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frosoneallodolapispolafringuelloDopo aver ostacolato il Parco Regionale sin dal 1989, anno della sua istituzione, i cacciatori, depredate le campagne circostanti, ora si servono della ricchezza che sgorga dall’area naturale per fare man bassa di uccelli protetti, che qui trovano cibo e rifugio. I cacciatori si ammassano attorno al gruppo collinare per intercettare gli animali in entrata e in uscita dal Parco.

Ma chi persevera in azioni illecite prima o poi ne paga le conseguenze!

È questo il caso di F.L., cacciatore residente a Rovolon che è stato denunciato penalmente per uccisione di animale con crudeltà e senza necessità (Art. 544-bis. C.P.) e per maltrattamento di animale (Art. 544-ter. C.P.), poiché impiegava un’allodola mutilata come richiamo vivo, allodola che gli è stata prontamente sequestrata.

E ancora, è questo il caso di due cacciatori residenti a Padova, G.G. e R.D., tornati a casa senza fucili, senza uccelli (un frosone e una pispola) e con 924 euro da pagare. I due, certi dell’impunità, avevano perfino lasciato in bellavista un frosone impiegato illegalmente come richiamo vivo.

Infine, è questo il caso di C.M., cacciatore residente a Cervarese S. Croce che, soddisfatto delle otto allodole abbattute con l’inganno nelle campagne di Teolo e pronto ad andarsene, è stato sorpreso con cinque allodole usate come richiami vivi con anelli identificativi contraffatti (tagliati e svasati) e ha così ottenuto 1.540 euro di sanzione.

Se, come dice la Legge (157/92), “la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato”, allora uccidere e mettersi in tasca uccelli protetti, così come catturarli in natura e falsificarne la provenienza, è un furto ai danni dello Stato e di tutta la collettività comproprietaria, oltreché un comportamento analogo a quello di un ladro.

Luigi Cusin, Capo Nucleo delle Guardie ENPA di Padova, ha dichiarato: “L’Italia è un ponte attraverso il Mediterraneo e nel nostro Paese confluiscono popolazioni di uccelli provenienti da un’amplissima area geografica che va dalla Mitteleuropa alla Siberia. Immaginate il Frosone che parte in volo da Stoccolma o da Mosca e si fa, in modo estremamente faticoso, migliaia di chilometri in volo per raggiungere l’areale invernale in Italia. Poi passa a Rovolon e trova un criminale che, come se nulla fosse, lo uccide per passatempo. E’ inutile dire che l’ENPA di Padova farà tutto il possibile per fermare e smascherare questi delinquenti”.

Il fringuello, la pispola e particolarmente il frosone sono – del resto – specie protette: per i cacciatori è previsto un decreto penale di condanna, il sequestro dell’arma e, in caso di recidiva, processo e ritiro della licenza di caccia. E cosa dire infine delle allodole ancora legalmente cacciabili?!

La caccia, perfino quella legale, sta compromettendo per sempre la biodiversità, bene comune della comunità nazionale ed internazionale, insomma, di tutta l’umanità.

ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali, Sez. Padova, CPP – Coordinamento Protezionista Padovano, GrIG – Gruppo d’Intervento Giuridico, Veneto, LAV – Lega Anti Vivisezione

sintesi a cura di Laura Fasannetto, redazione di ecopolis

2 Responses to “Guardia e ladri: la caccia nel XXI secolo”

  1. Fabio ha detto:

    Fatto bene!Se va avanti così si mettono a sparare anche a mosche e zanzare(freddo permettendo)

    • diana ragazzo ha detto:

      Duro contrasto a queste cosiddette persone. Anzi lotta dura. Sanzioni pecuniarie il più pesanti possibile, denuncia penale che vada iscritta nel loro certificato penale. Proprio così Fabio, anche moscerini se fossero in grado di mirarli . BASTA FARE BUM BUM.

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