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image (1)Come illustrato dallo stesso Sindaco in Consiglio Comunale poco meno di un mese fa, l’attuale giunta ha in programma di restituire alla città fra gli altri impianti militari anche la Caserma Romagnoli in via Chiesanuova.

La promessa del Sindaco è quella di dimezzare il volume esistente (125.000 mc, su una superficie di 150.000 mq) per destinarlo a residenza e commercio, con spazi pubblici per servizi, impianti sportivi e verde dando spazio alle osservazioni dei cittadini entro il 28 marzo per arrivare ad una progettazione condivisa del nuovo centro urbano di Chiesanuova, in coerenza con le promesse fatte in campagna elettorale che parlavano di recupero del territorio.

Un obiettivo senz’altro apprezzabile, ma il progetto del Comune potrebbe avere maggior significato urbanistico se considerasse anche le vaste aree ancora libere che si trovano a sud: quel grande polmone verde che si attesta ad ovest sul canale Brentella e che a sud, travalicando via Pelosa, raggiunge l’Istituto Agrario.

Quest’area, in parte compromessa dalla variante ai servizi che vi ha calato sopra due aree di perequazione, dovrebbe essere integralmente restituita all’uso agricolo. Si potrebbe così realizzare il primo nucleo cittadino del Parco Agro Paesaggistico Metropolitano con finalità di contenimento dell’ingiustificata espansione edilizia e di soddisfacimento della domanda alimentare dei cittadini metropolitani. Quel Parco che non riesce a decollare nonostante sia stato condiviso da molti Consigli Comunali della cintura urbana di Padova che hanno recepito il protocollo d’intenti  (per vedere il protocollo clicca qui) presentato circa tre anni fa da Legambiente e da altre associazioni.

La variante estesa ad un’area più vasta potrebbe dare una prima risposta a queste esigenze, individuando il limite oltre il quale non si può costruire, salvaguardando il polmone verde di Chiesanuova per usi agricoli e ricreativi, mentre la valorizzazione della caserma potrebbe prevedere attività  di ricerca in campo agronomico, spazi di vendita dei prodotti coltivati all’interno del Parco, il mercato rionale ed altre funzioni compatibili con le finalità del Parco stesso.

Una maggiore scala dell’intervento consentirebbe, inoltre, di risolvere meglio alcuni problemi che riguardano il futuro centro identitario del rione. È auspicabile l’istituzione di un’isola pedonale che faccia  deviare la viabilità in corrispondenza  del nuovo centro del rione facendolo diventare così realmente  fruibile e vero luogo di riferimento di Chiesanuova. Va altresì previsto il rafforzamento del servizio di trasporto pubblico al fine di ridurre il traffico privato con una soluzione che rappresenti una valida alternativa al tram stralciato dall’attuale Giunta (per il quale si auspica un ripensamento) e che comprenda anche un accurato studio dei parcheggi scambiatori.

Ma quel che più conta nell’adozione della variante è la revisione del sovradimensionamento del PAT. Come più volte denunciato, per evitare un ingiustificato consumo di suolo e salvare la campagna, bisogna ridurre non solo l’espansione edilizia prevista dal nuovo PAT ma anche quella residua del vecchio PRG ed in particolare quella delle zone di perequazione il cui volume edificabile è di oltre 1.100.000 metri cubi.

Si cominci quindi stralciando le aree di perequazione a sud di via Pelosa e salvando, così, il polmone verde di Chiesanuova. Sul tema Legambiente ha già dato utili indicazioni nella scheda sull’area Brentelle, predisposta lo scorso anno in occasione della campagna “Luoghi del Paesaggio”.

Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

4 Responses to “Caserma Romagnoli: un’occasione da non sprecare”

  1. spartaco vitiello ha detto:

    dove e con quali modalità Bitonci sta “dando spazio alle osservazioni dei cittadini entro il 28 marzo ” sul destino della Romagnoli ?

    • ecopolis ha detto:

      Per Spartaco: così la segreteria del Settore Urbanistica ha scritto a circa 30 cosiddetti portatori di interessi (associazioni di categoria, ordini professionali, sindacati, ed associazioni iscritte all’albo, area ambiente/urbanistica), ma le indicazioni possono essere espresse anche da singoli cittadini: “L’Amministrazione Comunale di Padova, nell’ambito di un programma di valorizzazione e razionalizzazione di immobili di proprietà demaniale, intende procedere alla riqualificazione del complesso immobiliare dell’ex Caserma Romagnoli in zona Chiesanuova. La riqualificazione deve avvenire con specifica variante al Piano degli Interventi, come previsto dall’art. 18 della L.R. 23.04.2004, n. 11. La proposta di variante al P.I. è stata illustrata dal Sindaco al Consiglio Comunale nella seduta del 23.02.2015.
      Il cd. “Documento del Sindaco” viene ora inviato alla Vs. attenzione invitandoVi ad esprimere eventuali contributi partecipativi entro il 28 marzo 2015. Si allega alla presente, oltre al fascicolo denominato Documento Preliminare, dove è illustrata la proposta di variante al P.I., anche la scheda riepilogativa del procedimento amministrativo in essere. Cordiali saluti. Settore Pianificazione Urbanistica, Capo Settore”.

      E’ la classica procedura da grigi uffici Pianificazione urbanistica, che viene affissa con manifesto alla bacheca comunale di Palazzo Moroni (+ sedi di via Sarpi). Inoltre il documento preliminare è generico, può essere richiesto via Mail a segreteria.urbanistica@comune.padova.it o scaricabile da padovanet, settore urbanistica.
      Ti spediamo tutto a mail personale
      saluti da ecopolis

  2. spartaco vitiello ha detto:

    grazie! come detto altre volte ci sarebbe molto da fare sull’elaborazione di procedure di “progettazione condivisa” che gli strumenti informatici possono in teoria permettere…

  3. Fab ha detto:

    scusate..ma utilizzare l’area per il nuovo ospedale non potrebbe essere un’ipotesi da valutare? O forse crea troppo traffico su una via già abbastanza trafficata? E’ solo un’idea..non so…

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