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tumblr_miktxzi8mn1rtzgg3o1_1280Il 30 gennaio 2015 il Presidente della provincia di Padova, Enoch Soranzo, ha firmato un decreto che autorizza l’abbattimento delle volpi nelle zone di ripopolamento e la loro cattura nelle aree adiacenti durante tutto il periodo di chiusura della caccia, quando molte specie si riproducono. Sui quotidiani locali il consigliere provinciale con delega alla caccia e alla pesca, nonché sindaco di Piove di Sacco, Davide Giannella, ribadisce la necessità di sopprimere le volpi, che causerebbero danni rilevanti.

Vulpus vulpus: questa la specie che rischia di scomparire dalle nostre campagne!

Questi abbattimenti, chiamati eufemisticamente “controllo del canide” saranno eseguiti non solo con fucili da caccia a canna liscia, ma addirittura con carabina a canna rigata dagli agenti di polizia provinciali e anche dai cosiddetti “coadiutori”, cioè i cacciatori.

La volpe in realtà non è un animale così dannoso come viene descritto. Anche Veneto Agricoltura, Azienda Regionale per i settori Agricolo, Forestale e Agro-Alimentare, nella scheda di divulgazione “Fauna n.3” scrive: “I dati ottenuti da recenti ricerche nel territorio regionale, indicano una sovrastima del problema volpe rispetto ai danni provocati” e ancora “Bisogna ricordare che i danni sulla selvaggina e sugli animali da cortile sono piuttosto limitati, in quanto è dimostrato da numerosi studi sull’alimentazione che essi costituiscono una parte molto limitata della dieta”. Una buona parte dell’alimentazione della volpe è infatti costituita da roditori: è calcolato che una volpe può mangiare ogni anno fino a 5000 ratti o topi selvatici e cattura con facilità giovani nutrie. La volpe svolge quindi un ruolo molto utile nel nostro ecosistema di pianura.

Quali sono dunque le reali motivazioni che spingono politici e cacciatori ad accanirsi contro questo splendido canide che dopo gli anni ’70 ha ricolonizzato la Pianura Veneta, dove ha trovato ambienti e risorse trofiche adatte a sostenere nuclei stabili?! E soprattutto, queste motivazioni sono supportate da dati scientifici ed eventuali censimenti? Pare proprio di no.

Il nocciolo della questione non sarà forse che le volpi privano i cacciatori di quei facili trofei rappresentati da fagiani e lepri liberati proprio a tale scopo?

Sandro Cavaliere – Legambiente Piove di Sacco

Stefano Tuzzato – Lega Anti Vivisezione

11 Responses to “No all’abbattimento delle volpi in pianura veneta”

  1. Luca Luciani ha detto:

    … era meglio eliminare del tutto le provincie … e invece si è finito solo per togliere il diritto di voto ai cittadini … e coloro che oggi si eleggono tra di loro permangono …

  2. luigi ha detto:

    perchè non avviare iniziative per sensibilizzare la popolazione e contrastare il provvedimento? ( raccolta firme , mail al presidente della provincia … )

  3. Brunella Passi ha detto:

    Cosa si può fare di concreto dopo aver letto questo articolo? Organizzare almeno una petizione da postare, x es., su FB? Sono d’accordo con Luigi, ma cerchiamo di coordinarci, non lasciatemi da sola: aspetto proposte concrete!

    • Paolo Reggiani ha detto:

      Certo, possiamo presentare una petizione, ma direi che prima bisogna leggere il parere dell’ISPRA (ente di riferimento nazionale per la fauna selvatica), citato nel Decreto del Presidente della Provincia, per riuscire ad entrare nel merito della questione.
      Paolo R.

  4. mauro dal santo ha detto:

    Non è mai facile prendere posizione su questioni che toccano il delicato equilibrio del nostro ecosistema, suprattutto da quando l’uomo ha cominciato a metterci pesantemente mano. Mi sembra che l’articolo centri il punto fondamentale: in base a quali dati è stato preso tale provvimento? Una risposta dagli amministratori citati sarebbe importante per fare chiarezza e non dare adito a sospetti di interessi a quel punto inevitabili.

  5. daniela ha detto:

    ieri pomeriggio in strada dei vivai tra Saonara e Sant’Angelo c’era una volpe investita? nel cilio della strada. Mi ha fatto compassione…

    • Paolo Reggiani ha detto:

      Si certo, è una volpe investita da un auto quella che hai visto ed ho visto anch’io.
      Ormai si sono insediate in tutta la bassa pianura padana, un territorio da dove forse non se ne sono mai andate completamente, ma certamente dagli anni ’80 è cominciato un aumento demografico importante.
      Paolo R.

  6. Alessandro ha detto:

    Salve,
    sono un video-maker appassionato alla documentaristica specificamente nell’ambito naturalistico. Ho studiato in Gran Bretagna e sono tornato in Italia nella speranza di costituire un gruppo per la produzione di documentari naturalistici della nostra fauna.
    La tematica delle volpi esposta in questo forum è un ottimo spunto per un documentario di sensibilizzazione.
    Lancio quindi un appello a chi fosse interessato a contribuire in qualsiasi modo a questa iniziativa. Informazioni, nomi, contatti sono essenziali per la realizzazione di un documentario.
    Mi piacerebbe molto vedere dell’interesse a prendere parte in questa “caccia alle volpi”, con l’unico scopo quello di riprenderle in video e raccontare una storia. Potrebbe essere un inizio di un movimento mediatico documentaristico presente in tutto il mondo eccetto che qua da noi.
    Grazie

  7. Brunella Passi ha detto:

    Sai, Alessandro, da sincera animalista resto sempre un po’ perplessa davanti a certe “sensibilizzazioni video-documentate”, che il più delle volte mostrano immagini cruenti, crudeli e atroci: me ne arrivano continuamente sul web e non ce la faccio più a guardarle…
    Senza assolutamente alcuna provocazione, vorrei capire meglio che cosa intendi quando parli di “raccontare una storia”, perchè vorrei invece vedere una “favola a lieto fine”, e mi rendo conto invece che questo sarà davvero molto molto difficile.
    Ti rispetto invece per l’impegno e ti auguro buona caccia ai cacciatori.
    Brunella

    • Alessandro ha detto:

      Forse non sono stato chiaro, sono un appassionato di natura. io non intendo inquinare il mio nome da documentarista con immagini violente o macabre, specialmente in circostanze in cui questi scenari sono, purtroppo, all’ordine del giorno.
      La sensibilizzazione a cui mi riferisco sarebbe sotto forma di “tributo” alla bellezza di questi animali, la loro vita e loro habitat. Mostrare il lato che non tutti vedono.. e che potrebbe appunto sensibilizzare il pubblico.
      Sarebbe una mossa sbagliatissima da parte mia cercare di toccare la sensibilita dello spettatore con immagini negative… è molto piu efficace un rinforzo positivo come strategia di sensibilizzazione…

  8. Brunella Passi ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con te, Alessandro. Vedrò di diffondere il tuo appello.

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