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1È nata anche a Padova la “Scuola Don Milani 2“, un progetto attivo in Italia dal 2010 che fa capo alle attività di don Antonio Mazzi, attraverso la Fondazione Exodus. L’intento è quello di combattere la dispersione scolastica recuperando alla scuola quei ragazzi che sono stati sempre bocciati e prepararli all’esame di terza media. Nella nostra città il progetto parte per volontà dell’Enars – ACLI ed è finanziato dalla Fondazione Cariparo

È un’iniziativa importante, perché laddove la scuola fallisce, i giovanissimi vanno incontro all’abbandono, trovandosi così emarginati e senza alternativa. I ragazzi che non riescono a integrarsi e sperimentano più volte l’insuccesso scolastico, vivono questo periodo della loro vita come una fonte quotidiana di disagio. La piccola scuola di Padova, invece, sulle orme del grande maestro di Barbiana a cui è dedicata, vuole raccogliere la sfida di riappassionarli alla conoscenza e alla vita.

I nove studenti che compongono la scuola Don Milani 2 di Padova frequentano tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, presso la parrocchia di San Bellino, che ospita la sede della scuola. Sono tutti giovanissimi, nati fra il 2000 e il 2001.

La scuola è coordinata da Isabella Polloni, mentre le attività didattiche sono gestite da Michela e Giuseppe, due educatori che sono assunti per tutto l’orario delle lezioni e che sono sempre presenti.

Ma perché il progetto educativo risulti completo e arricchente c’è bisogno dell’apporto di volontari che a titolo gratuito affianchino i due educatori. Lanciamo quindi un appello per trovare:

1) alcuni insegnanti che possano fare un’ora alla settimana in vista dell’esame di terza media; in particolare mancano discipline come francese, musica, tecnologia, arte, letteratura italiana, scienze. Non è necessario essere insegnanti a pieno titolo, basta essere esperti di tali materie, anche giovani che fanno ripetizioni. I volontari verrebbero ricambiati con un attestato di docenza per il loro curriculum, firmato anche dalla fondazione Exodus di Milano;

2) persone esperte in qualche argomento di attualità, di storia recente del nostro territorio, di natura o di quant’altro, che possano fare anche soltanto una lezione per  motivare alla conoscenza i nove studenti che compongono la Scuola Don Milani 2 di Padova;

3) persone che vogliono parlare del loro lavoro, specie se esso è pratico e interessante.

Chi vuole contribuire può rivolgersi alla referente per la didattica, Francesca Vian, francescavian@gmail.com

Francesca Vian

2 Responses to “Una scuola come a Barbiana”

  1. maria grazia ghirardo ha detto:

    Mi permetto di ricordare che lo Stato ha previsto il recupero di ragazzi che non siano riusciti ad assolvere all’obbligo scolastico entro i naturali termini di età, con il loro accoglimento – dai 16 anni – nei CTP (Centri Territoriali Permanenti) che sono scuola media a tutti gli effetti, della durata di un anno scolastico, con esame di stato finale, con lezioni condotte da docenti abilitati nelle varie discipline e con lunga esperienza nell’ambito del disagio scolastico. Questi Centri sono dislocati presso 9 Istituti Comprensivi della provincia (3 in città) e la loro frequenza è pressoché gratuita. Sono attivi dal 1997.

    maria grazia ghirardo

  2. Francesca Vian ha detto:

    Certo. Proprio l’esistenza a Padova di questa importante risorsa da Te ricordata, ci ha indotto a scegliere una fascia di età diversa, per la quale gli interventi di prevenzione della dispersione già presenti nel territorio risultano difficili. Sono i ragazzi di tredici, quattordici anni, sempre “fuori posto” per tutto. Il CTP Briosco, che sorge a pochi metri dalla scuola Don Milani 2, accoglie ora i ragazzi nati nel 1998. I nostri nove dovrebbero attendere dunque altre due o addirittura tre bocciature (per i nati nel 2001) prima di poter entrare al CTP. Sono troppo giovani per i CTP, ma al contempo, sono troppo vecchi per chiedere loro di rifare ancora la prima media. Sarebbe poi davvero insperabile recuperarli alla conoscenza o alla vita stessa. E’ una prevenzione della dispersione effettiva, che dà “parti disuguali” ai “disuguali”, come insegnava il grande maestro di Barbiana. In altre cittadine italiane questa scelta non è stata possibile, e l’analoga l’attività di prevenzione, si è rivolta ai sedicenni. Fortunatamente, a Padova, i CTP, che Tu Maria Grazia ben ricordavi, ci permettono orizzonti più limpidi. I nostri riusciranno ad entrare nella scuola alberghiera, come ben otto di essi desiderano, allineati (per quelli del 2001) o con un anno di ritardo rispetto ai coetanei. A proposito, grazie ad Ecopolis, un cuoco “super” si è offerto di venire da noi per motivarli. Diventare cuoco è proprio … il loro sogno. Grazie.
    Francesca Vian
    docente esperto di prevenzione della dispersione scolastica, collaboratrice volontaria

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