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san_francesco_urban_kitSi moltiplicano segnali di rinascita attorno a via San Francesco, in queste settimane interessata, tra l’altro, dalle celebrazioni dell’Ottobre francescano: molti incontri tra cui quelli dedicati al commento di Laudato si’, l’enciclica di papa Francesco sulla cura della casa comune.

Agli occhi dei più la “via dei portici alti” sembra essere solo un corridoio di passaggio dove sfrecciano veloci decine e decine di biciclette al giorno e dove si affacciano antichi palazzi desolatamente chiusi e disabitati; in realtà via San Francesco è un luogo ricco di storia e di storie, traboccante di tesori di spiritualità, di arte e di bellezza, molto importante per Padova nel corso dei secoli.

Forse la storia più importante è quella che ha dato il nome alla via.

All’inizio del Quattrocento grazie alla generosa iniziativa di una coppia di ricchi padovani, Baldo Bonafari e Sibilia di Cetto, proprio in via San Francesco sorse il vasto complesso francescano che comprendeva l’ospedale, la chiesa e il convento di San Francesco, destinato a diventare negli anni il fulcro intorno a cui gravitavano attività e servizi mirati alla cura del corpo e dello spirito, alla preghiera e alla solidarietà verso i più deboli (bisognosi, ammalati). Ora alcuni di questi luoghi schiudono le porte, rivelando la loro straordinaria ricchezza e offrendo spazi accoglienti, suggestioni valide per il presente, nonché opportunità di aggregazione e di approfondimento culturale.

Chi passa in questi giorni accanto alla chiesa di San Francesco, nota un fatto insolito: un ordito di lana variopinta dalle tinte vivaci riveste le colonne del porticato davanti al convento. Chi si addentra nel chiostro, può ammirare un allestimento analogo riproposto sul colonnato e sugli alberi al suo interno. Questi colorati arredi urbani che rallegrano gli spazi parrocchiali della chiesa di San Francesco sono opera di volontarie che, guidate da Annabella Guardalben, hanno raccolto e assemblato pezze di di lana e vecchi centrini, regalando una nuova vita a oggetti di scarto e dando vita alla prima edizione di Urban Knitting a Padova. È possibile accedere al chiostro fino al 31 dicembre nei giorni di venerdì, sabato e domenica, dalle 16.30 alle 18.30. Per ulteriori informazioni si veda qui.

Quasi negli stessi orari è possibile visitare altri due ambienti lì vicino, un tempo parti integranti della “cittadella francescana”: è gratuito l’ingresso alla stupenda sala della Scuola della Carità, di fronte alla chiesa di San Francesco, aperta grazie ai volontari di Salvalarte e del CTG; è a pagamento la visita presso l’innovativo Museo della Medicina MUSME, allestito negli edifici che costituivano, secoli fa, l’antico ospedale di San Francesco. Entrambi i luoghi con linguaggi diversi (affresco, architettura, supporto multimediale, ..) raccontano la storia emblematica del complesso francescano.

Anche l’Ottobre francescano, grazie alle sue molteplici iniziative, regala vivacità a via San Francesco. Molti gli eventi in programma (vedi il bollettino parrocchiale), tra cui gli incontri culturali presso la Scuola della Carità dedicati al commento di Laudato si’, la nuova enciclica di papa Francesco sulla cura della casa comune, e i concerti del 24 ottobre, in occasione dell’anniversario della dedicazione della chiesa di San Francesco, e del 29 ottobre, a conclusione dell’ottobre francescano. Eventi nel segno della memoria e della bellezza, da vivere, da condividere e da riproporre.

A cura di Silvia Rampazzo, redazione ecopolis e volontaria Salvalarte

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