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fioritura colzaTerranegra (e Camin) questi sconosciuti, eppure al “centro del mondo”.

Questa è stata la sensazione in redazione di ecopolis man mano che componevamo il numero di oggi e ci accorgevamo che tra segnalazioni, cronaca e manifestazioni previste, tantissimo ruotava attorno a questo pezzo del nostro territorio, un luogo di passaggio fra città e campagna (e ZIP), da confini un può slabbrati, e dove il consumo di suolo – crescente ed invasivo – la fa da padrone. Con in mezzo un fiume, un canale ed un’isola.

Così abbiamo deciso di dedicare a Terrenegra un numero monografico. E’ il rione dove da 3 mesi cresce la protesta – 500 le persone sabato alla manifestazione – contro il mega traliccio Birikino (leggi qui), migliaia le firme raccolte, tanto che Bitonci a sorpresa ha annunciato che offrirà un terreno gratis per spostarla (magari in ZIP?).

Ma è anche la zona dove domenica si concentrano due manifestazioni eco-pacifiste e di cittadinanza attiva: la prima è Puliamo il mondo al Roncajette (trovate la descrizione in questo articolo). Un parco sicuramente poco conosciuto e frequentato, il più grande in città, nato grazie alla mobilitazione degli ambientalisti e residenti di Camin a metà anni ’80. Allora il PRG voleva interrare il fiume; dopo le proteste fu “solo” tagliato un antico meandro per costruire uno scalo ferroviario che poteva trovare dislocazione in qualsiasi altro luogo nella nostra regione. E nacque il parco. Domenica lo puliremo.

La seconda è quella a fianco della nuova passerella che scavalca il San Gregorio: serve a sollecitare la richiesta di intitolarla al Mahatma Gandhi (leggi qui l’articolo).

Andando verso Camin, in piena ZIP, sopravvivono alcuni brani importanti di terreno non edificato. E’ qui che da 10 anni agisce il Presidio Il Portico di Wigwam; irriducibili e coraggiosi ortolani (alias famiglie della zona) che oltre ad una “comunity green” hanno anche dato vita ad un orto antico, per recuperare semi e biodiversità altrimenti perduta (leggete qua l’articolo).

Una dimostrazione dal basso che la ZIP non deve essere per forza insostenibile dal punto di vista ecologico. Bellezza, verde, orti, alberature, innovazione tecnologica per riciclo acque, cura, mobilità non inquinante … sono elementi di qualità che non possiamo espellere semplicisticamente da una zona industriale come se fossimo ancora negli anni ’50. Ne va dell’attrattività e della qualità della vita di migliaia di lavoratori che quotidianamente la frequentano. Nei primi anni 2000 furono fatte ricerche e proposte universitarie in tal senso, ma sembra che se ne siano perse le tracce.

Ma a Terranegra c’è una cosa che più di altre ci preoccupa: è l’assalto cementizio a quanto rimane del cuneo verde della città a stella progettata da Piccinato.

Aldilà della perequazione ambientale introdotta da Riccoboni e Mariani sull’Isola (che vogliamo sperare rimarrà un sfregio solo sulla carta visto che anche il più impavido dei costruttori eviterà di andare a costruire fra 2 fiumi in terreno sabbioso) è la perequazione integrata Margherita (dal nome bucolico del consorzio di costruttori), quasi 42.000 nuovi mc di edificato, a indignarci. Perché quello spazio di campagna lungo via Bordignon, la strada che da via Filiasi raggiunge via Boccaccio, è ciò che intendiamo come un esempio di campagna in città che vorremmo fosse conservata e sottratta all’urbanizzazione, integrandola in un progetto di parco Agro Paesaggistico.

Invece assistiamo ancora una volta alla frantumazione di un ampio spazio libero, che si era conservato fino ad oggi pressoché integro. Mentre le aree che saranno cedute al comune saranno spezzettate, dovendosi adeguare al disegno dell’insediamento residenziale (leggi l’articolo di 2 anni fa).

E allora, per coltivare una sguardo obliquo sulla realtà, seguiamo il fiume fino a Roncajette (inteso come borgo di Ponte San Nicolò). Lì troveremo il Festival della Lentezza (Leggi qui).

Andrea Nicolello-Rossi, direttore ecopolis

ps: non è che in città non accada null’altro. Una segnalazione in particolare ci sta a cuore: il Bio pride di domenica 4 ottore alle 11 in piazza delle Erbe. Una allegra parata per dire che Padova vuole il ritorno del Biologico in piassa, come da 27 annni a questa parte!

3 Responses to “Terranegra … e capisci il mondo!”

  1. Gianluca ha detto:

    Tutto molto interessante, ma prima di occuparvi di consumo di suolo, tralicci di antenne o parchi da pulire, perchè non vi occupate del ben più grave problema dei veleni (polveri sottili e sottilissime, diossine, metalli pesanti) prodotti dall’inceneritore a San Lazzaro che inquinano l’aria e i terreni di Padova, in particolare quelli di Camin e Terranegra? Il parco di Roncajette si trova a poche centinaia di metri dall’inceneritore, portereste i vostri figli a giocare su quel terreno impregnato di diossina e metalli pesanti?

    • ecopolis ha detto:

      ok, è vero, NON abbiamo MAI chiesto in questi ultimi 12 anni la chiusura della prima linea obsoleta di San Lazzaro nè il dimensionamento della terza affinchè non fagocitasse la raccolta differenziata …. (da cui la chiusura anche della seconda).
      O forse è distratto chi ci legge.
      Certamente è vero che su questa battaglia dell’inceneritore abbiamo perso.

      ps: l’urbanistica (e conseguente consumo di suolo) è la madre di tutte le soluzioni (o di tutti i problemi) perchè è buona o cattiva pianificazione del territorio. Meglio occuparsene.

      pss: ci saremmo aspettati che qualcuno si lamentasse che non abbiamo denunciato con forza lo stato del Fossetta e di come le sue acque inquinino il Roncajette
      [Il canale Fossetta scola le proprie acque nel Roncajette dopo aver raccolto le acque reflue provenienti dai quartieri a Nord-Ovest di Padova, non serviti da un depuratore e dai quartieri a nord di Padova (Arcella e San Carlo). Di fatto il Fossetta passa a fianco del parco (se ne sente l’odore!). In generale la rete fognaria che fa capo al canale Fossetta è decisamente insufficiente a far fronte ad eventi di pioggia intensa].
      Verissimo, nostro limite, Legambiente è una associazione, mica un ministero, ci si occupa delle problematiche (tendenti all’infinito) anche (o soprattutto) in base alle competenze di chi la frequenta: militanti e volontari.
      Vi aspettiamo, così apriamo capitoli nuovi.

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