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 A Padova arriva la pista da sci: come non entusiasmarsi? Si potrebbe obiettare che, con le montagne innevate a un’ora di viaggio, costruirle proprio qui forse sia uno spreco di denaro e di energia, dato che la neve sarà probabilmente sparata con gli appositi cannoni. Ma in fondo anche le auto per andare in montagna consumano energia, e allora tutti in pista.

 Però, com’è possibile che gli unici spazi che la nostra amministrazione considera disponibili, e non per forza idonei, per questo genere di eventi, siano quelli dentro o intorno alle mura, come il Bastione Santa Croce, la Golena S. Massimo, i Navigli al Portello e ora il Parco delle Mura? Tutte idee, notare bene, dello stesso promotore, imprenditore capace, ma di certo mosso da interessi diversi da quelli culturali.

 Ci si chiede perché non sia mai possibile discutere di queste iniziative, con un così forte e prolungato impatto su di un monumento fragile e bisognoso di idee serie per una vera valorizzazione, prima che siano messe in atto. Specie se decise, senza che la cittadinanza ne sappia nulla fino a cose quasi fatte, da un imprenditore della ristorazione e da un ingenuo assessore con il solo pannicello caldo della richiesta alla Soprintendenza, le cui prescrizioni sono poi destinate ad essere ignorate o aggirate, come è successo in passato per la Golena.

 Passi anche la pista di fondo, compatibile e perfino utile per far vedere le mura a chi non le ha mai notate, anche se la lunghezza di soli trecento metri non consente una panoramica molto vasta. Ma che dire delle piste di discesa stile lunapark, o dei chioschi e bar attorno ad essa? Chissà se qualcuno le vedrebbe ancora le mura dietro la fila continua di strutture, alte anche sedici metri, che mostra il prospetto pubblicato sui giornali. Rendere visibili le mura era davvero il risultato che ci si prefiggeva, e che si è ottenuto con diverse iniziative, delle quali questa del parco sciistico non è che un seguito?

 Per favore, non ci prendete in giro: iniziative del genere non servono affatto a valorizzare le mura. Dimostrano, al contrario, grande ignoranza o assoluto disinteresse nei loro confronti, e una totale incapacità di progettare per esse un serio futuro. Non si differenziano in nulla dall’atteggiamento ottocentesco, tanto esecrato a parole, secondo cui le mura sono “spazio libero“, su cui fare quel che viene in mente o pare utile al momento, come un fondale davanti al quale mettere qualcos’altro. In sostanza, delle mura pare non importare nulla, basta che ci si faccia qualcosa: oggi come con le precedenti amministrazioni.

 Sia chiaro, il parco sciistico di per sé non è una cattiva idea, ma, disponendo Padova di diversi luoghi adatti allo scopo, soprattutto nelle aree più bisognose di vera riqualificazione, non è necessario scomodare le mura, capaci da sole di attrarre interesse. Né si vede il bisogno di circondarle di baracconi, quando è possibile ospitare al loro interno attività che le rispettino e davvero le valorizzino, come ha dimostrato qualche recente iniziativa, del Comitato Mura e di altri, pure appoggiata o promossa dall’amministrazione.

Basterebbe un dialogo aperto per evitare queste situazioni e giungere a delle scelte maggiormente condivise dalla cittadinanza.

 Ugo Fadini. A cura della Redazione di Ecopolis

One Response to “Piste da sci in centro a Padova: l’ennesimo spreco”

  1. Gianni Sbrogiò ha detto:

    Vi mando per ulteriori approfondimenti su queste assurde e pessime idee che, a quanto sembre, gli amministratori lanciano non tenendo conto dei “danni collaterali
    Ciao
    Gianni
    http://www.arezzonotizie.it/arezzo-in-linea/notizie-dai-lettori/item/89771-pista-di-ghiaccio-al-giotto-parola-ad-un-lettore

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