Come ti stravolgo il lavoro nel trasporto pubblico

autista-dautobus-al-lavoroVorremmo evidenziare alcune criticità relative all’operazione di fusione tra APS e Busitalia che ci sembra siano state sottovalutate da chi ha deciso di approvare senza alcun rimpianto questa operazione e che crediamo siano invece decisive per valutare la positività o meno di tutta l’operazione rispetto alla città e a quale servizio di Trasporto Pubblico Locale serve.

La Regione continua nella politica di taglio dei finanziamenti per il Trasporto Pubblico Locale (da ora TPL) veneto, come dimostrano chiaramente le riduzioni di questi ultimi anni. Quindi l’equilibrio di bilancio dipenderà sempre più dalla capacità delle aziende di coniugare l’erogazione di questi fondi a minori spese e a maggiori ricavi dai biglietti e da un maggior numero di passeggeri trasportati.

Busitalia, alla luce di queste prospettive, ha chiaramente fatto capire che il trasporto padovano subirà una rivoluzione sostanziale sia sul piano dell’utenza che su quello del lavoro. Infatti le prime iniziative di modifica delle linee, degli orari estivi, la chiusura unilaterale di reparti, vanno proprio nella direzione di modifiche sostanziali di quello che era il TPL a Padova, e sicuramente non fanno ben sperare sul futuro di questa azienda. Soprattutto se si considera la volontà riportata nel piano industriale presentato al Comune di tagliare almeno 1.400.000 km tra Padova e provincia comprendendo anche il trasporto suburbano.

Che la volontà di tagliare i Km messi al servizio della città sia reale, risulta evidente dagli orari applicati con l’apertura delle scuole, orari e linee modificate che oltre a creare enormi disagi all’utenza hanno di fatto modificato quelli che erano gli orari di lavoro degli autisti.

Dal momento della fusione ad oggi è aperto un tavolo di contrattazione tra Azienda e Organizzazioni Sindacali che dovrebbe “armonizzare” il passaggio dei lavoratori di APS a Busitalia; dovrebbe in sostanza garantire a questi lavoratori lo stesso importo economico percepito fino ad oggi, e definire le nuove modalità lavorative.

Al di là della componente economica quello che più preoccupa i lavoratori sono le nuove modalità lavorative. Si parla infatti di passare da orari di lavoro continuativi di guida vicini alle 6,40 ore ai turni “cosiddetti spezzati” che, pur mantenendo l’orario effettivo di guida di 6,40 ore giornaliere, lo vede svolto in un arco più ampio di ore, spesso vicino alle 10,30 ore di presenza in azienda.

In sostanza Busitalia ha intenzione di portare i turni spezzati dagli attuali 45 a circa 120 nell’arco di un anno. Se si considera che le giornate lavorative sono circa 220 arriviamo ad impegnare i lavoratori per oltre la metà dell’anno con orari che li vedono per la maggior parte della giornata presenti in azienda, stravolgendo così tempo libero e vita familiare in essere fino ad oggi.

Questo tipo di orari consentirebbe a Busitalia di far circolare il massimo dei mezzi possibile nelle ore di punta e invece di ridurre il numero dei mezzi in circolazione nelle ore di morbida.

Inoltre consentirebbe di servire al meglio quelle che sono considerate le tratte più frequentate, trascurando ovviamente le tratte meno interessanti dal punto di vista della quantità dei passeggeri.

Se il tavolo non sarà in grado di raggiungere un accordo entro novembre, Busitalia potrà tranquillamente applicare il proprio contratto integrativo che ovviamente è peggiorativo rispetto all’attuale.

Noi a questi giochetti non ci stiamo, come abbiamo sempre fatto porteremo al tavolo le nostre proposte, dopo esserci confrontati con i lavoratori, dopo aver chiarito bene a tutti la situazione aziendale, il piano d’impresa previsto, le prospettive future, il ruolo che deve secondo noi esercitare il Comune, sia pure come socio di minoranza.

Un trasporto pubblico così strutturato non garantisce assolutamente una mobilità sostenibile all’interno della nostra città, ma va piuttosto nella direzione di smantellare il TPL.

Questa trattativa, che riguarda il futuro di centinaia di lavoratori, non può svolgersi in modo carbonaro, nel silenzio delle stanze dei bottoni; ma deve vedere coinvolti tutti, per poter essere patrimonio di tutti, per poter garantire un futuro al TPL a Padova, un futuro dignitoso per i lavoratori, per uscire da una situazione che vede la città ostaggio di scelte spesso incongruenti, ed in alcuni casi, totalmente errate.

Stefano Pieretti, ADL Cobas

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