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m&MDal 3 novembre al 12 dicembre 2014 si è svolta a Savona la IV edizione del Corso Euromediterraneo di Giornalismo Ambientale “Laura Conti”, promosso dall’editoriale La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente.

Il corso, a cadenza annuale, è rivolto a giornalisti professionisti, pubblicisti ed in generale a chiunque fosse interessato ad approfondire le proprie conoscenze nell’ambito dell’informazione ambientale.

Io l’ho frequentato, in questo scorcio di fine 2014.

Anche quest’anno sono stati selezionati 20 giovani, di età compresa tra i 22 e i 36 anni, provenienti da tutta Italia. Una classe eterogenea non solo da un punto di vista anagrafico bensì soprattutto per la formazione e il vissuto personale di ognuno: accanto alla giornalista professionista, fresca di Master, c’era il biologo, guida veterana all’acquario di Genova, o la laureata in lingue, convinta animalista col sogno di aprire una fattoria per animali da reddito; c’era la vincitrice della borsa di studio “giornalisti nell’erba” con una laurea in storia dell’arte, e la pubblicista, divisa tra il pugilato, la laurea in filosofia e le inchieste ambientali per la sua Vigevano; c’era la fotografa veneziana sempre in giro per il mondo, e il filosofo convinto sostenitore della decrescita felice. Insomma un gruppo che ha dato, con le sue domande e con le mille curiosità, filo da torcere ai numerosi docenti che si sono alternati nel corso delle circa 220 ore di lezione, spalmate in sei settimane.

Alla cattedra di quell’aula 2 del palazzo F del Campus Universitario di Savona si sono seduti grandi professionisti, tra giornalisti, docenti universitari ed esperti del settore, che hanno messo a disposizione la loro competenza e la loro pazienza. Per citarne solo alcuni: Enrico Fontana, che ha introdotto gli studenti al mondo dell’ecomafia, l’architetto Mallarino che ci ha portati a visitare esempi concreti di bioedilizia, Roberto Onofrio, che ha dato la possibilità di visitare la sede de “Il Secolo XIX”, Toni Mira, giornalista di Avvenire che ci ha ricordato che il vero giornalismo d’inchiesta si fa “con gli occhi e coi piedi”, Simona Falasca, direttrice di Greenme, Flavio Natalia, uomo di speranza e coraggio, Tiziana Ribichesu che ha portato gli studenti in radio a registrare, e tanti tanti altri ancora.

Essendo questo un corso residenziale, eravamo tutti alloggiati presso una struttura nel centro di Savona e così ciò che ha reso quest’esperienza davvero unica è stato soprattutto tutto quello che è accaduto fuori dall’aula scolastica: le amicizie che si sono formate, la possibilità di condividere interessi comuni, i confronti e i dibattiti che nascevano a cena, i documentari visti nelle salette tv.

Oltre alle lezioni frontali abbiamo avuto la possibilità di svolgere anche un laboratorio redazionale finalizzato alla pubblicazione di uno speciale de La Nuova Ecologia che uscirà la prossima primavera. Al termine del corso abbiamo ricevuto, assieme ad un attestato di partecipazione, la proposta di completare la formazione con uno stage presso testate giornalistiche nazionali o uffici stampa.

Tutto ciò, grazie a Luca Biambonte, il direttore del Corso, Marco Fratoddi, che si è occupato della didattica, e a splendidi collaboratori come Tommaso Vaccaro e Arianna Corti, guide sempre attente e disponibili.

Per maggiori informazioni clicca QUI.

Laura Fasanetto, redazione di Ecopolis

N.d.R.: la scelta di inserire una vignetta di Charlie Hebdo in apertura di questo articolo è stata presa da ecopolis newsletter e non dall’autore del presente contibuto

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