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Una passega-walk-in-the-woods-book-covergiata nei boschi‘ (titolo originale: A Walk in the Woods) è un libro di Bill Bryson. Questo vuol dire che durante la lettura si alterneranno, senza soluzione di continuità, momenti di humor, dettagli tecnici, situazioni prosaiche, osservazioni precise e documentate. In altre parole, si verrà a conoscenza di molte storie e di molti fatti, divertendosi e accompagnando nel viaggio lo scrittore.

Questa volta Bryson ha però fatto il ‘passo più lungo della gamba’: 3.400 km di sentiero attraverso gli Appalachi da marzo ad ottobre, non sono uno scherzo nemmeno per un escursionista esperto, e lui stesso se ne rende conto fin dai primi giorni di viaggio. Anzi fin dai primi minuti: ‘ fin da subito fu durissima … il freddo era terribile … avanzai per 50 metri e poi mi fermai, gli occhi fuori dalle orbite, il respiro pesante, il cuore che rimbombava … era un inferno… ero fuori forma in modo indecoroso, senza speranza, lo zaino troppo pesante… ‘.

Va dato atto a Bryson, e al suo amico Katz, di averci provato seriamente, a differenza della maggior parte degli escursionisti incontrati lungo il viaggio. E comunque hanno avuto modo di completare il catalogo delle esperienze, lungo la frazione di percorso (di tutto rispetto: circa un terzo), che sono riusciti a percorrere.

L’Appalachian Trail è uno spettacolo naturalistico, a dispetto della fatica, del sudore e della sporcizia che comporta attraversarla. Anzi, proprio la fatica dà il valore e la misura dei momenti di bellezza che si riesce a conquistare passo dopo passo, abituati come siamo, noi cittadini, ad avere accesso facilmente a ogni genere di comfort.

Negli Stati Uniti, a differenza che in Europa, la preservazione della natura è intesa in senso integrale, cioè come assenza di infrastrutture umane. Questo però si combina malamente con la mentalità, anch’essa americana, di totale asservimento della natura all’economia, quando ci sono potenti volontà interessate a farlo. Il racconto di Bryson si snoda tra veri e propri stupri, a fini industriali e commerciali, del paesaggio, presenti a pochi chilometri dal sentiero, per poi emozionarsi davanti ai colori delle Smoky Mountains o dello Shenandoah Park.

Molto documentate sono le annotazioni di Bryson sulle modificazioni delle foreste appalachiane nel corso dell’ ultimo secolo: malattie degli alberi, campagne di massacro indiscriminato dei volatili, qualche volta seguiti da clamorosi recuperi della natura. Ma le modificazioni negative dell’equilibrio forestale superano quelle positive: ovunque la biodiversità è in regresso, e aumenta la distanza tra la natura, ed una umanità troppo abituata alla tecnologia e agli onnipresenti ed enormi centri commerciali americani. Una nota positiva: da molti anni, il numero di persone che tentano il percorso è in aumento.

Nel libro di Bryson c’è tutto questo, e molto altro ancora. Ma c’è soprattutto l’esperienza di chi ‘ quando adesso vede una montagna può osservarla con lentezza, soppesandola’. Una esperienza che, come ammette ironicamente lui stesso in pieno ‘stile Bryson’, gli ha anche fatto perdere molti chili!

Marco Bolzoni – Redazione Ecopolis

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