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tracciato_camionabileAll’inizio degli anni 2000 l’opera ‘camionabile’ venne inserita all’interno del P.R.U.S.S.T. “Riviera del Brenta” (acronimo di: ‘Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio’) assieme all’idrovia ed alla ferrovia, per la costituzione di un “Nuovo asse plurimodale”. Verso la metà del decennio scorso nasce la ‘Grande Raccordo Anulare S.p.a’ che ingloba nel proprio progetto l’opera cercando di avviarne il processo attraverso la ‘finanza a progetto’ nella ‘legge obiettivo’. Una modalità d’operare, questa, tale da permettere di aggirare qualunque obiezione, richiesta di chiarimenti e perplessità che, di volta in volta, sia Legambiente che i vari comitati locali di cittadini, provassero a frapporre.

Sono noti i personaggi politici che componevano la filiera della responsabilità all’epoca. Iniziando dal Governatore Galan, il potente Assessore ai Lavori Pubblici Chisso, fino al suo braccio destro Lino Brentan che, seppur appartenente ad una sponda politica diversa dai predecessori, risultava perfettamente allineato nel perseguire scelte di forsennato consumo di suolo, attraverso la posa di asfalto inutile e superfluo, in un contesto già di grave crisi economica e produttiva. Per non parlare degli ulteriori aspetti giudiziari che, come avvenuto recentemente, evidenziavano un’attività organizzata impegnata a conseguire, nel settore di tali ‘grandi opere’, notori illeciti a scopo di tornaconti personali.

Sin da subito lo studio e la tenace azione di contrapposizione della nostra Associazione e dei Comitati  hanno dimostrato che il cosiddetto asse plurimodale si è rivelato essere un’ invenzione di tecnici asserviti all’interesse politico, in quanto l’argine di un’idrovia che abbia portata sufficiente per scolmare le ondate di piena del Brenta e del Bacchiglione e che assicuri la navigabilità di battelli fluviali, idonei al trasporto di container, non sarebbe in grado di garantire ulteriore spazio per lo sviluppo di una arteria stradale a scorrimento veloce, seppur a fronte del pagamento di eventuale adeguato pedaggio. Fortunatamente la battaglia condotta da Legambiente e dai comitati territoriali, unita ad un’indiscussa volontà popolare di resistere all’avanzare di queste ’grandi opere’, fra le quali ricordiamo Veneto City; l’elettrodotto aereo di Terna e la già citata ‘camionabile’, hanno nel corso del tempo rallentato i processi decisionali ed attuativi contribuendo così, in modo decisivo, a determinare delle importanti battute d’arresto.

Certamente la crisi economica nel Paese e le conosciute vicende giudiziarie hanno contribuito al venir meno di quella “somma urgenza” che, troppo spesso nel passato, è stata chiamata in causa per aggirare le verifiche e i confronti  partecipativi dei cittadini stessi che popolano un territorio così stravolto nel suo paesaggio.

E veniamo ora ai giorni nostri.

Risale ad un mese fa l’esemplare delibera del Consiglio Comunale di Saonara n.77 del 25/10 (rintracciabile sul link del sito istituzionale), presentata da un consigliere di opposizione su invito del locale Circolo di Legambiente e votata all’unanimità da tutti i consiglieri, che impegna l’Amministrazione ad esprimere parere contrario alla costruzione della ‘camionabile’ chiedendone lo stralcio dal G.R.A.P.

E’ questo, quindi, un altro tassello alla causa che la nostra associazione, assieme ai comitati e a migliaia di cittadini, può orgogliosamente dire di aver aggiunto, nell’impegno di salvaguardare il rispetto del proprio territorio, in difesa della bellezza ed il mantenimento del suo equilibrio, perché è solo questa la maniera di conservare la speranza di consegnare un giorno, alle future generazioni, un mondo in grado di garantire la loro migliore continuazione.

Mauro Dal Santo, Legambiente La Sarmazza

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