

Mi piace pensare che un blog letterario a così tante dimensioni possa essere un tentativo aggiornatissimo e nostalgico assieme di recuperare spazi di incontro: tra aspirazioni personali e cultura/vita pubblica/società; tra giovani e meno giovani, padovani e non padovani, lettori e non lettori, studenti e professori, web addicted e feticisti della carta stampata. Mi piace pensare che per costruire qualcosa di nuovo possa bastare, a farlo come si deve, semplicemente prendere la parola.

Annalisa Scarpa