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carta stampataPubblichiamo la rettifica di Maurizio Trabuio, presidente di Città Solare – una cooperativa sociale attiva nell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati – rispetto ad una affermazione erroneamente attribuitagli sulle pagine del “Mattino di Padova” il 20 dicembre 2014.

“Sono stanco di ascoltare le posizioni dei benpensanti” è una frase che non ho mai detto e che d’altra parte sarebbe anche incoerente con il mio pensiero: non mi stancherò mai di ascoltare chi ben pensa! Ho espresso invece un moto di insoddisfazione abbastanza pesante verso la continua attenzione ed evidenziazione di un unico dato che riguarda la complessa e articolata vicenda dell’immigrazione.

L’arrivo dei profughi o richiedenti asilo in Italia e nel Veneto e il loro continuo spostamento in cerca di fortuna nei vari paesi dell’Europa e del mondo – dove sperano di trovare migliori condizioni di vita – è l’indicatore di una grave malattia che colpisce in questo tempo l’umanità: questa malattia si chiama disuguaglianza, ovvero l’ineguale distribuzione delle ricchezze, delle risorse, degli strumenti, delle opportunità, delle persone, delle cose, …

Questa realtà pone davanti agli occhi di chi vive nella nostra epoca enormi problemi che riguardano la politica, l’economia, la cultura, la storia, i sistemi produttivi e sociali, le guerre, il clima, la salute, i sistemi di governo, le religioni, ecc.

L’enorme quantità di dati generata da questa complessità, in ogni settore della vita, viene continuamente riassunta dagli addetti all’informazione, da chi ha la possibilità di aiutarci a vedere e capire cosa succede con un solo, unico dato numerico: quanti profughi arrivano.

Ecco, di questo sono stufo. Sono stufo di vedere che il titolo di prima pagina del quotidiano sia un numero. Quando si dice solo il dato numerico, si vuole orientare il lettore a sentirsi minacciato e assediato; quando si continua a ricordare che sono stanziati 30 € al giorno per il servizio di accoglienza, senza spiegare che rappresenta lo 0,017 % del bilancio dello stato, che è, per esempio, la stessa quantità di denaro che i comuni spendono per i fuochi d’artificio, non si fa un servizio di utile informazione.

Perché non si legge mai nel titolo di prima pagina “200 persone al pronto soccorso entro sera!”? Eppure è esattamente ciò che succede ogni giorno a Padova. A nessuno comunque verrebbe in mente di chiudere il pronto soccorso! Anzi, il dibattito mi sembra infuocato per averne uno sempre più vicino, più efficiente, più confortevole, più sicuro, più pronto, perché a tutti è chiaro che le dinamiche della vita e della realtà ci portano ad averne bisogno tutti prima o poi.

Ecco, mi piacerebbe che chi ci informa ci desse gli elementi per conoscere la realtà e la storia di tutte le persone vicine e lontane, allora tutti, sia come singoli cittadini sia come rappresentanti istituzionali, saremmo aiutati ad usare i sentimenti e l’intelligenza non per litigare o allontanare, ma per dare a ciascuno la possibilità di vivere una vita degna, come quella che auguriamo a noi stessi.

Maurizio Trabuio, presidente di Città Solare

One Response to “Immigrazione: quello che i mass media non dicono”

  1. Gianni ha detto:

    Gentile Maurizio,”replico”alla tua, per altro piena di implicazioni, approfondendone alcuni aspetti e facendolo con un LINK.
    Pensa che è del settembre 2004……fai tu il conto degli anni e il non mutar delle cose.
    Ciao
    Gianni
    http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o3731:e1

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