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romagnoli_rossatoA distanza di 2 settimane torniamo ad occuparci del futuro dell’area ex caserma Romagnoli; entrando nel merito con una proposta progettuale elaborata da due giovani architetti, Rossato e Pescarolo.

Ricorderete che Legambiente, con altre 12 associazioni, ha lanciato una raccolta di firme (sottoscrivi qui on line) per chiedere al Sindaco che la variante urbanistica che interesserà quest’area (una superficie di 150.000 mq), preveda una riqualificazione che consenta la rigenerazione urbana dell’intera area di Chiesanuova (sarà possibile firmare anche durante la Marcia della Pace di domenica 24 maggio).

In particolare sosteniamo che la Romagnoli debba diventare il fulcro di un parco agrario

che comprende le aree verdi che si trovano a sud della ex caserma: quel grande polmone che verso ovest arriva al canale Brentella e che a sud raggiunge l’Istituto Agrario e poi il parco del Basso Isonzo.

Ora approfondiamo pubblicando un contributo che è arrivato ad ecopolis da parte dell’arch. Roberto Rossato di Mestrino.

“Desidero portare alla vostra cortese attenzione il progetto di riqualificazione del centro di Chiesanuova e di recupero dell’ex caserma Romagnoli, elaborato dal sottoscritto [arch. Roberto Rossato] con il collega Roberto Pescarolo di Legnaro.

Il progetto era tra quelli emersi come esito del workshop “I luoghi delle emozioni”, iniziativa organizzata dai Giovani Architetti di Padova (Gi.Ar.P.) tra il 2011 e il 2012 con il patrocinio del Comune (vedi il video di presentazione dell’iniziativa che riguardava il ridisegno di 6 aree cittadine, n.d.r.).

Mi sembra che i presupposti del progetto, di cui invio un estratto (vedi qui una tavola) e alcuni riferimenti bibliografici, siano in linea con le vostre iniziative, in particolare con quanto contenuto nel post del 7 maggio u.s. e potrebbe rappresentare una visualizzazione preliminare dei possibili sviluppi di un’area, a cavallo tra città e campagna, dalle straordinarie potenzialità.

La S.S. 11 (via Chiesanuova nel tratto urbano, n.d.r), sulla quale si affaccia l’area oggetto di studio, è una delle principali e più trafficate arterie stradali che convergono verso Padova; il completamento dell’anello di tangenziali che circonda il capoluogo devierà i flussi di attraversamento rendendo possibile, attraverso il ripensamento della sezione stradale, la ricucitura tra il fronte nord e sud del quartiere.

Il centro, ora raccolto attorno alla Chiesa e al contempo dissipato negli spazi marginali che lambiscono via Chiesanuova, secondo l’idea progettuale troverà il luogo per una compiuta espressione nella curvatura dell’asse stradale contenuta tra due rotatorie; tre “muri attrezzati” ne seguiranno l’andamento per schermare e delimitare la nuova piazza civica, generando spazi coperti commerciali e di servizio.

La continuità del fronte edificato esistente cela il paesaggio rurale che si estende poche centinaia di metri a nord e a sud; il progetto, attraverso la rinaturalizzazione degli ampi spazi inedificati o resi liberi della caserma, mira a far avanzare lo spazio agricolo verso la città destinando ogni superficie disponibile alla coltivazione per culminare in una grande piazza mercato, luogo di interscambio tra città e campagna.

Degli edifici esistenti all’interno del recinto militare, si propone il recupero delle sei palazzine principali per creare una cittadella in cui insediare attività diversificate che si svolgano nell’arco dell’intera giornata, legate all’istruzione, alla ricerca, all’impresa artigianale a forte contenuto innovativo e creativo, alla ruralità urbana, ai servizi civici. Le camerate saranno trasformate in loft mentre sugli ampliamenti soprastanti troveranno posto uffici, abitazioni, terrazze verdi, volumi liberamente composti ma unificati da coperture e facciate solari in grado di produrre energia senza occupare terreni agricoli.

Progetto di arch. ROSSATO Roberto – Mestrino e arch. PESCAROLO Roberto – Legnaro

Bibliografia

AA.VV., I luoghi delle emozioni. Padova: progetti per sei aree (catalogo mostra), Overview, Padova, 2012, pagg. 49–53.

AA.VV., Territorio per azioni. Antologia dei progetti edizione 2012, Camera di Commercio di Padova, 2013, pag. 14.

AA.VV., Padova. Progetti di riqualificazione urbana per la città, Aion, Padova, 2014.

4 Responses to “Ex Romagnoli: dalla città diffusa all’agricoltura urbana”

  1. Roberto Righetto ha detto:

    Conosco il progetto di Roberto Rossato e Roberto Pescarolo e concordo sulla loro impostazione rispettosa delle esistenze, della memoria del luogo, dell’ambiente e attenta alle esigenze sociali. Sarebbe un ottimo spunto per un progetto di riqualificazione.
    Roberto Righetto

  2. Stefania ha detto:

    Mi auguro sia possibile, sarebbe fantastico per la città e per i cittadini, prodotti a km “0″ nel vero senso della parola, porterebbe lavoro, togliendo il degrado che dalla chiusura della Caserma si è via via creato e darebbe lustro ad un quartiere creando una breve bretella con il centro.
    Stefania

  3. bruno maran ha detto:

    sono favorevole ad ogni tipo di oparazione volata al recupero della caserma romagnoli, vorrei ricordare che fino al 1943 fu sede di un campo di concentramneto per civili slavi gestito dal Regio esercito in cui per fame e malattie persero la vita oltre 400 persone, da cui si evince del tipo di trattamento che ricevevano dai nostri soldati – inoltre fu sede dell’azione di padre Cortese, che cercò di alleviare le soffrenze di quei poveri disgraziati rastrellati dalle nostre truppe di occupazione- padre Cortese fu catturato dalle SS e trasferito alla sede di Trieste della Gestapo, di lui si persero le traccie, probabilamente finì alla Risiera di San Sabba. Credo che nel processo di recupero vadano ricordati questi due eventi tragici, i civili sloveni e croati deportati innocenti e l’opera di padre Cortese, di cui a ricordo esiste già un cippo fuori della caserma.
    A vs disposizione per chiarimenti e approdondimenti

    • ecopolis ha detto:

      Ringraziamo Bruno Maran per il ricordo dell’opera di padre Cortese e dell’uso della Romagnoli come Campo di concentramento.
      Cogliamo l’occasione per ricordare che di questa e altre storie di pacifismo a Padova si può leggere nella guida “Percorsi di Pace e di nonviolenza a Padova” realizzata dalla sezione locale del MIR. Per la stampa della II edizione (che presenterà anche un testo a fronte in inglese) è in corso una campagna di crowdfunding-raccolta fondi (servono 2.000 euro che la Giunta Bitonci ha negato).
      Chi volesse contribuire può farlo andando su https://www.produzionidalbasso.com/project/percorsi-di-pace-e-di-nonviolenza-a-padova/

      ecopolis ha “recensito” la guida qui

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