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italy-422861_640«Mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi: vorrei dare il mio contributo al grande tema del turismo accessibile». Così Domenico Zema, 45 anni, non ha lasciato che la malattia neurodegenerativa che lo ha colpito fermasse il suo spirito d’avventura e la sua sete di conoscenza. Anzi, spinto evidentemente da una grande solidarietà nei confronti di chi vive quotidianamente difficoltà motorie simili alla sua, e usando una buona dose di inventiva e creatività, ha dato vita a viaggiarepertutti.it, un portale d’informazione dove racconta i suoi viaggi, arricchendoli con foto, cartine geografiche e dettagli logistici.

Sono proprio questi ultimi, i dettagli logistici, a fare la differenza, a dare al suo sito una rilevanza sociale. Sì, perché per ogni meta è possibile trovare accanto a immagini e a brevi descrizioni, anche e soprattutto una precisa documentazione circa il grado di accessibilità di quella città, di quel monumento, di quel museo, per chi come lui non abbandona mai le due ruote.

Nella nostra città Domenico è venuto lo scorso autunno ed ha visitato il centro con le sue piazze, il palazzo della Ragione, il Caffè Pedrocchi ed infine la Basilica del Santo, insomma un po’ tutti i luoghi e le strade principali. Nel suo portale si trovano le informazioni sul suo percorso, alcuni siti da consultare prima della partenza e dettagli utili come le condizioni di utilizzo dell’auto in zona ZTL o quelle dei posti macchina riservati ai disabili. Il giudizio complessivo che ne consegue è assolutamente positivo: Domenico non ha riscontrato alcun tipo di ostacolo e Padova si è aggiudicata un virtuale pollice alzato.

Forse non dovremmo esserne sorpresi, forse dovrebbe essere una cosa scontata. Invece la domanda che sorge spontanea è se un giudizio così positivo è confermato anche da chi Padova la vive tutti i giorni, da chi ha a che fare anche con i vicoli più sperduti, da chi deve salire e scendere dai bus, da chi ha bisogno di entrare in quel negozio piuttosto che in quel locale. Sarebbe bello poter sapere cosa ne pensa un “non-turista”.

Aspettando che qualcuno si faccia avanti con le proprie osservazioni in merito, ci tocca ringraziare Domenico di cuore per il suo progetto e per il giudizio positivo che Padova si porta a casa (una volta tanto).

Si penserà che lui non è mica il primo a fare una cosa del genere, ma è proprio per levarsi questo pregiudizio che vale la pena fare un giro nel suo sito o nella pagina fb correlata. Quello che innegabilmente salta all’occhio sono lo stile semplice dei suoi racconti, dove l’attenzione si concentra su ciò che davvero può tornare utile sapere per rendere il viaggio più agevole, la sobrietà formale del suo portale, che punta all’essenziale, e infine il fatto che il protagonista passa assolutamente in secondo piano, lasciando spazio invece a ciò che veramente conta, il viaggio. Insomma un progetto semplice ma molto concreto: una guida sicura e affidabile.

E poi fa sorridere ripercorrere il tour di Domenico: partito dalla sua Monza, ha percorso mezza Italia e si è spinto pure in Grecia, Francia e Croazia. Un viaggiatore a cui piace scovare i borghi meno conosciuti del Bel Paese, proprio quelli dove poi si trovano le specialità enogastronomiche che lo rendono unico. Insomma Domenico è davvero uno di noi, che vuole semplicemente condividere le sue esperienze «perché – come dice lui – viaggiare faccia parte dell’esperienza di ogni persona!».

A cura di Laura Fasanetto, redazione di Ecopolis

One Response to “Padova città “accessibile”? Domenico Zema ci racconta la sua esperienza”

  1. Marco B ha detto:

    Segnalo da Vita.it che è nato “Lasciati guidare”, un vademecum realizzato da Venere.com con la collaborazione della Lega del Filo d’Oro per permettere alle persone sordocieche, non udenti o non vendenti e a quelle con disabilità motorie di trovare tante informazioni utili e strutture ricettive adeguate.
    Per non rinunciare a spostarsi
    http://www.vita.it/it/article/2015/02/03/disabili-non-rinunciate-a-viaggiare-ecco-la-guida-giusta/129248/

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