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boschetti_concorso_progettazione_padova_parco_architettiArchiviato, si spera definitivamente, il progetto dell’Auditorium nell’ex piazzale Boschetti, va sicuramente apprezzata l’iniziativa dell’attuale amministrazione di bandire un concorso di idee per destinare l’area alla realizzazione di un nuovo parco urbano.

Certo, sarebbe stato più dignitoso che le somme messe a disposizione per premiare le proposte più meritevoli fossero state all’altezza del prestigio di una grande città come Padova e tali da rimarcare l’importanza che si vuole attribuire all’intervento. Si spera tuttavia che proprio il prestigio di Padova e la creazione di un Parco Urbano, in continuità con quello dei giardini dell’Arena e adiacente alla Cappella degli Scrovegni ed alle mura cinquecentesche, siano stati elementi sufficienti per assicurare la partecipazione di progettisti di riconosciuto valore.

Le suggestioni per stimolare una progettazione di qualità sono peraltro evocate negli obiettivi e nelle linee guida allegati al bando di concorso, laddove si invita a progettare gli spazi con la cura e l’attenzione di un interno urbano, tenendo in considerazione le presenze paesaggistiche del Piovego e del Parco delle Acque e delle Mura e la continuità con i giardini dell’Arena, facendo sì che “un vuoto urbano diventi luogo metafora della natura con funzioni ricreative e sociali….in modo da promuovere la tradizione di Padova in merito ai parchi…., il Parco Treves di G. Jappelli, l’Orto Botanico, il Parco Europa e il Prato della Valle”.

Non possiamo non essere d’accordo con questa visione, ma c’è un punto in cui non condividiamo il bando comunale ed è quello relativo alla destinazione d’uso da dare alle esistenti palazzine liberty, vincolate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. Al piano terra si prevedono funzioni di rappresentanza e commerciali ed al piano primo destinazioni d’uso direzionali e residenziali. In pratica prevalentemente usi privati, senza alcuno sforzo di fantasia per prevedere una funzione pubblica di edifici che verrebbero a trovarsi inseriti in un parco che dialoga con monumenti quali la Cappella degli Scrovegni e le mura cinquecentesche.

Una funzione consona da dare al nuovo parco ed alle esistenti palazzine potrebbe essere, a nostro avviso, quella di rappresentare la porta di accesso all’area culturale della città. Negli edifici vincolati dalla Soprintendenza potrebbero essere concentrate tutte la attività di promozione turistica e culturale di Padova, con postazioni multimediali di illustrazione dei monumenti cittadini, dei cicli pittorici, delle collezioni dei vari musei, nonché dei luoghi fisici di interesse quali i rioni, le piazze, le acque. In questo nuovo centro turistico-culturale potrebbero trovare sede il bureau di vendita di pacchetti di visita individuale o guidata, nonché tutti i servizi necessari ad un moderno punto di accoglienza del turismo colto. O vogliamo dirci soddisfatti dei due punti APT di Padova, alla Stazione e Pedrocchino che sommano insieme 60 mq?

Nella gestione dei pacchetti di visita turistica il Comune potrebbe, poi, integrare l’attività delle guide con la collaborazione delle varie associazioni (ad esempio gli Amissi del Piovego, il Comitato Mura, Salvalarte di Legambiente, Arcadia, ass. Torlonga) che da anni si occupano delle bellezze artistiche ed ambientali dimenticate dai circuiti turistici e sconosciute ai più. La vicinanza alla stazione potrebbe inoltre suggerire la creazione di un ostello per intercettare il turismo giovanile.

Tante sono le suggestioni che possono nascere dalla conversione di piazzale Boschetti nella vetrina dell’offerta culturale di Padova. Ci auguriamo che possano essere recepite dall’amministrazione comunale (alla quale comunque chiediamo un confronto pubblico prima della decisione finale sul progetto) o anche dai professionisti che hanno tempo fino all’8 maggio per presentare le loro proposte.

Un’ultima osservazione: nel bando non si fa alcun riferimento all’utilizzo della capacità edificatoria che l’area tuttora conserva. La variante parziale al P.R.G., approvata nel 2008 per consentire la realizzazione dell’Auditorium, ha confermato i 35.000 mc del vecchio PIRUEA (Piano di Recupero Urbanistico e Ambientale) del 2005; il che vuol dire che, sottraendo il volume delle palazzine esistenti, ci sono ancora 14.000 mc edificabili. Vogliamo credere che, nel prevedere la realizzazione di un parco urbano, l’attuale amministrazione comunale abbia definitivamente rinunciato a tale volume edificabile. Per sicurezza, sarebbe tuttavia opportuno che il Comune ratificasse tale decisione con un’apposita variante urbanistica.

Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

5 Responses to “Porta di accesso: le nostre idee per il nuovo Boschetti”

  1. Luca Luciani ha detto:

    L’ostello nelle palazzine liberty residue, dopo l’assurdo abbattimento della terrazza di una delle due (altrettanto decorata con stilemi vicini all’interpretazione austriaca del liberty: secessione viennese), è stata una delle proposte del programma della lista Padova Rinasce alle elezioni comunali dello scorso anno: http://psipadova.wix.com/padova-rinasce#!programma/ca3v

  2. Pietro Casetta ha detto:

    Complimenti a Lorenzo Cabrelle per il grande respiro di questo suo intervento di cui condivido in pieno quanto meno la parte relativa alla destinazione d’uso delle due palazzine. Resto a disposizione.
    Pietro Casetta – Padova Originale

  3. Mirco Simonato ha detto:

    Gentile Lorenzo Cabrelle,
    ho letto il suo articolo che condivido.
    Un suo passaggio però mi genera qualche perplessità. Faccio riferimento alla speranza che Lei esprime circa la partecipazione di “progettisti di riconosciuto valore”. Se con questa definizione fa riferimento al mondo delle archistar (più o meno luminose, più o meno geograficamente vicine), allora mi permetto di dirle che a mio avviso è più preoccupante che le somme, effettivamente irrisorie, possano tener lontani o non stimolare un completo coinvolgimento di progettisti il cui valore, purtroppo, non è mai stato messo alla prova, o mai è stato riconosciuto, perché estranei ai circuiti mediatici o istituzionali (Università ad es.). La partecipazione ad un concorso per questi progettisti è una delle migliori occasioni, ma anche uno dei momenti di investimento (in tutti i sensi, anche economico) maggiori, proprio per la fiducia che in queste occasioni si riversa.
    Le somme irrisorie messe a disposizione aPadova rispecchiano quanto nel nostro paese si va consolidando per i concorsi di architettura e sono a mio avviso uno schiaffo soprattutto per i molti colleghi, giovani e non (che probabilmente parteciperanno comunque numerosi) e che hanno idee, voglia di confrontarsi, energie intellettuali che dovrebbero essere valorizzate, stimolate, e non mortificate anche in occasione di un concorso. Cordiali saluti
    Mirco Simonato

  4. Pietro Casetta ha detto:

    Rispondo a Marco Simonato. Condivido. Le migliori architetture contemporanee padovane (Palazzo Mediolanum, Parco d’Europa, Giardino di Cristallo, Giardino della Biodiversità, passerella su Via Venezia…) non sono frutto di archistar ma di normali ma validissimi architetti.

  5. Lorenzo Cabrelle ha detto:

    Lungi da me il ritenere che la buona architettura sia prerogativa delle cosiddette archistar. Il senso della mia critica sta nell’affermare che è dalla competizione di idee che nascono i grandi progetti e la competizione deve essere stimolata dalla partecipazione di progettisti di chiara fama. Non è detto, poi, che siano questi ultimi ad avere la migliore idea. Anche Renzo Piano agli inizi della sua carriera era un giovane architetto sconosciuto.
    E’ mia convinzione che per ottenere i migliori risultati nella trasformazione urbanistica della città bisogna puntare ai concorsi di architettura, valorizzandone però la partecipazione con compensi almeno dignitosi.
    Lorenzo Cabrelle

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