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no orte mestre romea commercialeL’autostrada Orte-Mestre, detta anche Romea Commerciale, è una delle opere in assoluto più grandi, più costose e più impattanti di tutte quelle previste nella Legge Obiettivo.

Il tracciato ricalca in parte la E-45 nel tratto Ravenna-Cesena-Orte, ma con varianti molto impattanti nel tratto Appenninico. Da Ravenna a Mestre sarà̀ (sarebbe) un’autostrada tutta nuova parallela all’attuale Romea. L’innesto più̀ probabile è quello sul Passante in località̀ Roncoduro, dopo aver sventrato la Riviera del Brenta tra Mira e Dolo. Tra le zone di grande pregio ambientale e paesaggistico impattate ci sono: Laguna di Venezia, Riviera del Brenta, Valli di Comacchio, Parco del Delta del Po, Valli del Mezzano, Parco delle Foreste Casentinesi, valle del Tevere (vedi i dettagli sull’ultimo numero di Azzeriamole).

Ed era quasi fatta, mancava davvero poco. Dopo anni di attesa e di intoppi, con l’approvazione del decreto Sblocca Italia e il successivo via libera del CIPE, a metà novembre dell’anno scorso il progetto della Orte-Mestre era finalmente pronto sulla rampa di lancio.

Comitati e organizzazioni della rete nazionale Stop Orte-Mestre (leggi i dettagli qui) erano già̀ sul piede di guerra, pronti a presentare una pioggia di ricorsi al TAR.

Ma dopo le inchieste su MOSE, EXPO e mafia capitale, a metà marzo arriva un’altra tegola sulla testa delle lobby del cemento e sul Governo: la Procura di Firenze, impegnata nelle indagini sulla TAV, finisce per scoperchiare una delle pentole più grosse, quella del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti.

Tra gli arrestati figura anche Ercole Incalza, uno dei dirigenti più potenti dell’intera struttura del Ministero, incaricato dal Governo Berlusconi nel 2001 e poi sempre riconfermato fino al 2014.

Incalza era l’uomo chiave per sbloccare le istruttorie delle “grandi opere”, compresa la Orte-Mestre, che infatti finisce al centro dell’inchiesta. Emblematica l’intercettazione telefonica tra Incalza e il promotore della nuova autostrada Vito Bonsignore: si parla di un emendamento utile a far avanzare il progetto; con molta probabilità̀quella stessa norma inserita poi nello “Sblocca Italia” del governo Renzi che ha permesso di aggirare il parere negativo della Corte dei Conti sul “regalo” di 2 miliardi di euro in sconti fiscali al vincitore della gara per i lavori e per la concessione. Nello scandalo viene coinvolto indirettamente anche il ministro Maurizio Lupi, che di lì a poco si dimette.

Ad aprile prende il suo posto Graziano Delrio che, di fronte alla gragnola di colpi che arriva dalle Procure di mezza Italia, si vede “costretto” a metterci una pezza: nel DEF 2015-2017, il documento di programmazione economica nel quale vengono indicate le opere strategiche da finanziare, il neo Ministro Delrio conferma quelle già̀ avviate (le linee TAV, l’autostrada pedemontana lombarda e pedemontana veneta…) ma decide di togliere quelle più sospette e non ancora partite: tra queste la Orte-Mestre.

Grande soddisfazione viene espressa da tutti i comitati e le associazioni che da anni si battono contro questo “mostro”, rivendicando giustamente il merito di aver denunciato fin da subito i veri interessi, oltre che gli impatti, che ci stanno dietro. La prudenza è però d’obbligo: la cancellazione dal DEF ferma l’iter di approvazione del progetto; ma l’opera rimane ancora inserita nella lista delle “infrastrutture strategiche” della Legge Obiettivo, pronta per essere ripescata in momenti più “favorevoli”.

Le preoccupazioni trovano giustificazione quando, pochi giorni dopo, in Parlamento vengono respinte due mozioni del Movimento 5 Stelle e di SEL, con le quali si chiedeva lo stralcio definitivo della nuova autostrada; votano contro la maggioranza di Governo, Pd in testa, insieme a Forza Italia e Lega Nord.

La battaglia sarà ancora molto lunga, e noi intanto, come cittadini organizzati, restiamo vigili e attivi.

Comitato Opzione Zero Riviera del Brenta

3 Responses to “Nuova autostrada Orte Mestre ferma al palo”

  1. sen. gianpiero dalla zuanna ha detto:

    Carissimi, mi sono battuto assieme ad altri parlamentari PD (come Laura Puppato) contro la Orte-Mestre. Dall’articolo sembra che il governo sia stato costretto a bloccarla. In realtà Del Rio è contrario, e una mozione PD alla Camera parla di messa in sicurezza della Romea sul tracciato esistente (ora da terzo mondo) e di adeguamento dell’attuale percorso Cesena-Orte a standard di sicurezza più adeguati. Capisco che è di moda rappresentare il PD come bieco cementificatore e nemico del green, capisco che al nostro interno ci sono posizioni diverse, capisco anche che comitati, 5stelle e SEL rivendichino le loro battaglie (che non mi sogno certo di disconoscere, e spesso condivido). Tuttavia, credo sia opportuno per una grande associazione come Lega Ambiente dare un’adeguata rappresentazione dei fatti, specialmente quando sono frutto di una battaglia in larga parte comune: con Del Rio al Governo e grazie anche alla pressione di parlamentari PD veneti la Orte-Mestre è stata derubricata da nuova autostrada a strada da rendere più sicura ed efficiente.

    • ecopolis ha detto:

      grazie sen. Dalla Zuanna delle preziose – ed opportune – precisazioni.

      Come Legambiente ci auguriamo che la mozione del PD sulla messa in sicurezza diventi ufficialmente la posizione del Governo. Credo che una azione corale a livello politico che coinvolga i parlamentari firmatari (ed il gruppo) e i nostri rappresentanti nazionali verso il Ministro Graziano Delrio possa essere opportuna ed efficace.
      Una precisazione: di “ecopolis newsletter” Legambiente Padova è il promotore ed editore (se così vogliamo dire); ma il blog è uno spazio aperto ai contributi di associazioni, comitati, cittadini attivi. Ognuno firma e se ne assume le responsabilità. Ovviamente pubblichiamo o sollecitiamo a scrivere chi ha assunto lo sviluppo sostenibile come proprio orizzonte politico/culturale. Ma aldilà di questa “ospitalità”, può succedere che toni, dettagli ed approcci non sempre Legambiente li condivida al 100%.

      cordialità, andrea nicolello, direttore ecopolis

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