Consumo di suolo: dati disponibili a tutti, eccezionale definizione cartografica

consumo suoloÈ un lavoro che ISPRA mette a disposizione dell’intero sistema Paese.

Negli ultimi anni stanno crescendo le iniziative volte alla riduzione del consumo di suolo, tuttavia continua anche l’espansione delle aree artificiali. Ogni giorno il nostro territorio viene silenziosamente occupato da nuovi quartieri residenziali, spesso a bassa densità, ville, seconde case, alberghi, capannoni industriali, magazzini, centri direzionali e commerciali, spazi espositivi, strade, autostrade, parcheggi, serre, cave, discariche, continuando a trasformare la “campagna” in “città”, e la città per come la conosciamo in Italia in un continuum di antropizzazione diffusa e indistinta”.

E’ questo l’incipit del nuovo Rapporto sul consumo di suolo pubblicato in questi giorni dall’ISPRA – Istituto Nazionale per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Cosa significa consumo di suolo: “è la perdita irreversibile di preziose risorse ambientali e funzioni ecosistemiche, che influenza negativamente sull’equilibrio del territorio, sui fenomeni di dissesto, erosione e contaminazione, sui processi di desertificazione, sulle dinamiche di trasformazione e sulla bellezza del paesaggio. Ciò porta ad una elevata sottrazione della biodiversità e della produttività e compromette la disponibilità di risorse fondamentali per lo stesso sviluppo della nostra società”.

Il nostro paese ha un livello di consumo di suolo “tra i più alti in Europa, nonostante le peculiarità del territorio italiano dovute alle caratteristiche orografiche e ambientali, che dovrebbero (o avrebbero dovuto) evitare l’espansione urbana in zone ad elevata fragilità ambientale e territoriale”.

Nel rapporto il Veneto si conferma la seconda regione d’Italia per percentuale di suolo consumato e assieme a Milano, Torino, Napoli e Monza, Padova è una delle 5 città indicate ad elevata criticità per il livello della sua saturazione urbana,che copre e supera i confini dell’intera superficie comunale.

“La limitazione del consumo del suolo è, quindi, unitamente alla messa in sicurezza del territorio, una direzione strategica per l’Italia: la ripresa dello sviluppo del paese non può procedere senza proteggere il territorio dalla minaccia del dissesto idrogeologico e della desertificazione, senza protezione per gli usi agricoli e, soprattutto, senza tutela e valorizzazione delle risorse territoriali e culturali, che costituiscono il cuore della qualità ambientale indispensabile per il nostro benessere e per mantenere la bellezza di un paesaggio noto in tutto il mondo.

L’importante novità dell’edizione di quest’anno, è la pubblicazione della prima carta nazionale ad altissima risoluzione sul consumo di suolo. Per la prima volta, in Italia, è possibile avere un quadro omogeneo ed estremamente accurato, dell’intero territorio nazionale, che permette la valutazione del fenomeno del consumo di suolo anche a scala locale.

È un risultato che si è ottenuto con il contributo delle amministrazioni centrali (Ministeri competenti, all’AGEA, all’Istat) e, soprattutto, regionali. Ma è un risultato che, senza il contributo fondamentale della Commissione europea, dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, con lo sviluppo del programma Copernicus, non sarebbe mai stato possibile. .È un lavoro che ISPRA mette a disposizione dell’intero sistema Paese

I dati sono liberamente accessibili, rendendo più agevole il loro progressivo miglioramento e aggiornamento, con il possibile contributo di altre amministrazioni, così come di associazioni e di privati.

Questo strato ad altissima risoluzione è un importante progresso per il monitoraggio ambientale, poiché definisce una mappatura delle aree di consumo di suolo con un dettaglio spaziale senza precedenti. La cartografia è quindi adatta per il monitoraggio del consumo di suolo anche a scala locale ed è, quindi, auspicabile che anche le amministrazioni locali possano contribuire al processo di miglioramento e di aggiornamento di questo quadro di analisi e di valutazione dello stato del nostro territorio”.

sintesi a cura di ecopolis dall’introduzione del Prof. Bernardo De Bernardinis

 

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