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garbage-193363_640Con l’iniziativa di questa mattina intendiamo rilanciare la mobilitazione per fermare la logica di una gestione dei rifiuti che passa per l’uso degli inceneritori e delle discariche.

In questo modo vogliamo sensibilizzare tutti sulla necessità di accelerare il percorso virtuoso che va dalla riduzione al riciclo e riuso dei rifiuti”.

Iniziamo così per raccontare quanto avvenuto sabato 20 dicembre u.s., quando una trentina di cittadini e rappresentanti dei Comitati della bassa padovana si sono radunati per protestare di fronte alla Discarica tattica regionale di Sant’Urbano, in presenza di telecamere del TG3 e locali, contro la cosiddetta “variante migliorativa” che andrebbe a garantire una più sicura copertura del sito, riducendo le dispersioni di gas metano nell’ambiente e di percolato nelle falde.

Non è dello stesso parere della GEA (società che gestisce la discarica) il prof. Gianni Tamino, che spiega:

“…La variante porterà ad un incremento di volume pari a 890.000 metri cubi, innalzando la quota massima della discarica fino a 5 metri e allungandone la vita di 7 anni, cioè sino al 2026. Conseguentemente verranno portati nel tempo molti più rifiuti (un milione di tonnellate in più previste), soprattutto speciali, e verrà prodotto più biogas, per un tempo più lungo.

A questo punto, pensano i comitati, più che una vera migliorìa si tratterrebbe di un evidente escamotage per allungare di ulteriori sette anni la vita della discarica. Davvero inaccettabile.

Di ciò sono convinti oppositori Miazzi e Ferrari, rappresentanti dei comitati del territorio, che avvertono:…Nel tempo arriveranno più rifiuti, soprattutto speciali, e verrà prodotto più biogas che inevitabilmente immetterà nell’aria ulteriori fumi inquinanti e odori nauseabondi che vanno ad interessare in particolare i Comuni del Polesine”. E aggiungono: “…Il rischio che il percolato della discarica scenda nelle falde è sempre presente…”

I comitati pertanto hanno immediatamente chiesto un’indagine sulle patologie e soprattutto sui tumori possibili nell’area interessata. I contadini del Polesine, da tempo, già li definiscono “i tumori della discarica”.

E’ in questi ultimi giorni che la vicenda ha subìto un’evoluzione di un certo rilievo. Il giorno 14 gennaio è uscita sui quotidiani la notizia di una “compensazione” alla vita della discarica: la piantumazione arborea di un’area di 30 ettari.

In pratica la Giunta Regionale ha assegnato un finanziamento di 500 mila euro all’intervento di rinaturalizzazione del bacino Anconetta attraverso la piantumazione di una trentina di ettari presso l’area arginale del Fratta-Gorzone (fonte: Il Mattino di Padova).

Con la creazione di un “bosco di pianura” si pensa di compensare, almeno in parte, l’ampliamento previsto della discarica di S.Urbano che potrebbe avvenire entro 6-7 mesi? La piantumazione verrebbe effettuata con nuove specie di piante arbustive e arboree autoctone. Inoltre il Comune e la Provincia, a detta dell’Assessore Regionale Conte, hanno l’idea di creare in questo “nuovo bosco” degli spazi ricreativi e naturalistici con percorsi ciclo pedonali e aree per il tempo libero.

Francesco Miazzi, del Comitato “Lasciateci respirare”, non sembra però tipo da lasciarsi facilmente ammansire: E’ chiaro che questo tipo di compensazioni sono nient’altro che il tentativo, da parte dell’amministrazione comunale e regionale, di mitigare in qualche modo l’impatto e le ricadute ambientali che la discarica ha sul territorio e sulla popolazione, a questo proposito ricordiamo gli impianti sportivi con relativa piscina e le strade di accesso di Ca’ Morosini. E’ altrettanto vero, però, che nessuna di queste o altre compensazioni può essere contrabbandata come merce di scambio per il progetto di ampliamento mascherato da progetto migliorativo di cui la discarica di Sant’urbano è fatta oggetto. Sette anni di allungamento della vita della discarica, con il loro carico di inquinamento ammorbante e pestilenziale, non possono certo essere compensate da questo intervento di solerte piantumazione.”

E la battaglia continua.

A cura di Flavio Boscatto, redazione di Ecopolis

One Response to “La discarica e il bosco: troppo “bello” per essere vero?”

  1. luca luciani scrive:

    … questo in parte è anche il risultato della continua negazione assoluta dei termovalorizzatori di nuova generazione (poco inquinanti, costantemente monitorati in modo trasparente, e con migliore rendimento energetico). Allo stesso tempo non si capisce perchè tra i provvedimenti presentati da Conte come migliorie per la discarica non vi sia niente che riguarda il possibile recupero energetico di biogas da discarica: http://www.amicidellaterra.it/index.php/dal-2010/tutteleiniziative2010/70-recupero-energetico-di-biogas-da-discarica

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