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seemed-102073_640Siamo ad oltre 10 mesi dall’introduzione dell’orario cadenzato nel servizio ferroviario regionale e nonostante numerose richieste e solleciti di modifiche tese al miglioramento del servizio da parte delle Amministrazioni locali, delle OO.SS., dei tanti comitati dei pendolari la situazione è desolatamente ferma

Pur in considerazione dell’impostazione iniziale dell’orario cadenzato che poggia su maggiore offerta di servizio dal lunedì al venerdì e con gli orari concentrati in 12 – 16 ore, si ritiene che ci sia oggi spazio per risolvere alcuni punti di criticità già sollevati dall’utenza.

Dopo che per tutto l’inverno e la primavera scorsi l’Assessorato dei Trasporti della Regione Veneto aveva promesso migliorie e integrazioni del servizio che riducessero i disagi e ne migliorassero la qualità, senza tuttavia attuare alcun intervento, nel mese di settembre l’assessore ai trasporti ad interim Luca Zaia ha incontrato l’amministratore delegato di Trenitalia Spa, Vincenzo Soprano. Come da prassi ne sono seguiti roboanti comunicati stampa sul perfetta intesa tra la P.A. ed il gestore del servizio e sulle miracolanti soluzioni prossime venture.

Peccato che promesse e fatti non stiano mai nello stesso asse spaziale e temporale.

Ormai la brutta stagione, quando l’utilizzo dei mezzi pubblici è maggiore, è alle porte e quindi il tempo stringe per le necessarie modifiche di orario dei treni, di connessioni, di fermate che ripetutamente sindaci e pendolari hanno chiesto.

Un esempio del disservizio in capo agli utilizzatori del trasporto ferroviario regionale è quello che talvolta capita nella tratta Monselice-Mantova, i cui utilizzatori finora hanno mostrato quasi troppa pazienza nel trattamento subìto e quasi troppo garbo nelle lamentele.

L’ultimo episodio è stata una richiesta al Direttore regionale di Trenitalia dai toni molto rispettosi e civili firmata da più di 140 pendolari in cui si faceva presente che spesso il treno Regionale Lento in partenza da Monselice al minuto 38 di ogni ora per Legnago Mantova rispetta pedissequamente l’orario di partenza a prescindere dall’arrivo del Regionale Veloce partito da Venezia e diretto a Bologna il cui arrivo a Monselice dovrebbe avvenire al minuto 29. Purtroppo è successo in più di qualche occasione che il R.V. sia arrivato con più di 10 minuti di ritardo facendo perdere la coincidenza ai numerosi viaggiatori provenienti da Venezia e diretti a Legnago/Mantova e costringendoli così a quasi un’ora di attesa per il treno successivo. Nella lettera firmata si chiedeva semplicemente che in nome della garanzia della continuità di viaggio la partenza del R.L. fosse subordinata all’arrivo del R.V., attesa anche la capacità di quest’ultimo di recuperare cammin facendo il ritardo accumulato. La risposta è sembrata più un generico atto dovuto in pieno stile “burocratese” che un serio tentativo di dare una soluzione sensata ad una richiesta reale e concreta e quindi purtroppo si teme che ancora una volta non si porrà rimedio attraverso un minimo di buon senso ad un problema che peggiora la qualità della vita quotidiana a chi già sopporta il peso dell’attuale crisi economica.

Per completare la panoramica del disagio a cui spesso i lavoratori e gli studenti pendolari sono sottoposti si aggiunga che in molti casi le piccole stazioni locali sono ormai chiuse da anni e in mancanza anche di semplici pensiline viene meno la possibilità di un decoroso riparo in caso di maltempo. Anche qui, lamentele, denunce ed esposti sono rimasti finora lettera morta.

Ilario Simonaggio, Segretario generale FILT CGIL 

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