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DSH_2945.1Prima che qualche amministratore o uomo politico patavino si incateni politicamente alla scelta di trasformare l’aeroporto “Allegri” nel luogo ove far sorgere il Nuovo Ospedale di Padova, sarà bene informare i cittadini di quanto sia infelice una tale idea.

La costruzione di un Nosocomio a ridosso di un fiume (Bacchiglione),  già noto agli abitanti della zona per i suoi fontanazzi , si classifica come rischio idraulico di secondo grado. Dal momento che nel vicentino stanno costruendo argini più alti attorno a quel fiume, i padovani non potranno più contare su straripamenti a monte che li possano salvare come avvenuto in passato .

Inoltre, i treni merci, che ogni giorno percorrono la adiacente linea ferroviaria, con materiali spesso pericolosi o infiammabili, risultano essere un forte rischio per sciagure simili a quella avvenuta a Viareggio nel 2013.

Non deve essere stato certamente un caso se nel 1909 venne scelto proprio quel terreno  acquitrinoso che, per la toponomastica, portava un nome già significativo: le “Basse di Brusegana”, per trasformare da parte dei nostri antenati un impedimento in virtù, costruendovi  il primo aeroporto italiano dal quale partì il primo aereo in volo in Italia.

L’Allegri fa parte dell’insieme degli aeroporti minori non certificati, ma presenti nelle liste ENAC, dedicati al traffico minore e a basso impatto ambientale.  In Italia ve ne sono circa una cinquantina di questa fascia, mentre sono 434 in Francia, oltre 300 in Germania e 500 in Gran Bretagna.  Nessuno in questi Paesi si sogna di chiudere tali piccoli scali utili specialmente ad una clientela d’affari, al turismo termale di fascia alta o per attività di spedizione pacchi pregiati e/o urgenti.

Il provincialismo dei detrattori dell’attuale Allegri è talmente cieco da impedir loro di constatare che Verona si guarda bene dal distruggere il suo analogo piccolo scalo di Boscomantico, pur avendo due aeroporti limitrofi, regolarmente certificati ENAC, come il Catullo di Villafranca (Verona) e lo scalo di Montichiari (Brescia).  Se Verona sta oggi surclassando Padova in tanti settori ( economia, cultura, università, turismo…) ciò è proprio perché quest’ultima non pare avere una classe politica, dirigente e imprenditoriale altrettanto adeguata.

L’Allegri sarebbe in grado di fornire un ottimo supporto al trasporto aereo e/o di elisoccorso per gravi feriti o per il trasporto urgente di organi per il trapianto. Da evidenziare che il Ministero dei Trasporti lo ha riconosciuto, unico in Italia, “di interesse sociale per voli sanitari e umanitari”. E con un aeroporto così dedicato la Medicina Patavina potrebbe aspirare a divenire un reale Hub Sanitario.

La Regione Veneto, con propria legge,  investì  500 milioni di lire per un sistema di atterraggio strumentale (ILS: Instrumental Landing System), ad oggi non ancora implementato, ma che permetterebbe, qualora lo fosse, l’atterraggio di velivoli in una Categoria tale da fornire una sicurezza ben maggiore dell’attuale.

Anche altri investimenti sull’aeroporto (diversi mln di euro di finanziamento pubblico) risultano purtroppo sotto o male utilizzati.  Si potrebbe migliorare, ad esempio, l’attività di addestramento e formazione volo con adeguati spazi e aule. A livello  mondiale c’è una grande domanda di personale preparato per supplire alla rapidissima crescita dei sistemi di aeromobili nei Paesi emergenti (Cina, Brasile, India…)

Ai politici spetta pertanto l’ardua scelta finale. Una scelta questa che presuppone di fare i dovuti e leali confronti tra ciò che si lascia, anzi si perde, e ciò che si guadagnerebbe nei riguardi di uno scalo cittadino esistente, che potrebbe risultare ancora determinante all’economia complessiva dell’intero territorio padovano.

Ma permettetemi qui di avere, purtroppo per noi, molti dubbi riguardo ad una tale siffatta visione proveniente dai nostri attuali politici.

dr. Carlo Crotti

2 Responses to “Non siamo “Allegri” del Nuovo Ospedale a Brusegana”

  1. ecopolis ha detto:

    Oggi l’ipotesi Allegri per l’Ospedale nuovo è smontata da Carlo Crotti che ci ricorda che quello è un luogo di fontanazzi, classificato per rischio idraulico di II grado.
    Molto meno convincenti per Legambiente sono le motivazioni legate al rilancio dell’aeroporto. Per noi quello è un pezzo del Parco Agro Paesaggistico per riconnettere la città con l’agricoltura.
    Ma ecopolis ospita dibattito.

  2. Flavio ha detto:

    Rispetto alle considerazioni sul possibile rilancio dell’Allegri, c’è da rilevare però un punto fortemente negativo: l’ENAV S.p.a. (la Società che si occupa di Controllo del Traffico Aereo a livello nazionale), dopo aver investito in maniera notevole sulla Torre di Controllo e fornito negli anni un puntuale ed efficiente servizio di Assistenza al Volo, ha deciso di abbandonare lo scalo patavino in quanto considerato non sufficientemente remunerativo causa il bassissimo traffico presente.
    L’aeroporto Allegri di Padova, per ripristinare un corretto servizio, necessita di nuovi finanziatori che si prendano carico dei costi di gestione dello scalo, delle sue infrastrutture, dei suoi impianti tecnologici (gli impianti Aiuto Visivi di pista, di comunicazione radio e di tutte le radioassistenze per la navigazione presenti nel sedime), compreso inoltre il personale certificato adibito all’assistenza in Torre e quello tecnico per la manutenzione ordinaria.

    Flavio, redazione ecopolis

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