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Vai all'articoloGli interventi domestici di risparmio energetico godono attualmente di due agevolazioni fiscali: le detrazioni al 65% per il risparmio energetico e il 50% per ristrutturazioni edilizie, distribuite in 10 anni, per spese sostenute fino al 31 dicembre 2014.
Detrazioni che, nella bozza “legge di stabilità”, vengono confermate anche per il prossimo anno (per il momento, dopo il 31.12.14, le detrazioni scendono rispettivamente al 50% e 40%).

Legambiente ha quindi dato il via a tre nuovi gruppi di acquisto solare, per sfruttare al meglio questi incentivi.
I Gruppi di acquisto sono tre: quello di Padova e dell’alta padovana, quello della bassa padovana e quello del miranese. Il gruppo di acquisto prevede la possibilità per il cittadino di ricevere un sopralluogo e un preventivo gratuito per uno o più fra le seguenti tecnologie: fotovoltaico, solare termico, scaldacqua a pompa di calore, condizionatori ad alta efficienza.
Mentre per i gruppi di acquisto della bassa padovana e del miranese sono già state scelte aziende e offerte, il gruppo di Padova e alta padovana è all’inizio, per cui gli aderenti avranno la possibilità di partecipare all’assemblea di scelta dell’azienda vincitrice del capitolato di gara (adesione compilando il modulo QUI o scrivendo a sportello.energia.pd@gmail.com).
Prezzi e offerte della bassa padovana sono visibili qui, mentre per aderire basta compilare il documento a questo link.
Puoi invece conoscere le attività del gruppo del miranese visitando la pagina del locale circolo di Legambiente, mentre per l’adesione basta scrivere a sportello.energia.mirano@gmail.com
La tecnologia principe del gruppo di acquisto solare è il fotovoltaico che, nonostante la fine degli incentivi del conto energia, permette ancora un’ottima rendita.

Oggi, quindi, come si ripaga un impianto fotovoltaico? Attraverso 4 meccanismi differenti, contemporanei e che si cumulano l’uno con l’altro:

1. Le detrazione al 50% dei costi totali di realizzazione dell’impianto stesso, suddivisi in 10 rate in altrettanti anni fiscali.

2. L’autoconsumo, cioè il consumo in tempo reale dell’energia che l’impianto sta producendo in quel momento. È un risparmio che si tocca con mano bimestralmente in bollette inferiori a quelle precedenti all’impianto, che diminuiscono – su base annua – da un minimo del 30% ad un massimo del 60%.
La variabilità della quota di autoconsumo ovviamente dipende dagli stili di vita della famiglia.

3. Lo scambio sul posto: è la valorizzazione di tutta l’energia non istantaneamente auto consumata (e quindi immessa in rete) nei limiti dei propri consumi (cioè di quanto prelevato e già pagato in bolletta).
Il contributo dello scambio sul posto è quindi un “rimborso monetario”, versato in conto corrente, di quanto già consumato (e pagato in bolletta), che ripaga l’utente nel trimestre successivo – per l’energia che ha immesso in rete. Ovviamente non vengono rimborsate le imposte.

4. Il pagamento delle (eventuali) eccedenze. Queste si hanno se, alla fine dell’anno solare, il totale dell’energia immessa in rete è maggiore del totale dell’energia prelevata (in base alla quale si ha lo scambio sul posto). Le eccedenze vengono trattate ai fini fiscali, come se fossero una vendita di energia (senza il rimborso di una parte dei costi dei servizi come accade invece con lo scambio sul posto). Il prezzo di vendita è il prezzo di mercato medio dell’anno precedente.

Questi 4 meccanismi più le eventuali eccedenze permettono, per un impianto da 3 kw, un guadagno netto nell’arco di vent’anni di 6-7000 euro, mentre il rientro avviene attorno al settimo anno. Insomma, cosa aspettare per aderire ai Gruppi di acquisto di Legambiente?

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