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Negli ultimi anni il servizio di trasporto ferroviario per Pendolari è andato peggiorando per la riduzione e l’incertezza delle risorse, che ha portato ad avere treni sempre più affollati, in ritardo e con le solite vecchie carrozze. Per chi si muove in treno ogni giorno la situazione è spesso disperata, con autentici drammi giornalieri che si vivono sulle linee venete. La Padova – Venezia, infatti, rientra tra le dieci peggiori linee a livello nazionale, ma non dobbiamo dimenticarci della vergognosa situazione in cui sono costretti a viaggiare i pendolari sulle tratte Verona-Rovigo, o Venezia-Portogruaro. La nostra mobilitazione a fianco dei pendolari punta a cambiare questo stato di cose, Governo e Regione devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro.

 Legambiente Veneto anticipa una parte dei dati contenuti nel rapporto Pendolaria che sarà presentato il 18 dicembre. Nel triennio 2010-2012 la media delle risorse stanziate è diminuita del 22% rispetto al 2007-2009. Il 2009 è stato, infatti, l’ultimo anno in cui sono state destinati fondi sufficienti a garantire un servizio decoroso. Anche il Governo Monti non ha fornito certezze per il futuro del trasporto pendolare in Italia. Per il prossimo anno i fondi per il trasporto pendolare sono destinati ancora a ridursi. La diretta conseguenza di questa situazione sono tagli ai servizi, aumento del prezzo dei biglietti, stop agli investimenti per l’acquisto dei treni.

 Nel 2011 i tagli ai servizi in Veneto sono stati del 3,35% mentre il prezzo del biglietto è cresciuto in media del 15%. Nel 2012, invece, non ci sono stati né aumenti, né tagli: Peggio di così non si potrebbe fare. A ciò si aggiunge il fatto che il tanto declamato Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale, dato per pronto ad entrare in funzione dall’Assessore Regionale alle Politiche della Mobilità Renato Chisso, dopo 12 anni dalla posa della prima pietra, non è stato contemplato nell’ultimo orario ferroviario regionale. È una chimera sventolata in faccia ai pendolari da vent’anni. .

 L’Assessore Chisso, infatti, in un comunicato stampa del 29 marzo scorso, annunciava  “Per dicembre 2012 o al massimo entro i primi mesi del 2013 i treni dell’SFMR entreranno in funzione”, dichiarando la fase uno di realizzazione completata al 90%. Ma il nuovo servizio non compare nell’ultimo orario ferroviario regionale. Dovremo attendere giugno 2013 per vedere se, finalmente, i nuovi treni entreranno in funzione. E solo allora capiremo se, effettivamente, l’SMFR fornirà corse aggiuntive e aiuterà a  liberare le vecchie carrozze congestionate o se i nuovi treni andranno solamente a sostituire i vecchi convogli, che costringono oggi i pendolari veneti a viaggiare in condizioni pietose. Se l’SMFR entrasse davvero in funzione, l’Assessore non potrà certo aspettarsi applausi: piuttosto un sospiro dei sollievo, dopo vent’anni di attesa e di continui tagli, ritardi, disservizi e investimenti esclusivamente a favore del trasporto privato su gomma, con realizzazione di strade e autostrade inutili e dannose per il territorio, una impermeabilizzazione del suolo veneto con effetti devastanti sull’equilibrio idrogeologico sotto gli occhi di tutti.

 Legambiente Veneto

One Response to “Trasporto pubblico, riparte Pendolaria”

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