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liceomarchesiLunedì 1 dicembre, nella seduta del Consiglio Comunale, si è discusso riguardo due argomenti sui quali la posizione del Comitato Mura è nota.

Il primo ha riguardato il nuovo assetto di via Portello, con l’area pedonale antistante la porta ed il problema conseguente del traffico.

È chiaro che la scelta di adottare il doppio senso di circolazione su via Ognissanti sembra ormai escludere la riapertura al traffico del tratto che va da via Gradenigo a via Loredan.

Purtroppo ancora non si parla invece di eliminare le barriere che sfregiano la facciata interna della porta, appena recuperata alla sua originaria imponenza, e che avrebbe dovuto rappresentare il punto focale del riassetto dell’area.

La porta, in questo modo, viene invece relegata a mero sfondo senza importanza e quindi in contraddizione con il proposito di valorizzazione delle mura, che l’amministrazione stessa afferma di voler attuare, mediante la realizzazione dell’auspicato Parco delle Mura.

Non sembrerebbe del tutto messo a fuoco nemmeno il concetto che il Parco debba comprendere tutte le aree che siano, in qualche modo, in relazione con le predette mura e questo non certo per imbalsamarne gli spazi e impedirne la fruizione ma, al contrario, perché la presenza delle stesse possa dare un carattere di valore aggiunto e incentivo alla buona frequentazione.

Viene accolto invece con piacere il progetto di costruzione della nuova sede del liceo Marchesi in quanto entrambi gli edifici che attualmente lo ospitano hanno a che fare direttamente con le mura.

La sede principale, in viale Codalunga, è un edificio recente, concordemente giudicato di scarso valore architettonico (a suo tempo anche sopraelevato di un piano) la cui demolizione, già proposta dal Comitato in tempi risalenti allo studio del Sistema Bastionato del 1986, renderebbe di nuovo visibile gran parte del tratto di mura ottimamente conservato.

Inoltre ciò permetterebbe la progettazione di ulteriori operazioni quali lo scavo della fossa e la rimessa in luce della cannoniera sud del torrione della Gatta attualmente ancora interrato.

Identico discorso per quanto riguarda l’altro edificio, situato in via Pilade Bronzetti quasi di fronte al Centro Kofler: risale anch’esso al secondo dopoguerra e non presenta particolari qualità architettoniche e la sua demolizione sarebbe oltremodo auspicabile

Anche in questo caso si verrebbe a recuperare la visibilità di un ulteriore importante tratto di mura, dal bastione Impossibile fino a porta Savonarola e si potrebbe riportare la fossa al suo livello originario, permettendo finalmente così la realizzazione di quel percorso ciclopedonale, accompagnato ad una adeguata illuminazione, che il Piano per il Parco delle Mura prevede come obiettivo minimo per ridare fruibilità e visibilità alle mura.

Associazione Comitato Mura di Padova

Editing a cura di Flavio Boscatto, Redazione Ecopolis

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