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È il momento di ripensare il rapporto tra “cemento” e “sviluppo”. Bisogna farlo per il “bene comune”: il bene del paesaggio, violato senza tregua per assecondare il circolo vizioso cave-cemento-cementificazione; il bene dei lavoratori di tutto il comparto, per i quali è indispensabile immaginare un’alternativa; il bene delle famiglie italiane, infine, i cui risparmi sono spesso immobilizzati in una “casa”, il cui valore rischia di sprofondare nelle sabbie mobili allorché sarà scoppiata la “bolla immobiliare”.

Questo manuale è una “scatola degli attrezzi” – già testati con successo – per chi vuole opporsi alla cementificazione. Un viaggio attraverso le esperienze dei comitati che in tutto il Paese lavorano per “salvare il paesaggio” e le cui azioni sono ricche di spunti per tutti. Un panorama delle amministrazioni coraggiose che preferiscono gli onori della tutela del suolo, agli oneri di urbanizzazione nel loro bilancio. Il “consumo di suolo zero” è infatti la prima risposta alla “bolla”.

Sono tre i nodi riguardanti il settore edile che si sono pericolosamente intrecciati.
Il primo. Si è costruito troppo, e spesso lo si è fatto in variante o in deroga agli strumenti urbanistici vigenti. Si è costruito a debito (è il secondo). Questo comporta che i prezzi finali degli immobili, che incorporano anche l’interesse pagato dall’immobiliarista alle banche che di lui si sono “fidate”, risultino troppo alti (è il terzo nodo) per le tasche dei giovani italiani e dei nuovi italiani (le famiglie immigrate), complice anche la stretta sui mutui erogati dalle banche.

In molti scelgono di essere semplici” spettatori: guardano lo scempio del territorio e nella maggior parte dei casi si sentono impotenti. Mancano loro gli strumenti e gli stimoli per “partecipare”. Eppure fermare l’apertura di una nuova cava, imporre all’industria del cemento di non avvelenare l’aria con le emissioni degli stabilimenti, bloccare la “colata”, è possibile.

Per fortuna ci sono anche italiani che hanno scelto di essere “attori”, per cercare d’imporre un’altra chiave di lettura: sono le “sentinelle”, i cittadini che animano centinaia di comitati attivi in tutto il Paese contro lo scempio del paesaggio italiano. Soggetti capaci di tessere una rete, che dall’autunno 2011 si è formalizzata nel “Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio”.
Le azioni intraprese da questi comitati in tutta Italia ci forniscono una casistica delle azioni di “opposizione” a piccole e grandi opere. I loro strumenti più efficaci li elenchiamo nel primo capitolo, come “tool box”. Le loro storie vanno condivise, perché sono ricche di “idee da copiare”.

Il libro è in libreria, nelle botteghe del commercio equo oppure online a questo link.

Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio

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