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portellllllGiovedì 16 gennaio il Gazzettino di Padova ha pubblicato una lettera aperta di Giuseppe Zielo, commerciante in zona Portello ed indirizzata al Sindaco Massimo Bitonci.

“Leggendo l’intervento che il signor Zielo, tramite il Vostro Giornale, ha inviato al Sindaco, non ho potuto che provare stupore per il livore con cui l’anziano esercente insiste nel non voler accettare il cambiamento dei tempi e l’evoluzione di un sistema di commercio, di mobilità, di utilizzo degli spazi urbani.”

La signora Paola Fontana è una residente del Portello, ha lavorato come dipendente statale ora in pensione per anzianità di servizio.

Esordisce così la sua risposta affidata al Gazzettino qualche giorno dopo la lettera originale, in cui prende addirittura le distanze dal signor Zielo per l’atmosfera greve che – sostiene – si respira nel suo negozio.

Paola prosegue condividendo la sua posizione sui lavori in questione: “ho sostenuto la pedonalizzazione dell’area antistante la Porta monumentale e seguito con interesse la presentazione del progetto, esprimendo quando possibile le mie opinioni sulla realizzazione, purtroppo non completata.”

“Ho collaborato alla raccolta delle firme di coloro che temevano una riapertura al passaggio delle auto, ritenendola folle e pericolosa sia per le persone che per il bene artistico.”

Hanno infatti sottoscritto la petizione residenti, lavoratori, commercianti, studenti, turisti: 1500 persone che hanno a cuore la sostenibilità della città e la difesa delle ricchezze storiche ed artistiche del nostro Bel Paese.

“Ora vorrei” – continua Paola – “che l’opera fosse completata con l’adeguato arredo urbano che consentirà un uso ancor migliore dello spazio, quotidianamente utilizzato da quegli studenti che rappresentano una risorsa economica essenziale per il Portello, in particolare per i negozianti prospicienti la Porta.”

Paola ribadisce infine il suo impegno per creare occasioni in modo da attirare al Portello persone di varie provenienze attraverso attività culturali e commerciali, e permettere così una frequentazione ampia e qualificata che possa migliorare questo borgo così speciale.

Lorenzo Marinelli – Redazione Ecopolis

9 Responses to “Viabilità al Portello: opinioni a confronto sul “Gazzettino””

  1. luca luciani scrive:

    … chissà come mai su queste tematiche finisce che si fronteggino spesso i commercianti, e cioè lavoratori di un’economia reale che in generale consente di produrre ricchezza e quindi risorse anche per permettere di pagare i dipendenti pubblici da parte dello stato, e, per l’appunto, dipendenti pubblici, residenti che probabilmente lavorano altrove, studenti, turisti … :-D

    • claudio scrive:

      Sono nato al Portello e ho vissuto per 45 anni, ho ancora molti amici, frequento i negozi e come tutti i porteati seguo le varie trasformazioni che avvengono in questo Borgo.
      Ho accolto favorevolmente la pedonalizzazione perchè purtroppo le macchine ed il traffico avevano trasformato questo luogo in un immenso parcheggio, disordinato e sporco. Ora c’è questo grande slargo, se non vi piace non chiamiamolo Piazza, ma col tempo, già ora tutti la chiamano così, che rende onore alla magnifica porta Ognissanti finalmente ripulita e speriamo continuino i lavori per sistemare anche la parte rimasta sotto strati di catrame succedutesi nel tempo ed ora venuta alla luce.
      I commercianti NON d’accordo con la “Piazza” o “pedonalizzazione” sono veramente pochi, li ho ascoltati in varie discussioni e li elenco: la libreria Libraccio, la macelleria Franco, il fruttivendolo Moreno, negozio casalinghi Zago, Bar da Mario. Tutti gli altri, e sono tanti, o sono per la pedonalizzazione o non hanno particolari opinioni e lasciano vivere sperando che la riqulificazione possa continuare anche per tutta Via del Portello. Però i sostenitori del no, durante la campagna elettorale, hanno utilizzato la questione pedonalizzazione per ricevere promesse che ora non vedono realizzate. Le transenne che dovrebbero delimitare la percorrenza delle auto davanti alla porta, sono li da oltre quattro mesi, significa che non è realizzabile questa “strada di scorrimento”?
      Io spero di no.

  2. Maurizio Ulliana scrive:

    La Via Portello pedonalizzata?

    Ma quando mai!

    E’ peggio di prima.

    Le auto sono state spostate ai lati, sotto le finestre delle case!
    Chi non ha occhi foderati da ideologie e preconcetti, ma vede la realtà per quella che è si accorge che la soluzione adottata è sbagliata, non risolve le questioni delle esigenze di chi lavora e abita nella Via Portello (non è una piazza, ma una via, e non è un caso).

    La fontana (getti d’acqua) al centro impedisce di sviluppare delle attività continue, come ad esempio un mercatino, nell’area centrale della Via, la parte pedonalizzata, con i getti d’acqua.
    Avrebbero dovuto evitare di spendere soldi per una fontana, e ammodernare la rete fognaria. Ci sono abitazioni ancora prive di collegamento, nonostante gli scavi e soldi dei cittadini spesi.

    L’idea poi di risolvere il problema “allagamenti” (han speso soldi per l’impianto della fontana e non per il collettore) forando le mura del Cinquecento a pochi metri dalla Porta Ognissanti/Portello, con tutte le implicazioni negative del caso se osserviamo le mura dal Piovego, appare grottesca ed esilarante.
    A poche centinaia di metri, a monte del Selvatico, era già stato rifatto un collettore appositamente. Perché non allacciarsi a quello?

    Purtroppo, o si chiude definitivamente all’attraversamento in auto Via Gradenigo-Via Loredan, ripristinando lo scomparso camminamento di ronda sulle mura cinquecentesche (come a Lucca), o è meglio riaprire il flusso veicolare ponendo un collarino a semicerchio che distanzi il passaggio auto dalla porta, rendendo rapido l’allontanamento dei veicoli sull’asse Gradenigo-Loredan, evitando le gimcane fra le vie interne Via Marzolo, ecc.
    E va attivato un minibus “Portello” che si colleghi ad un parcheggio su Via Venezia-Stanga. Si evitano i parcheggi auto degli universitari (professori, studenti, dipendenti) e altri diretti in centro.

    Piacerebbe a tutti che le città fossero come Venezia, prive di traffico automobilistico.
    Ma le soluzioni alternative devono consentire di migliorare, non peggiorare le condizioni di vita quotidiana.

    Conoscere la storia del Borgo Portello, e del perché storicamente si chiama Via Portello e non Piazza avrebbe forse aiutato a trovare una soluzione migliore.
    Certamente all’epoca non sono stati recepiti i suggerimenti dei residenti e commercianti di Via Portello e d’intorni, ma solo di alcuni gruppi di potere, inseriti nel sistema politico e partito padovano del centrosinistra.

    Totale solidarietà al Sig. Giuseppe Zielo, della libreria di Via Portello, e al suo splendido Centro di documentazione “Portello”. A sue spese mette a disposizione di tutti, da decenni, una serie di informazioni e fonti, affinché chi frequenta il Portello non resti ignorante.

  3. Mirco scrive:

    Ci son passato per caso una sera, in bici, non ne sapevo praticamente quasi nulla. Il silenzio della piazza, due giovani che caminavano tenendosi per mano, le luci delle fontane e la meravigliosa Porta Portello sulla sfondo. Ho visto la bellezza.
    Il mio non è un giudizio approfondito, non so di commercianti, toponomastica, residenti e impiegati: ho solo visto storia e bellezza!
    Spero che di giorno sia anche meglio, con crocchi di studenti che entrano in una libreria, ne escono con un libro e si bevano un caffè in piazza.
    Cercherò di passarci in primavera, mi auguro di trovarla così, viva, piena di relazioni, quasi un angolo di europa nella mia distratta città.

  4. giovanni macali scrive:

    cari lettori e lettrici ,
    rispetto al brutto parcheggio di prima questo restauro è un gran passo avanti. Onora il Piovego che scorre oltre l’arcata, unisce l’università alle case del quartiere. Rida un senso al tempo, e se invece delle critiche arrivassero i fatti trova per i turisti uno spazio bellissimo.
    E’ vero, vanno corrette quelle fontanelle che non significano nulla, si deve facilitare l’apertura di tavoli e bar, musica e spettacoli, di commercio all’aperto, di ambulanti e gente che cammina tranquilla . Le nuove attività vanno favorite, e fatte pagare di meno, è normale, è così in tutte le promozioni di merci, ma non mi pare che le autorità comunali abbiamo fatto cenni in proposito.
    C’è bisogno di andare avanti, di dare lavoro ai giovani, di migliorare quello che già c’è, di avere a 500 metri dal Portello il centro congressi , che in altre città porta un flusso turistico fortissimo.
    Serve per questa bella Padova una visione d’insieme, un respiro internazionale, poche parole e iniziative comunali che partono, accordi con l’università per delle piattaforme industriali legate alle bio e alle nano tecnologie. Serve unire la periferia unita al centro senza arrivarci solo con l’auto….

  5. Antonella Milani scrive:

    Al signor Ulliana,
    nel suo intervento parla di NON pedonalizzazione, a che cosa si riferisce?. Io vedo uno spazio aperto, senza macchine, vedo le bici passare, ragazzi che fanno la fila dal Francesco per mangiare le focacce, vedo i tavolini del Bar, vedo le persone che camminano tranquilli. La Porta Portello magnifica e magica sullo sfondo. Le macchine passano sotto le finestre più o meno come prima quando c’era il traffico nei due sensi ed il parcheggio su entrambi i lati. I problemi di traffico sono quasi inesistenti e se c’è un qualche intoppo i tecnici del comune dovrebbero trovarne le soluzioni. Il problema dello scarico delle acque, il Portello ha sempre avuto problemi di allagamenti, quindi non centra per nulla la piazza, c’è sempre stato, ma ora partiranno i lavori a fine febbraio e poi avremo un Portello vivible e risanato come tutti desideriamo.
    Vorrei che si smettesse di discuterne solo a fini politici di una dell’altra parte e si guardasse al bene della nostra città. Quindi il Portello così mi piace sempre di più.

  6. Andrea Deganutti scrive:

    Ho l’impressione che sulla “questione Portello” i due schieramenti pro e contro la pedonalizzazione vedano commercianti (non tutti) e cittadini sensibili alla viabilità (automobilistica) della “vecchia” configurazione, da un lato ed i più giovani che danno un maggior peso all’estetica ed alla valenza di spazio sociale dall’altro.
    Una situazione del genere (ma molto più in grande) si presenta a Friburgo (Germania) dove anni fa fu decisa (fra le prime città d’Europa) la pedonalizzazione del centro storico. Anche là i commercianti si opposero fieramente, ma la municipalità ando avanti con il progetto, con il risultato che i commercianti che si sono poi trovati all’interno della zona pedonale dovettero ricredersi accorgendosi che la gente a piedi, lenta e rilassata era ben più disposta a sostare davanti alle loro vetrine e quindi anche ad entrare nei loro negozi; così divennero loro i più entusiasti sostenitori dell’isola pedonale, tanto che i negozi esterni all’area pedonale poi chiesero di essere inclusi attraverso un allargamento della stessa. La Germania è “un altro pieneta” rispetto all’Italia, ma, come al Portello nella nostra città, qualcosa si muove anche da noi: mettiamoci un po’ di coraggio ed apriamo la mente ai tempi odierni!

  7. Luca Valentini scrive:

    Checché ne dica il signor Ulliana, la situazione è chiara: siamo di fronte ad un preciso intento, da parte dell’amministrazione comunale, di osteggiare la riqualifica del Portello, il tutto per mere finalità politiche, volte a compiacere chi, come il signor Zielo, ha portato avanti una aggressiva propaganda elettorale a favore di Bitonci. E’ sufficiente che voi ascoltiate le parole del sindaco durante l’assemblea spacciata come incontro organizzato dall’amministrazione (e in realtà convocata, tra gli altri, dallo stesso Zielo e dagli Amissi del Piovego). Vi copio di seguito il link, ascoltate cosa dice Bitonci al minuto 3:24: “Se resterà una piazza, comunque cercheremo di renderla viva con attività e manifestazione continue”.
    Bene, sono trascorsi quasi otto mesi, dove sono finite queste attività e manifestazioni? Si tratta forse dei camion pubblicitari che occupano l’area pedonale?

  8. Bogdan Gottardo scrive:

    Ho letto con molto interesse sia l’articolo che le opinioni dei sostenitori e quelle dei critici riguardo alla riqualificazione della via Portello.
    Premesso che per me non esiste chi ha torto o chi ha ragione, ma che alcune motivazioni possono rispecchiare lo specchio dei tempi più di altre, mi permetto di esprimere qualche osservazione in merito alla vicenda:
    Innanzitutto devo dire che, in passato, ho apprezzato alcuni provvedimenti, come il restauro della Porta, del ponte e delle scalinate, che sono state restituite ai cittadini nel loro antico splendore.
    Dalle scalinate è possibile ammirare sia la Porta, con lo splendido ponte, sia il placido Piovego, con qualche barcone ormeggiato, veramente poetico.
    Fin qui tutto bene, nulla in contrario.

    Poi però è arrivata la delusione: l’idea di creare una piazza, in via del Portello, in una via che, fino agli anni Cinquanta, specie nella prima parte era nota per la “nave”, un insieme di abitazioni umili, popolate dai “fruttaroei”, cioè dai fruttivendoli, i quali, la sera tornando a casa da piazza della Frutta, “parcheggiavano” il loro mezzo, un carretto, di fronte a casa.
    Quindi, in un certo senso, a voler essere precisi, anche in passato la via Portello era un “parcheggio”, non nel modo in cui lo intendiamo ora, certo, ma nel senso di luogo in cui lasciare il proprio mezzo di lavoro.
    Poi è arrivato il progresso ed è tutto cambiato.
    Ma veniamo al presente:
    qualche anno fa è stata creata questa piazza, in un periodo di crisi economica già noto a tutti, anche (spero) all’amministrazione comunale di allora, con la spesa di circa settecentomila euro.
    Mi domando quindi se fosse davvero necessario spendere questa importante cifra per quest’opera che, i fatti hanno dimostrato di non essere condivisa da tutti i residenti.
    Mi viene spontanea un’altra riflessione:
    nel servizio si dice che “da parte della associazione Progetto Portello ci sono i giovani e gli studenti”.Personalemente ho avuto l’occasione sia di essere studente, sia di sentire per ragioni di lavoro, le richieste di molti studenti che cercavano alloggi al Portello.Ora, se devo essere sincero devo rivelarvi un fatto: TUTTI mi hano chiesto un GARAGE o un POSTO AUTO.
    Allora mi viene da pensare due cose:
    o gli studenti dicono una cosa alle telecamere, per allinearsi ad un certo modo di dire e pensare, e poi nella realtà fanno il contrario, oppure le interviste sono state fatte solo a CERTI GIOVANI, per dimostrare una CERTA TEORIA, ovvero la solita, triste, e volutamente ricercata e forzosa, a mio parere, contrapposizione tra i GIOVANI e STUDENTI, da una parte, e ANZIANI E COMMERCIANTI, dall’altra.
    La verità secondo me, è che gli studenti al portello, al pari dei residenti, il posto auto lo vogliono, perchè molti, la sera si spostano, chi va in piscina, chi fa altro.Questa è la realtà.
    Poi al Portello girano ANCHE molti studenti PENDOLARI, i quali NON si fermano la sera, e non si fermano durante il fine settimana, eccetto forse per il mercoledì sera, che vanno a trascorrere nelle PIAZZE, quelle storiche, in pieno centro.

    Premesso ciò, aggiungo che i negozianti chiamati in causa nell’intervista, sono forse tra le “pietre miliari” dei commercianti di quell’area, non sono venditori di focaccine o sprizz, ma LIBRAI ed ESPERTI DELLA STORIA della città, e forse hanno più autorevolezza e consapevolezza nell’esprimere un parere su ciò che rappresenta a tutti gli effetti un “pezzo” della loro vita, rispetto a chi oggi è a Padov, e tra un anno magari è dall’altra parte del globo, per scelta o per necessità.

    Scegliere se fare una piazza dove prima non c’era, se poi tenerla così com’è, oppure ridimensionarla, consentendo anche ai residenti di tornare a casa propria, non può e non deve essere per l’ennesima volta contaminato da quello che emerge come la solita contesa politica.

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