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C&C pernumiaBenvenuto Ministro!

Potevamo accoglierla con le mascherine, lanci di polvere, cartelloni, ma non abbiamo pregiudizi nei suoi confronti e vogliamo accoglierla nel migliore dei modi possibili: non col cappello, ma con la Costituzione in mano.

Anche perché ci aspettiamo molto da Lei, dal suo ruolo in questo Governo e dallo Stato. Questa è una Terra che accoglie con cordialità ma che ora ha bisogno di liberarsi di qualcosa di pericoloso.

Abbiamo aspettato dieci anni!

Dieci anni di richieste, petizioni, incontri con le amministrazioni locali che o non hanno fatto, o hanno fatto quel che han potuto (vedi tutto il dossier C&C curato da La Vespa qui n.d.r). Non hanno vigilato abbastanza sulla nascita di questa azienda (nel 2002), l’hanno chiusa, anche se in ritardo (nel 2005, grazie ai cittadini e alle associazioni, alla guardia forestale e alla Magistratura). Hanno ripulito gli esterni dallo svernamento dei rifiuti e sigillato i capannoni col loro contenuto di 52.000 tonnellate di rifiuti tossici pericolosi. Poi son passati anni e i capannoni hanno rivelato crepe e rotture. Ora vengono risigillati e sarà portata via una parte non pericolosa di rifiuti. I comuni, la Provincia, la Regione hanno fatto poco, troppo poco.

Ecco perché ci aspettiamo molto da lei.

Nel frattempo ci sono state trombe d’aria e alluvioni ripetute, persino un incendio d’autocombustione (nel 2007). Non solo, le associazioni che le scrivono hanno visto i loro componenti offrirsi come volontari per soccorrere i concittadini alluvionati lo scorso febbraio, ma hanno dovuto misurare i centimetri (ed è un dato reale) che mancavano perché l’acqua tracimasse. Se questo fosse successo, o se dovesse succedere in futuro, sarebbe una tragedia ecologica che arriverebbe fino alla laguna di Venezia. Un danno epocale.

Ecco perché ci aspettiamo un suo intervento.

Trentamila persone gravitano in quest’area turistica agricola e industriale e convivono con questa terrificante bomba ecologica. I Cittadini si son dimostrati sempre molto attenti (vedi la campagna “mettici la faccia” qui n.d.r.) e contemporaneamente comprensivi. Hanno atteso l’intervento delle amministrazioni pubbliche. Ora si utilizzano 500.000 € concessi nel 2011. Da poco la Regione ha stanziato ulteriori 1.500.000 €.

Sono i primi passi, ma è ancora poco, ad un ritmo così lento quanti decenni ancora dovranno trascorrere prima che l’area sia ripulita!
Non è possibile aspettare così tanto. NON E’ GIUSTO! E’ PERICOLOSO! Per la gente, per l’ambiente, per la vita in questo territorio.

Molti in queste zone hanno visto, spesso, lo Stato Italiano come un luogo lontano e indifferente ai problemi locali; non le associazioni che firmano questo appello e che da questo Governo, ora, si aspettano quello che si aspettavano dalle amministrazioni venete: la bonifica completa dell’area (qui il blog sulla C&C per tutti gli aggiornamenti, n.d.r.).

Il nostro appello non è una semplice richiesta d’aiuto, è una richiesta di giustizia!

Associazione “La Vespa” , Comitato SOS C&C, Associazione “La Biolca”, Comitato popolare “Lasciateci Respirare”, Colibrì-tutti i colori del mondo, Ass.ne culturale “Totem” di Este, O.d.V. “Una mano per Battaglia”

lettera consegnata lunedì 26 gennaio al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che ha svolto un sopraluogo presso la ex C&C di Pernumia

4 Responses to “Un atto di giustizia: che la bonifica sia completa!”

  1. Mario Vettore ha detto:

    e il Ministro cosa vi ha risposto? cosa ha risposto in generale, che impegni si è preso?
    di chi era la fabbrica? ha pagato, o sta pagando, per quello che ha causato, all’ambiente, per i costi che ha procurato?
    grazie per l’impegno, anche se abito lontano da lì. Mario

  2. Gianni ha detto:

    La Vespa ha ragione.
    Gianni

  3. Comitato SOS C&C ha detto:

    Riteniamo importante che il Ministro abbia visitato personalmente la ex C&C, anche per rendersi conto dell’enormità dei rifiuti accumulati (52.000 tonnellate) e della precarietà delle strutture che le contengono. I cittadini aspettano da dieci anni e il tempo gioca contro, i capannoni diventano sempre più fatiscenti.

    Per quanto riguarda la messa in sicurezza, nel 2011 sono stati stanziati 500.000 euro operata nel 2014 utilizzando parte di quella somma. Ma la grandezza dell’edificio (10.000 mq ) è tale che per un’effettiva messa in sicurezza non è bastata; così sono state chiuse le falle sulle pareti e sul tetto. E la precarietà degli edifici è stata dimostrata il 13 ottobre 2014 quando un violento fortunale ha aperto in poche ore diverse nuove falle sia sulle pareti che sul tetto, richiedendo interventi supplettivi.

    Per quanto riguarda i cumuli interni, finora solo 224.000 (residui dei 500.000 sopra citati) verranno destinati all’asporto dei materiali. L’assessore regionale all’Ambiente un mese fa ha annunciato un altro milione e mezzo, ma per la rimozione totale occorre una cifra intorno ai 10 milioni!!

    Auspichiamo che ora si aggiunga l’intervento finanziario dello Stato, e che venga definito un accordo di programma che porti, magari a tappe, alla definitiva rimozione del materiale tossico e alla bonifica dell’area. Prima che sia troppo tardi.

    Dispiace infine constatare che debba essere la collettività a pagare per dei danni ambientali che hanno fruttato a qualcuno dei guadagni illeciti attraverso attività criminali; dispiace proprio.

    Comitato SOS C&C (Mail: comitatososcec@gmail.com; Fb: Comitato SOS C&C; Web: http://comitatososcec.altervista.org)

  4. ecopolis ha detto:

    dal Gazzettino del 3 febbraio: “dopo la visita del Ministro Galletti, la Padova TRE ha pubblicato il bando per individuare l’azienda che si occuperà della delicatissima fase di rimozione, asporto e smaltimento dei rifiuti contaminati ancora stipati nei locali di via Granze. Il 18 febbraio scadono i termini per presentare l’offerta. L’importo a base di gara ammonta a 224.000 euro”

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