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congresso_sala_panoramicaSabato scorso presso la sede dei Comboniani in una affollata sala si è svolto l’ottavo congresso di Legambiente Padova, dal titolo UNITI PER PADOVA SOSTENIBILE.

È stata l’occasione per andare oltre al semplice adempimento degli obblighi statutari di rinnovo delle cariche sociale: infatti, già scrivendo le tesi congressuali, avevamo voluto focalizzare l’attenzione sul rapporto fra crisi sociale, crisi economica e crisi ambientale, evidenziando come queste tre crisi fossero fra loro collegate e quanto vano sarebbe ogni tentativo di provare a risolverne una senza pensare alle altre due. Risultava quindi necessario, come un’implacabile emergenza, mettere in relazione i mondi che da sempre si battono per risolvere queste annose crisi.

Ne è nata una bella e ampia discussione, che ha catalizzato l’attenzione dei molti soci che erano accorsi e che sono rimasti attenti nell’ascolto fino a sera. Legambiente aveva offerto il suo congresso per lanciare idee, proposte, nuovi legami. E ci possiamo dunque dire soddisfatti, visto l’altro numero di presenze esterne di coloro che ci hanno fatto il piacere di partecipare e intervenire.

Riuscire a riassumere tutti gli interventi è impresa improba: mi limito a sottolineare come da molti sia stato toccato l’aspetto della sostenibilità, del cibo, delle nuove economie, della difesa dell’ambiente come difesa della salute dei cittadini e – ovviamente – quello del trasporto pubblico. È chiaro a molti che il trasporto pubblico stia subendo un duro attacco: ma nel frattempo gran parte della società, su questo come su altri temi, sembra aver introiettato quel cambiamento che la politica stenta ad avere, cercando, se possibile, di abbandonare sempre più gli spostamenti su auto privata, privilegiando altre soluzioni.

Ed è proprio da qui che vogliamo partire: da una società all’avanguardia, da quelle realtà innovative che si sono costruite da sole, da tutti coloro che non si sono arresi di fronte alla miopia di una certa politica. Avanti, che c’è molto da costruire.

Sabato 7 è stata inoltre votata all’unanimità dei soci presenti la mozione che indirizza il lavoro dell’associazione nei prossimi anni. Ecco il testo.

In particolare sottolinea che

1) Le città sono il crocevia di quasi tutti gli elementi di crisi ambientale: il consumo di suolo, la cattiva urbanistica e la cementificazione, la crescita della mobilità basata sull’uso dell’auto privata a scapito d’altre modalità di spostamento, il conseguente inquinamento atmosferico urbano e le emissioni climalteranti rappresentano la coazione a ripetere a livello locale del modello economico basato sui dogmi della crescita illimitata ma, allo stesso tempo e grazie a una  maggiore consapevolezza sociale, sono proprio le città stesse a candidarsi come il terreno delle opportunità di cambiamento verso la sostenibilità.

2) La Politica padovana da decenni, salve rare eccezioni, adotta politiche urbane ambientalmente insostenibili, senza rilevanti differenze tra i vari noti schieramenti. Amministrazione dopo amministrazione ha aggravato la crisi urbana nei suoi diversi aspetti. Parallelamente però aumentano in città associazioni, gruppi, famiglie e singoli che praticano stili di vita ambientalmente sostenibili e forme di economia solidale circolare.

3) Le diverse Amministrazioni cittadine, negli ultimi decenni, hanno sistematicamente rifiutato di avviare reali percorsi di partecipazione e di codecisonalità con questo ricco corpo sociale.

Alla luce di quanto sopra l’VIII congresso di Legambiente Padova impegna i nuovi gruppi dirigenti e tutta l’Associazione a:

A) Assumere ancor più il tema dei nuovi stili di vita e dell’economia circolare e di quella della condivisione, spesso definita sharing economy, come elemento di cambiamento dal basso, diventandone se possibile soggetto catalizzatore.

B) Lavorare per creare un contesto di riflessione ed elaborazione su scala metropolitana, comune a più soggetti, che possa confrontarsi e incidere a tutto campo con le politiche delle amministrazioni. Contesti di confronto ed elaborazione, non saltuari e continuativi nel tempo, e reti di lavoro e mobilitazione che propongano una soluzione ai problemi più gravi ed impellenti della nostra città.

Come, a titolo di esempio, quello di costituire una nuova visione e prassi urbanistica che fermi il consumo di suolo e le opere inutili e dannose, avviando una reale rigenerazione urbana basata sulla riqualificazione energetica, sulla sostenibilità ambientale e sulla salvaguardia delle aree verdi che sia capace anche di recuperare socio-ambientalmente il patrimonio militare dimesso, il tutto contestualmente al rilancio del patrimonio artistico culturale della città di Padova per il quale il gruppo Salvalarte lavora già oggi quotidianamente. O ancora: costruire una rete d’azione sull’annoso problema dell’insostenibilità della mobilità su scala metropolitana.

C) Vigilare, assieme ai volontari, sulla realizzazione di nuove grandi opere (tra cui ad es. il nuovo ospedale e le grandi opere di messa in sicurezza del territorio), affinché tali operazioni non si trasformino in sottrazione di ricchezza di territorio e ambiente ai danni della collettività cittadina.

Andrea Ragona, Presidente Legambiente Padova

One Response to “La città cambia anche senza Politica”

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