Ozono estate, Padova mai così inquinata

144287_71788_resize_597_334La stagione estiva è appena terminata e per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico da ozono, l’inquinante estivo per eccellenza, è da dimenticare.

Infatti il valore per la protezione della salute umana dall’ozono è stato superato così tante volte che il 2015 risulta ben peggiore del 2014 e del 2013. Per legge non ci possono essere più di 25 giorni all’anno di superamentodellimite per la protezione della salute umana. Nel 2015 ne registriamo più del doppio: 53. Nel 2014 erano stati 31, nel 2013 furono 41.

A preoccupare anche il numero di giorni di superamenti della soglia di attenzione: si è passati da una situazione contenuta nel 2013 con 2 superamenti, ai 17 del 2014 e addirittura i 26 di quest’anno (Fonte Arpav– Elaborazione Legambiente, dati aggiornati al 17 settembre 2015).

In termini di effetti acuti, esposizioni a breve termine a concentrazioni elevate di ozono di 120 μg/m3 per 8 ore (limite di per la protezione della salute umana) o dai 180 μg/m3 in su per un’ora (soglia d’attenzione) provocano una compromissione della funzionalità polmonare che si traduce nella comparsa di sintomi respiratori (tosse, senso di irritazione in gola), nella comparsa o nell’aggravamento della sintomatologia asmatica nei soggetti suscettibili.

Per quanto riguarda invece gli effetti cronici, esposizioni a lungo termine a concentrazioni elevate causano alterazioni anatomiche dell’epitelio e dell’interstizio polmonare, fino a portane nel tempo alla fibrosi del tessuto polmonare stesso.

Dall’inizio dell’anno ad oggi, se si considerano i 53 giorni di sforamento del limite per la protezione umana dall’ozono, e i 43 giorni di sforamenti del limite giornaliero del Pm10 – polveri sottili (avvenuti in inverno e che ora puntualmente riprenderanno) totalizziamo 96 giorni di aria inquinata su 200. In pratica 1 giorno su 2.

Ozono d’estate e Pm10 negli altri mesi ripropongono con forza, alla città ed all’Amministrazione, quello dello smog come grande problema ambientale e sanitario.

Gli interventi per diminuire il volume del traffico, fonte primaria dello smog, appaiono ancora ampiamente insufficienti. A Padova bisognerebbe diminuire di almeno un quarto i circa seicentomila spostamenti giornalieri di persone e merci su auto e furgoni.

In questo quadro di emergenza sanitaria dovuta allo smog ci preoccupa questa riorganizzazione delle linee che è nei fatti un taglio al trasporto pubblico urbano ed il prospettato prossimo aumento del biglietto.

Serve dunque un cambio di passo. Per questo stiamo raccogliendo le firme (firma qui on line) per chiedere che rilanciare il servizio si possono e si debbono utilizzare i soldi delle multe degli autovelox in tangenziale (leggi qua l’articolo).

Invece sul fronte del contenimento dell’inquinamento atmosferico assistiamo al riproporre politiche comunali (come il blocco di poche ore giornaliere delle no kat, euro 0 , 1 e 2 diesel, e euro 0 e 1 a benzina, che sono scarsamente efficaci.

Lucio Passi, Portavoce Legambiente Padova

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