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area_romagnoli_caserma_perequazione_padovaNel Comune di Padova c’è una forte concentrazione di aree militari oramai dismesse tra cui spicca l’area dell’ex caserma Romagnoli a Chiesanuova (confinante col parco Brentelle) che ricopre una superficie di 150.000 metri quadri e ha al suo interno edifici abbandonati per un totale di circa 120.000 metri cubi.

Come già avvenuto nei mesi scorsi per Palazzo Rinaldi e la caserma Barzon, il Comune sta elaborando una variante alla destinazione urbanistica dell’area, finalizzata alla vendita dell’immobile da parte dello Stato, su cui poi l’amministrazione comunale potrà ottenere una percentuale dell’incasso.

Questa operazione può essere una mera speculazione pubblica su terreni dismessi, o può rappresentare un’importante occasione di rigenerazione urbana.

Un elemento positivo è senz’altro il dimezzamento della cubatura esistente annunciato dal Sindaco Bitonci e che dovrà ora essere tradotto nella stesura della variante. Ma basta alzare lo sguardo al di là degli edifici fatiscenti e densi che compongono l’ex caserma, per accorgersi come a sud si estendano terreni agricoli di cui non si può non tener conto nell’elaborazione della variante.

Su buona parte di questi terreni infatti c’è la previsione di nuova ed inutile edilizia residenziale realizzabile attraverso il meccanismo della perequazione (vedi qui la mappa). Chiediamo quindi al Comune che non si limiti a rivedere la destinazione urbanistica della sola Romagnoli ma che estenda la variante anche alle aree in perequazione a sud, per tutelare un territorio di agricoltura urbana inserito peraltro in un contesto di fragilità idraulica.

La diminuzione ipotizzata di 65.000 metri cubi che deriverebbe dal dimezzamento delle cubature dell’ex caserma, sarebbe vanificata se venissero realizzate a poca distanza le previsioni delle aree in perequazione con i loro potenziali 100.000 metri cubi di nuova edilizia residenziale.

Per questo Legambiente, assieme ad altre 11 associazioni cittadine, sta raccogliendo le forme sulla petizione “Dalla Caserma al Parco” che invita l’amministrazione a cancellare le cubature previste nei terreni agricoli e a costituire invece in quest’area il fulcro del progetto di Parco agro-paesaggistico metropolitano. Firma anche tu, clicca qui.

Preoccupa nel frattempo notare che nella bozza della variante al Piano degli Interventi sulle politiche abitative, anch’essa in corso di definizione da parte del Comune di Padova, non c’è alcun accenno alla diminuzione dell’abnorme e ingiustificata previsione di nuova edilizia residenziale, prevista dalle precedenti amministrazioni e che il sindaco Bitonci in campagna elettorale si era impegnato a rivedere (per approfondimenti, leggi qui l’articolo “Urbanistica senza pudore”)

Preoccupa soprattutto perché proprio in questi mesi la città di Padova è stata classificata tra le peggiori città italiane per quanto riguardasia la cementificazione del territorio (fonte Ispra 2015, leggi qui il comunicato “Padova tra le 5 città italiane più cementificate”) sia l’inquinamento atmosferico (fonte Agenzie Regionali protezione ambientale, leggi qui).

Serve dunque un deciso cambio di rotta nel governo del territorio, e la variante sul futuro dell’ex caserma Romagnoli, allargandosi anche alle aree agricole adiacenti, può e deve rappresentare un segnale importante in questo senso.

Sandro Ginestri, Legambiente Padova

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